IL FIORE DEL MIO SEGRETO **

Valutazione
Accettabile-riserve, Asprezze
Tematica
Donna, Famiglia, Psicologia
Genere
Drammatico
Regia
Pedro Almodovar
Durata
100'
Anno di uscita
1996
Nazionalità
Spagna
Titolo Originale
LA FLOR DE MI SECRETO
Distribuzione
Cecchi Gori Distribuzione
Soggetto e Sceneggiatura
Pedro Almodòvar
Musiche
Alber
Montaggio
Jose Salcedo

Sogg. e Scenegg.: Pedro Almodòvar - Fotogr.: (panoramica / a colori) Affonso Beato - Mus.: Alber-to Iglesias - Montagg.: Jose Salcedo - Dur.: 100' - Produz.: El Deseo

Interpreti e ruoli

Marisa Paredes (Leo Macias), Juan Echanove (Angel), Imanol Arias (Paco), Carmen Elias (Betty), Chus Lampreave (Jacinta), Joaquin Cor-tes (Antonio), Manuela Vargas (Blanca), Rossy De Palma (Rosa)

Soggetto

A Madrid, Betty, psicologa, mentre addestra giovani medici ad affrontare le titubanze dei parenti di soggetti in coma circa eventuali trapian-ti, viene raggiunta dall'amica Leo Macias che, struggendosi per l'assenza del marito Paco, ufficiale NATO in servizio a Bruxelles, è oppressa dagli stiva-letti da lui donati e non riesce a toglierli. In realtà, come confida all'amica a cena, il suo rapporto è in crisi. Betty, sapendo delle sue capacità letterarie, le presenta il direttore di "El Paìs", Angel, che si interessa ai suoi scritti e le chiede un editoriale su Amanda Gris, autrice di romanzi rosa di successo, che è in realtà lo pseudonimo della donna, cui l'editrice Alicia rimprovera da qualche tempo un cambio radicale ed intollerabile di stile. Leo reagisce andandosene irritata e scrive una corrosiva stroncatura della Gris su "El Paìs". Angel le confida di aver scritto l'editoriale elogiativo della medesima e di aver letto un copione cinematografico che plagia uno degli scritti inediti di Leo, che però ha altro cui pensare: Paco verrà in licenza. Ma il bramato incontro si trasforma in un litigio: lui finisce per lasciarla bruscamente, minacciando il divorzio. Disperata, Leo ingoia sonniferi, ma la voce della madre Jacinta al telefono fa sì che lei si riscuota e dopo una doccia scenda barcollando in strada dove la trova Angel che la ospita per la notte. Tornata a casa, vi trova un'allarmata Betty che le confida di avere una storia senti-mentale con Paco. Ferita e delusa, Leo si rifugia con la madre ad Almagro (dove vive anche la sorella Rosa). Ripresasi alquanto torna a Madrid dove assiste allo spettacolo di danza della fida cameriera Blanca, ex stella del fla-menco, e del figlio Antonio il quale, avendo lei rifiutato la compagnia di Angel, le fa una visita confidandole di aver trafugato ed usato il suo mano-scritto per autofinanziarsi. Respinte le avance del giovane, Leo decide infine di andare da Angel e di brindare con lui.

Valutazione Pastorale

E' la storia di un'amara, sofferta, solitaria presa di coscienza da parte di una donna, Leo Macias, interpretata da una superba Marisa Paredes, quella che Almodòvar narra evitando la provocazione visiva e verbale per scegliere i toni sfumati e spesso dolenti del dramma psicologi-co. Le storie sdolcinate che Leo scrive in continuazione non sono che proie-zioni di un mondo sentimentale velleitario, superficiale, che s'intona con la sua concezione del rapporto con suo marito, imperniato più sulla distanza o sulla vicinanza fisica che sulle affinità spirituali. La rivelazione di essere in realtà un'autrice drammatica ed una donna diversa dalla moglie che mendica l'affetto del marito-padrone la sconvolge al punto da farle rifiutare una realtà che la costringerebbe ad agire bruscamente, costringendola innanzi tutto ad accettare l'amarezza della solitudine. La figura della madre, disegnata con realismo affettuoso, e la bella sequenza del ritorno al paese, con le donne che ricamano e cantano, su richiesta di Leo, uno dei canti legati all'infanzia, sono spunti significativi di un recupero di certi valori tradizionali di cui Almodò-var era stato finora accanito denigratore e che qui sembra contemplare da una più riflessiva e rispettosa angolazione. Non mancano metafore e prezio-sismi (gli stivaletti stretti tolti dall'amante del marito, la danza del figlio con la madre, trionfo edipico e cromatico). Il dolore della protagonista è però autentico e il linguaggio, talvolta aspro, non deborda mai in provocazioni gratuite.

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