IL DECISIONISTA

Valutazione
Inaccettabile, squallido
Tematica
Avidità, Denaro
Genere
Drammatico
Regia
Mauro Cappelloni
Durata
90'
Anno di uscita
1997
Nazionalità
Italia
Distribuzione
Warner Bros Italia
Musiche
Sergio Cammariere
Montaggio
Patrizio Cappelloni, Mauro Bonanni

Sogg. e scenegg.: Mauro Cappelloni, Elide Cortesi - Fotogr.(Panoramica/a colori): Mauro Marchetti - Mus.: Sergio Cammariere - Montagg.: Patrizio Cappelloni, Mauro Bonanni - Dur.: 90' - Produz.: Video Lucky Cinematografica.

Interpreti e ruoli

Gian Marco Tognazzi (Gian Luigi Rossi Distante), Maria Grazia Cucinotta. (giornalista), Luca Lionello (Ferrante), Cinzia Carrea (Camilla De Porto), Sabrina Knaflitz (Sofia), Luigi Di Fiore (Giorgio), Marino Masè (Senatore Caroli), Adriana Russo, Bedy Moratti, Massimo Sarchielli, Fabrizio Vidale, Antonio Cantafora.

Soggetto

Gian Luigi Rossi Distante è un giovane uomo d'affari che amministra miliardi non suoi, di proprietà di clienti che spesso non conosce. Deposita i propri guadagni in Svizzera e incrementa i guadagni. La mattina gioca a tennis, poi tramite telefono organizza il resto della giornata tra incontri, appuntamenti, pranzi. Ma la polizia indaga su uno strano traffico di soldi che coinvolge banchieri ed onorevoli e qualcuno si organizza per difendersi. Gian Luigi passa con indifferenza da una donna all'altra, pur avendo una fidanzata, ma una sera incontra una ragazza che, dopo un po', si rivela essere una giornalista molto determinata che sta conducendo un'inchiesta su uno strano giro di miliardi. Gian Luigi non dà troppo peso a quella presenza, fino a quando la donna viene uccisa da un sicario ed anche lui si trova messo alle strette. Allora tutti i traffici illegali vengono alla luce, ed anche l'amicizia che Gian Luigi riteneva di avere con un carabiniere non serve più. La giustizia comincia a fare il proprio, inesorabile corso.

Valutazione Pastorale

L'aspetto peggiore del film non è tanto quello di essere professionalmente sciatto e povero ma di avere la pretesa di contrabbandare valori attraverso un moralismo di facciata assolutamente di comodo e falso. Essendo il protagonista alla fine un perdente, si vorrebbe far emergere il lato positivo della vicenda, che viceversa è del tutto calata in contesti negativi e pretestuosi, dove dominano superficialità di sentimenti e di rapporti umani. Non manca un adeguato linguaggio scurrile in maniera abbondante e spesso inutile. La totale assenza di qualunque valore o attenzione alla sensibilità dello spettatore, l'insulsaggine di molti personaggi, la pretestuosità delle situazione calate in banalità e stereotipi sconsigliano l'utilizzazione del film ad ogni livello.

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