IL BACIO DEL SERPENTE

Valutazione
Complesso, Raccomandabile, dibattiti**
Tematica
Politica-Società, Storia
Genere
Drammatico
Regia
Philippe Rousselot
Durata
104'
Anno di uscita
1997
Nazionalità
Gran Bretagna
Titolo Originale
THE SERPENT’S KISS
Distribuzione
Istituto Luce
Soggetto e Sceneggiatura
Tim Rose PriceTim Rose Price
Musiche
Goran Bregovic
Montaggio
Mick Audsley

Sogg e Scenegg.: Tim Rose Price - Fotogr.: (Panoramica/a colori) Jean François Robin - Mus.: Goran Bregovic - Montagg.: Mick Audsley - Dur.: 104' - Produz.: Robert Jones, John Battsek, Tim Rose Price

Interpreti e ruoli

Ewan Mc Gregor (Menner Chrome), Pete Postlethwaite (Thomas Smithers), Greta Scacchi (Juliana Smithers), Carmen Chaplin (Thea Smithers), Richard E.Grant (Fitzmaurice), Britta Smith (signora Galmoy), Gerard Mc Sorley (signor Galmoy), Donal Mc Cann, Charley Boorman, Susan Fitzgerald, Pat Laffan, Ruaidhri Conroy, Henry King.

Soggetto

In Inghilterra, nel 1699, Thomas Smithers, ricco proprietario ter-riero, commissiona al giovane Meneer Chrome la creazione di un giardino in onore della bellezza di sua moglie Juliana che, annoiata dalla vita di campa-gna, dedica poco tempo a suo marito e prova scarso interesse per l’orticultu-ra. Juliana fa capire di provare simpatia per il bell’olandese Meneer, che però a sua volta è invece attratto dalla figlia Thea, ragazza dal carattere impreve-dibile e ribelle che il padre considera un po’ “svitata”. La sua cura è affidata ad un medico, che le ordine strane medicine, più interessato alla parcella che alla effettiva guarigione. Quando in villa arriva Fitzmaurice, squattrinato cugino di Juliana, i progetti sul giardino diventano più ambiziosi e costosi e fanno nascere piccole rivalità. Finalmente si arriva alla cerimonia inaugurale, ma all’improvviso un forte vento spazza l’intero giardino e rovina lo spetta-colo. Si decide allora, come riparo, di progettare la costruzione di una colli-na. Ma ora Meneer mostra disinteresse per questo ulteriore progetto, è sem-pre più innamorato di Thea e non sopporta il modo in cui è trattata. Gelosie e rivalità vengono ormai in superficie: Fitzmaurice vuole riconquistare Juliane, che invece vorrebbe avere Meneer, che però alla fine rivela di non essere quello che tutti hanno creduto ma un suo sostituto. Tutti i progetti si inter-rompono, Thea e il falso Meneer riescono a scappare. Arrivano sull’Oceano, lei getta in acqua il libro che portava sempre con se, e dice di essere guarita.

Valutazione Pastorale

si tratta di un film ricco di motivi interessanti. L’ambientazione alla fine del 1600 diventa rappresentazione di un momento storico intenso e allo stesso tempo metafora per un parallelismo con l’oggi, ovviamente diverso nei modi e nelle forme ma meno nella sostanza. Tutto si svolge nell’unico ambiente della casa e del giardino. La ricostruzione è abile, di gusto letterario, il crescere delle passioni è descritto con taglio secco, inci-sivo, il marito distratto, la moglie annoiata, la figlia plagiata, la presenza del giovane che porta scompiglio ma contribuisce anche a fare chiarezza: tra infantilismo e mania di grandezza, il film mette a nudo le carenze di una società chiusa in un benessere materialistico dal quale è possibile uscire solo con l’inganno e la fuga. Dal punto di vista pastorale, molti dialoghi e molte situazioni offrono momenti di una accennata ma non superficiale religiosità verbale. Si cita Dio con rispetto, all’insegna di quell’etica naturale che con-trassegnava il passaggio dal 17° al 18° secolo. Film quindi di spessore, ben disegnato sul piano psicologico, da raccomandare come esempio di racconto storico con precisi agganci ad una realtà sociale più ampia. Utilizzazione: il film è da utilizzare in programmazione ordinaria, anche se nell’ottica di un pubblico adulto in grado di coglierne tutte le suggestioni sopra accennate. Da proporre poi in situazioni più mirate, come valido titolo per parlare di storia, di attualità, di una società europea di trecento anni fa, di raffronti con l’oggi, di letteratura, scienza, razionalità da un lato, amore, sen-timento, passione dall’altro.

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