HUNGER

Valutazione
Consigliabile, Problematico, Adatto per dibattiti
Tematica
Carcere, Famiglia - genitori figli, Giustizia, Politica-Società, Storia, Tematiche religiose
Genere
Drammatico
Regia
Steve McQueen
Durata
96'
Anno di uscita
2012
Nazionalità
Gran Bretagna
Titolo Originale
Hunger
Distribuzione
Bim Distribuzione
Musiche
David Holmes, Leo Abrahams
Montaggio
Joe Walker

Orig.: Gran Bretagna (2008) - Sogg. e scenegg.: Steve McQueen, Enda Walsh - Fotogr.(Scope/a colori): Sean Bobbitt - Mus.: David Holmes, Leo Abrahams - Montagg.: Joe Walker - Dur.: 96' - Produz.: Robin Gutch, Laura Hastings Smith, Andrew Litvin.

Interpreti e ruoli

Michael Fassbender (Bobby Sands), Liam Cunningham (padre Dominic Moran), Lalor Roddy (William), Stuart Graham (Raymond Lohan), Brian Milligan (Davey Gillen), Liam McMahon (Gerry Campbell), Laine Megaw (sig.ra Lohan), Frank McCusker (direttore del carcere), Helen Madden (sig.ra Sands), Des McAleer . (sig. Sands)

Soggetto

Irlanda del Nord. 1981. Nel carcere di Long Kesh, chiamato The Maze (il labirinto), i detenuti repubblicani stanno effettuando la 'protesta delle coperte' e quella 'dello sporco': rifiutano cioè di indossare l'uniforme carceraria e accumulano nelle celle sporcizia di tutti i tipi. Intanto alcuni riescono a far entrare nel carcere vari oggetti e li passano a Bobby Sands, leader del gruppo. Dopo che una sommossa viene brutalmente repressa, Sands incontra padre Moran e gli rivela che intende cominciare un nuovo sciopero della fame per protestare contro la mancata concessione dello status di prigionieri politici. I due parlano a lungo, il sacerdote prova a fargli cambiare idea ma l'uomo è ben deciso. Da quel giorno il fisico di Bobby Sands deperisce sempre più, fino alla morte, avvenuta dopo 66 giorni di astinenza dal cibo.

Valutazione Pastorale

I fatti, come si sa, sono autentici e rimandano al lungo, estenuante conflitto tra Gran Bretagna e Irlanda del Nord, gestito con molte difficoltà e crescente durezza dal governo di Londra, nella persona di Margareth Thatcher. Il centro emotivo del lavoro di McQueen non è però in una denuncia dell'atteggiamento violento consumatosi in una democrazia parlamentare ma nel rigore, nel dolore, nella severità della scelta fatta da Sands: lasciarsi morire per non rinunciare ad un ideale. Se il versante 'politico ' resta comunque presente (tenuto vivo dalla voce della premier collocata in alcuni passaggi), quello etico/morale sale in primo piano soprattuto a partire dall'incontro tra Sands e il sacerdote. Qui l'esordiente McQueen (siamo nel 2008) riscrive le coordinate del cinema carcerario, lasciando parlare i due all'interno di un piano fisso di oltre venti minuti in campo lungo: dialogo intenso, incalzante, fitto di scelte filosofico-esistenziali, di una dialettica vita/morte la cui conclusione resta sospesa tra catarsi e mimesi, tra l'estrema offerta di sè e il pudore verso chi resta solo. La calma apparente di questo colloquio stride con la violenza del contesto, il disgusto per il luogo, l'abiezione per le condizioni di vita, la cronaca realistica di torture e punizioni, il percorso fatto di piaghe e sofferenze verso la morte. Il recupero del fatto storico allora acquista valore se inserito in un'ampia prospettiva di senso, di meditazione sul gesto e le sue conseguenze, in epoche e circostanze differenti. Parabola ardita e provocatoria del gesto individuale rispetto a quelli collettivi. Dal punto di vista pastorale, il film è da valutare come consigliabile, problematico e adatto per dibattiti.

Utilizzazione

Il film può essere usato in programmazione ordinaria, ben tenendo presente il rispetto per alcune fasce di pubblico, che potrebbero essere condizionate dal crudo realismo di molte sequenze. Da recuperare, come detto, per dibattti, e da evitare per minori e piccoli, anche in vista di passaggi televisvi o di uso di dvd e di altri supporti tecnici.

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