I VICHINGHI

Valutazione
Futile, semplice
Tematica
Avventura, Guerra, Storia
Genere
Avventuroso
Regia
Claudio Fah
Durata
98'
Anno di uscita
2014
Nazionalità
Germania, Svizzera
Titolo Originale
Northmen : a Viking Saga
Distribuzione
Eagle Pictures
Musiche
Markus Trumpp
Montaggio
Adam Recht

Orig.: Svizzera/Germania (2014) - Sogg. e scenegg.: Matthias Bauer, Bastian Zach - Fotogr.(Scope/a colori): Lorenzo Senatore - Mus.: Markus Trumpp - Montagg.: Adam Recht - Dur.: 98' - Produz.: Ralph S. Dietrich, Daniel Holtschi.

Interpreti e ruoli

Tom Hopper (Asbjorn), Ryan Kwanten (Conall), Ken Duken (Thirald), Charlie Murphy (Lady Inghean), Ed Skrein (Hjorr), Anatole Taubman (Bovarr), Johan Hegg (Valli), Leo Gregory (Jorund), James Norton (Bjorn), Darrell D'Silva (Gunnar), Richard Lothian . (Haldor)

Soggetto

Nel 9° secolo un gruppo di Vichinghi cacciato dal proprio Re salpa per la Gran Bretagna. Capeggiati da Asbjiorn, i Vichinghi hanno una missione da compiere per riacquistare la libertà: depredare i monasteri dei preziosi tesori che custodiscono. Durante il viaggio, l'equipaggio viene sorpreso da una terribile tempesta e fa naufragio sulla costa scozzese. Ormai intrappolati oltre la linea nemica, i Vichinghi hanno una sola possibilità di sopravvivenza: raggiungere il lontano accampamento vichingo di Danelaw...

Valutazione Pastorale

Le note informative rivelano che la storia, interamente ambientata in Scozia, è stata girata in esterni in Sud Africa, luogo ideale per la versatilità del paesaggio e per il clima. Claudio Fah, il regista, dice: "E' la storia di un gruppo che si trova a condividere situazioni estreme. Parla di amicizia, lealtà, sacrificio". E' tutto vero, non c'è niente da dire. Se non che questo tutto, di fronte alla realizzazione evapora, si assottiglia, scompare. Intorno ai Vichinghi sono nate nei secoli storie e leggende, che hanno creato forte confusione tra realtà e fantasia. E proprio per questo c'era ampia materia per qualche bello spettacolo tra kolossal e azione. La dinamica c'è ma resta incollata e inerte. A poco a poco la regia ingabbia i protagonisti in un ripetitivo itinerario sempre uguale a se stesso, il ritmo si affievolisce, sfumano stimoli e motivazioni, quel gruppo di disperati annaspa tra rivalità e indecisioni, dove è diretto, quale traguardo persegue. Dialoghi fin troppo sintetici e dialettica da calma piatta spengono le poche velleità di interesse. Sfuggono i veri motivi della produzione, e il film, dal punto di vista pastorale, é da valutare come futile e del tutto semplice.

Utilizzazione

Il film può essere utilizzato in programmazione ordinaria, ben tenendo conto della qualità non eccezionale indicata sopra, come prodotto di genere avventuroso.

Le altre valutazioni

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