IL CIGNO NERO

Valutazione
Complesso, scabrosità
Tematica
Danza, Donna, Famiglia - genitori figli, Psicologia, Sessualità
Genere
Drammatico
Regia
Darren Aronofsky
Durata
103'
Anno di uscita
2011
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
Black Swan
Distribuzione
20th Century Fox Italia
Soggetto e Sceneggiatura
Andres Heinz, Mark Heyman Andres Heinz
Musiche
Clint Mansell
Montaggio
Andrew Weisblum

Orig.: Stati Uniti (2010) - Sogg.: Andres Heinz - Scenegg.: Andres Heinz, Mark Heyman - Fotogr.(Scope/a colori): Matthew Libatique - Mus.: Clint Mansell - Montagg.: Andrew Weisblum - Dur.: 103' - Produz.: Mike Medavoy, Arnold W. Messer, Brian Oliver, Scott Franklin - VIETATO AI MINORI DI 14 ANNI.

Interpreti e ruoli

Natalie Portman (Nina), Mila Kunis (Lilly), Vincent Cassell (Thomas), Winona Ryder (Beth), Toby Hemingway (Tom), Janet Montgomery (Madeline), Sebastian Stan (Andrew), Barbara Hershey (Erica), Kristina Anapau (Galina), Ksenia Solo (Veronica), Christopher Gartin . (Scott)

Soggetto

A New York la ballerina classica Nina (che vive una situazione di sudditanza verso la madre, una ex della danza) viene scelta dal direttore artistico Thomas per sostituire l'etoile Beth in vista dell'allestimento de "Il lago dei cigni", apertura della stagione. Si tratta di un ruolo a doppia faccia: quella del cigno bianco, aggraziato e innocente, quella del cigno nero, astuto e sensuale. Per la prima, Nina è perfetta, per la seconda emergono durante le prove grosse difficoltà legate alle riserve mentali della ragazza verso il personaggio. Lily, la giovanissima ballerina scelta come riserva, si mostra più disponibile e priva di scrupoli. Per superare gli ostacoli Nina deve forzare se stessa, ma quando va in scena, il logorio fisico é tale da impedirle di arrivare felicemente alla fine.

Valutazione Pastorale

Ogni storia incentrata sul balletto classico vive di alcuni punti fermi, che, proprio in quanto tali, diventano da subito il banco di prova della realizzazione. Muovendosi tra l'ideale della perfezione tecnica, l'arte assoluta, il sacrificio, la competizione spietata, la solitudine e la paura del fallimento, Aronowsky sguazza in una materia certamente non nuova, ed ha al proprio arco una sola freccia rispetto ad alcuni nobili esempi del passato (citiamo solo "Scarpette rosse" e "Luci della ribalta"): l'estetica del far vedere ciò che prima era possibile solo accennare. Così la reticente e pudica Nina diventa facile preda non solo del bel Thomas ma anche della disinibita Lily, che conduce la 'collega' sulla strada dei piaceri proibiti. Giustamente premiato a Venezia 2009 per il disperato "The Wrestler", Aronowsky conferma tuttavia grossi limiti e molta furbizia. Il manierismo patinato delle immagini va da una parte, l'insipienza dell'impianto psicologico dall'altra. E il ricorso ad ampie sequenze al limite del voyeurismo conferma la propensione a girare storie anonime buone per tutti i mercati, ma poco personali. Dal punto di vista pastorale, il film é da valutare come complesso e certo segnato da scabrosità. UTILIZZAZIONE: il film può essere utilizzato in programmazione ordinaria, ben tenendo conto di quanto detto sopra e quindi con una valutazione di merito sull'impatto rispetto ad alcune fasce di pubblico. C'è il divieto ai 14 anni, e molta attenzione é da tenere per minori e piccoli in vista di passaggi televisivi o di uso di DVD e di altri supporti tecnici.

Le altre valutazioni

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