HOTEL MEINA

Valutazione
Accettabile, realistico
Tematica
Razzismo, Storia
Genere
Drammatico
Regia
Carlo Lizzani
Durata
110'
Anno di uscita
2008
Nazionalità
Italia, Serbia
Titolo Originale
/////
Distribuzione
Mikado Film
Soggetto e Sceneggiatura
Dino Leonardo Gentili, Filippo Gentili, Carlo Lizzani, Pasquale Squitieri tratto dal libro omonimo di Marco Nozza
Musiche
Luis Bacalov
Montaggio
Massimo Quaglia

Orig.: Italia/Serbia (2007) - Sogg.: tratto dal libro omonimo di Marco Nozza - Scenegg.: Dino Leonardo Gentili, Filippo Gentili, Carlo Lizzani, Pasquale Squitieri - Fotogr.(Panoramica/a colori): Claudio Sabatini - Mus.: Luis Bacalov - Montagg.: Massimo Quaglia - Dur.: 110' - Produz.: Ida Di Benedetto e Stefania Bifano per Titania Produzioni, Piero Amati per Film '87 con la collaborazione di RAI Cinema.

Interpreti e ruoli

Benjamin Sadler (Hans Krassler), Ursula Buschorn (Erika Bern), Danilo Nigrelli (Giorgio Benar), Marta Bifano (Camy Benar), Federico Costantini (Julien Fendez), Ivana Lotito (Noa Benar), Buse Butz (Tepper), Ernesto Mahieux . (Filippetti), Majlinda Agaj (Irma Moneri), Eugenio Allegri (Vittorio Pomas), Silvia Cohen (Liliana Fendez), Diana Collepiccolo (Ester Moneri), Simone Colombari (Pierre Fendez), Fiamma Ferzetti . (Blanca Fendez)

Soggetto

Lago Maggiore, settembre 1943. Un gruppo di 16 ebrei italiani é ospite dell'hotel Meina, di proprietà di Giorgio Benar, ebreo con passaporto turco. Dopo l'8 settembre, un reparto di SS arriva a Meina e si insedia nell'albergo. Il comandante é fermo in attesa di ordini e nella stanze c'è una strana tranquillità. Poi le cose precipitano. Le SS prelevano gli ebrei a piccoli gruppi e li portano fuori con la scusa di interrogarali. In realtà, appena lontani, vengono fucilati e gettati nel lago. Gli ultimi a finire sotto le pallottole sono Julien, i suoi due fratellini e il nonno. Noa, che era fidanzata con Julien, riesce a fuggire col padre, la madre e il fratellino verso la Svizzera, e ora, nel 1952, rivive quei tragici momenti.

Valutazione Pastorale

L'omonimo libro di Marco Nozza, alla base del copione, ha preso spunto da fatti auentici. Carlo Lizzani, tra i protagonisti del cinema italiano risorto dalle ceneri della seconda guerra mondiale, rilegge una pagina di Storia, e ce la affida, perché venga messa accanto alle tante storie che compongono il doloroso mosaico degli anni di guerra, nell'ottica dell'ancora più triste, se possibile, caccia all'ebreo. Caccia inutile, brutale, folle, veramente insensata. La regia di Lizzani bada al sodo delle cose da dire, e non si cura di qualche lentezza, di qualche interpretazione approssimativa, di piccole sbavature nella messa in scena. Conta la memoria, e l'obiettivo è del tutto raggiunto. Dal punto di vista pastorale, il film é da valutare come accettabile, e nell'insieme realistico. UTILIZZAZIONE: il film é da utilizzare in programmazione ordinaria e, forse più, oppprtunamente, in occasioni mirate, anche scolastiche, come occasione per ricordare, spiegare, parlare.

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