IL CARICATORE

Valutazione
Accettabile, semplice*
Tematica
Giovani, Lavoro
Genere
Commedia
Regia
Eugenio Cappuccio, Fabio Nunziata, Massimo Gaudioso
Durata
92'
Anno di uscita
1997
Nazionalità
Italia
Distribuzione
Mikado Film
Soggetto e Sceneggiatura
Eugenio Cap
Musiche
Daniele Sepe
Montaggio
Fabio Nunziata

Sogg. e Scenegg.: Eugenio Cap-puccio, Massimo Gaudioso, Fabio Nunziata - Fotogr.: (Panoramica/b.n) Vincenzo Marinese - Mus.: Daniele Sepe - Montagg.: Fabio Nunziata -Dur.: 92' - Produz.: Axelotil Film

Interpreti e ruoli

Eugenio Cappuccio (Eugenio), Massimo Gaudioso (Massimo), Fabio Nunziata (Fabio), Gianluca Arcopinto (Arcopinto), Antonio Ricossa (Tony), Vincenzo Marinese (Vincenzo), Francesco Codacci, Antonio Pascucci, Daniele Pascucci, Ondina Quadri, Silvia Mariotti

Soggetto

A Roma la casa di produzione Boccia Film è in grave crisi. Fabio, il titolare, possiede un solo caricatore di pellicola e vuole girare a tutti costi un film. Coinvolge nell'impresa Massimo, patito del realismo, che insegue l'ideale di riprendere in un giorno la storia di un uomo solo, dal mattino alla sera, ed Eugenio, che adora il cinema americano e vorrebbe iniziare il film con una ragazzina che si spoglia. Vanno in giro per recuperare alcuni crediti, poi contattano un produttore indipendente che li obbliga a giocare a pallone, sempre rimandando le decisioni, infine decidono di giocarsi tutto quello che hanno (per uno anche il posto di lavoro), e di chiudersi in casa a scrivere una sceneggiatura. Il lavoro però va per le lunghe, la tensione aumenta e il nervo-sismo porta i tre in una piccola stazione dei Carabinieri, dove, quasi senza volerlo, l'appuntato fornisce loro lo spunto decisivo per il film.

Valutazione Pastorale

tanti giovani oggi in Italia hanno una forte attrazio-ne per il cinema, o meglio per il "fare cinema", come professione e momento creativo. La voglia di mettere in pratica questa passione si scontra però con non poche difficoltà pratiche: i finanziamenti, in primo luogo, ma poi anche la necessità di dare concretezza alle idee, insomma inventare la storia, i per-sonaggi, le situazioni. Di tutto questo si occupa questo film, ossia del "film nel film": argomento certo non nuovo ma che i tre registi esordienti ripro-pongono, riuscendo ad ironizzare su se stessi e sul piccolo mondo (produtto-ri, attori, tecnici) col quale vengono a contatto. Il film è leggerino, però sin-cero, misurato, goliardico quanto basta, non drammatizza ma nemmeno si nasconde problemi più seri. Dal punto di vista pastorale, un ritratto semplice e insieme credibile di tanta gioventù odierna, indecisa sul futuro ma deside-rosa di costruire qualcosa. Utilizzazione: il film, girato in bianco e nero, è da utilizzare in programma-zione ordinaria come esempio positivo di giovane cinema italiano. Opportu-no per rassegne dedicate appunto al cinema italiano anni Novanta, a giovani e cinema, al cinema nel cinema...

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