IL CARNIERE ***

Valutazione
Accettabile, Problematico, Dibattiti
Tematica
Conflitti etnici, Guerra, Rapporto tra culture
Genere
Drammatico
Regia
Maurizio Zaccaro
Durata
94'
Anno di uscita
1997
Nazionalità
Italia
Distribuzione
Buena Vista International Italia
Soggetto e Sceneggiatura
Marco Bechis, Gigi Riva, Umberto Contarello, Maurizio Zaccaro, Lara Frender Marco Bechis, Gigi Riva
Musiche
Pino Donaggio
Montaggio
Amedeo Salfa

Sogg.: Marco Bechis, Gigi Riva -Scenegg.: Marco Bechis, Gigi Riva, Umberto Contarello, Maurizio Zaccaro, Lara Frender - Fotogr.: (Scope/a colori) Blasco Giurato - Mus.: Pino Donaggio - Montagg.: Amedeo Salfa - Dur.: 94' - Produz.: Clemi Cine-matografica

Interpreti e ruoli

Massimo Ghini (Renzo), Antonio Catania (Paolo), Paraskeva Djukelova (Rada), Roberto Zibetti (Roberto), Javor Milushev (Boris), Leo Gullotta, Fabio Sartor, Giorgio Tirabassi, Saverio Laganà

Soggetto

Dall'Italia tre amici, Renzo, Paolo e Roberto, arrivano in Jugosla-via. Come ogni anno, si apprestano a raggiungere una riserva per l'abituale battuta di caccia. Hanno appuntamento con Boris, il capocaccia che li dovrà guidare nei luoghi opportuni. Stavolta però Boris non si fa trovare. Al suo posto, la figlia Rada guida gli ospiti nei boschi ma, alla sera, partono improv-visi colpi di fucile in mezzo agli alberi. Ferito ad una gamba, Paolo viene tra-sportato all'ospedale della più vicina città, gli altri sono interrogati dalla polizia, nelle stanze e nei corridoi si intravedono gruppi di altri feriti. Passa la notte, e la mattina rumori di sirene, spari, incendi fanno capire la verità: è l'autunno del 1991 e in Jugoslavia è cominciata la guerra civile tra le varie regioni ed etnie. Gli italiani si trasferiscono in un hotel in disfacimento pieno di soldati, profughi, confusione. Dai palazzi di fronte i cecchini sparano e uccidono.Passerà del tempo, prima che i tre riescano a fare ritorno in Italia. La vicenda è raccontata oggi da un giornalista sportivo, che aveva conosciu-to Renzo, Paolo e Roberto in quell' albergo, dove anche lui si trovava per intervistare un giocatore di basket.

Valutazione Pastorale

Un film sulla tragedia della guerra in Jugoslavia girato con grande sensibilità e senso della misura. La guerra che comincia come gioco dei cacciatori diventa inaspettata, drammatica realtà attraverso momenti quasi impercettibili, scanditi da una narrazione dolente, dai toni ora amari, ora sconfortati, mai rassegnati. Va sottolineata, dal punto di vista pastorale, la sensibilità con cui il regista compone un film di forte ispirazione civile e, attraverso un linguaggio denso, pone l'accento sulla ricerca della verità, sulla necessità di non rinunciare ai valori, ai piccoli gesti, agli atti d'a-more che possono aiutare a porre fine alle guerre. Film notevole per l'am-bientazione in esterni, ma anche per l'appello alla solidarietà che esce dalle immagini. In una di queste una ragazza-cecchino uccide senza saperlo il padre: se tu alzi l'arma contro il tuo prossimo, uccidi te stesso. Utilizzazione: Un film italiano di notevole intensità che merita di essere uti-lizzato anche in programmazione ordinaria per la sua sincerità e forza inte-riore. Utilissimo naturalmente il ricorso al film per riflettere non solo sulla guerra nella ex Jugoslavia ma, più in generale, su come nasce e va avanti, vista dal di dentro, una tragedia come la guerra civile.

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