I SEGRETI DEL LAGO

Valutazione
Accettabile-riserve, realistico
Tematica
Donna, Famiglia - genitori figli, Omosessualità
Genere
Drammatico
Regia
David Siegel, Scott McGehee
Durata
100'
Anno di uscita
2002
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
The deep end
Distribuzione
Buena Vista International Italia
Soggetto e Sceneggiatura
Scott McGehee, David Siegel tratto dal romanzo "The blank wall" di Elisabeth Sanxay Holding
Musiche
Peter Nashel
Montaggio
Lauren Zuckerman

Orig.: Stati Uniti (2002) - Sogg.: tratto dal romanzo "The blank wall" di Elisabeth Sanxay Holding - Scenegg.: Scott McGehee, David Siegel - Fotogr.(Scope/a colori): Giles Nuttgens - Mus.: Peter Nashel - Montagg.: Lauren Zuckerman - Dur.: 100' - Produz.: Scott McGehee, David Siegel.

Interpreti e ruoli

Tilda Swinton (Margareth Hall), Goran Visnjic (Alec Spera), Jonathan Tucker (Beau Hall), Peter Donat (Jack Hall), Raymond Barry, Josh Lucas

Soggetto

Margareth vive con i due figli in una grande casa sul lago Tahoe, mentre il marito é imbarcato come ufficiale in navi su rotte lontane. L'equilibrio della famiglia si rompe quando Margareth scopre che Beau, il figlio maggiore, è omosessuale e va in città ad incontrare un amico. Un giorno i due litigano nella villa e l'amico muore. Al mattino Margareth trova il corpo, pensa che il figlio l'abbia ucciso e porta il cadavere nel lago. Ben presto gli amici del defunto approfittano della situazione: a Margareth viene chiesta una somma di 50mila dollari per tenere tutto sotto silenzio. Avvicinata da Alec, giovane sicario, Margareth dice di avere solo una somma inferiore. Alec riferisce al boss Nigel, che lo minaccia di pretendere quello che è stato richiesto. Alec torna da Margareth, le dice che rinuncia alla propria parte e le chiede i 25mila dollari per il capo. In quel momento arriva Nigel e in una colluttazione Alec lo uccide. Margareth ora è decisa ad andare dalla polizia. Sale in macchina, Alec la segue, sbanda, va fuori strada e, mentre Margareth le sta parlando, muore. Margareth torna a casa, sfoga il dolore in un pianto, fa pace con il figlio. Poi chiama per telefono il marito lontano.

Valutazione Pastorale

Si tratta di una storia di robusta costruzione drammatica, per niente scontata, intrigante e attraversata da continua tensione. I due giovani registi sono bravi ad innestare sul terreno di rimandi ad altri generi (thriller, noir) una serie di contenuti forti e credibili che arricchiscono la trama e la rendono coinvolgente. La figura della protagonista, intanto, donna e madre sola, caricata di responsabilità e in grado di non scoraggiarsi di fronte ad una sitauzione imprevista; il rapporto di lei con il figlio, il quale sconta l'assenza del padre; l'omosessualità come percorso di presa di coscienza; l'incontro brutale con la malvagità umana e, sul versante opposto, l'emergere di un trattenuto sentimento per Alec, che non resta indifferente e si schiera con lei; infine, ma non per ultimi, l'amore come spinta per andare avanti, e la consapevolezza del valore della famiglia, da salvare al di là delle incomprensioni e dei problemi (bello il contatto telefonico finale con il marito lontano). Dal punto di vista pastorale, pur con riserve per qualche passaggio un po' sopra le righe e affrettato, il film è da valutare come accettabile, e decisamente realistico. UTILIZZAZIONE: il film è da utilizzare in programmazione ordinaria, e da recuperare sui temi della famiglia e del rapporto genitori/figli. Qualche attenzione per i minori in caso di passaggi televisivi.

Le altre valutazioni

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