IL FALÒ DELLE VANITÀ *

Valutazione
Discutibile, scabrosità
Tematica
Politica-Società
Genere
Drammatico
Regia
Brian De Palma
Durata
126'
Anno di uscita
1991
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
THE BONFIRE OF THE VANITIES
Distribuzione
Warner Bros Italia
Soggetto e Sceneggiatura
Michael Cristofer tratto dal romanzo omonimo di Tom Wolfe
Musiche
Dave Grusin
Montaggio
David Ray, Bill Pankow

Sogg.: tratto dal romanzo omonimo di Tom Wolfe - Scenegg.: Michael Cristofer - Fotogr.(panoramica/a colori): Vilmos Zsigmond - Mus.: Dave Grusin - Montagg.: David Ray, Bill Pankow - Dur.: 126' - Produz.: Brian De Palma.

Interpreti e ruoli

Tom Hanks (Sherman Mc Coy), Bruce Willis (Peter Fallow), Melanie Griffith (Maria Ruskin), Morgan Freeman (Leonard White), Kim Cattrall (Judy Mc Coy), Saul Rubinek (Larry Kramer), F. Murray Abraham (Abe Weiss), John Hancock, Kevin Dunn. Clifton James, Louis Giamballo, Alan King

Soggetto

Sherman Mc Coy, un giovane e ricco operatore di borsa, lasciata a casa sua moglie Judy e la bambina e presa a bordo dell'automobile all'aeroporto di New York l'amante Maria Ruskin non imbocca a tempo una corsìa laterale, fa una inversione errata e si ritrova fermo nel buio sotto un viadotto in una brutta zona, fra carcasse e rottami. Due teppisti di colore male intenzionati lo fronteggiano sull'asfalto: lui se ne libera, mentre l'amante postasi al volante ne investe involontariamente uno che finisce in coma all'ospedale. A volere giustizia (il colpevole è ignoto) sull'episodio, sono in molti: la polizia cerca lo sconosciuto proprietario della lussuosa Mercedes (uno dei teppisti ha visto i primi due numeri di targa); la madre del ferito che vuole essere risarcita; l'ardito Reverendo Bacon (di colore anche lui), che vorrebbe trasformare questo esempio di pirateria stradale in un caso attorno al quale chiamare a raccolta la comunità nera; il Procuratore distrettuale Abe Weiss per poter dimostrare la propria imparzialità ai suoi elettori neri. La Polizia individua la targa dell'automobile e McCoy è arrestato. Fin dall'inizio egli ha più volte insistito con Maria per denunciare l'accaduto alle Autorità: lei ha minimizzato e rifiutato ed ora McCoy deve affidarsi al migliore avvocato per uscirne indenne. In aula la Corte è rappresentata dal Giudice Leonard White, un magistrato nero di pelle, onesto e del tutto imparziale, al quale preme solo il rispetto della legge e della dignità di ciascuno. Tutto però è complicato da un oscuro e sfortunato cronista, Peter Fallow, in cerca della notizia in esclusiva, il quale si pone in contatto con il Reverendo Bacon e si dà da fare senza scrupoli pur di fare incriminare Sherman a prezzo di umiliazioni ed emozioni incessanti. Poiché una amica di Maria, che aveva a costei temporaneamente ceduto l'alloggio di New York (destinato agli incontri dei due amanti), vi aveva fatto installare un microfono, al processo, Sherman tirerà fuori a sorpresa un frammento di nastro, sul quale tutti sentono registrate poche, ma inequivocabili parole di Maria Ruskin la quale, rientrando a casa dopo l'incidente, afferma che al volante era lei che era del tutto inutile la denuncia alla Polizia cittadina. Da ciò la inevitabile condanna della colpevole, l'assoluzione per il miliardario (che intanto aveva avuto la solidarietà dell'anziano padre), il crollo delle ambizioni politiche dell'aspirante alla poltrona di sindaco e, a suo tempo, il Premio Pulitzer per lo scribacchino Fallow diventato ormai un giornalista affermato.

Valutazione Pastorale

scompiglio di vite immerse nell'agio, trame oscure, vittime bianche e nere, quartieri eleganti e topaie, maneggioni avidi, ambienti finanziari e politici: in un crescendo di vanità, ambizioni, lusso e lussuria. Però la New York, la vicenda umana e la melma stessa che tutto insozza e inquina sono più forti e dense nel romanzo omonimo di Tom Wolfe che non nel film di Brian de Palma, il quale ha visto e condotto il film con una sua particolare chiave di lettura, stranamente beffarda. Lo stesso aspetto "politico" compare qui come un filone poco competitivo, uscendone compreso e ben poco dissacratorio. È una vicenda umana oscura e sgradevole, una desolante denuncia di disordine morale, in cui campeggia solo un giudice tenace e deciso, che probabilmente invano si appella ai valori della legge e della dignità di ciascuno. Alcuni momenti sono efficaci e certi personaggi sono delineati con perspicacia.

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