IL FLAUTO

Valutazione
Consigliabile, supeficialità
Tematica
Metafore del nostro tempo, New age
Genere
Fantastico
Regia
Luciano Capponi
Durata
98'
Anno di uscita
2013
Nazionalità
Italia
Distribuzione
Il Flauto srl
Musiche
Luciano Capponi
Montaggio
Luciano Capponi

Orig.: Italia (2013) - Sogg. e scenegg.: Luciano Capponi - Fotogr.(Panoramica/a colori): Luciano Capponi - Mus.: Luciano Capponi - Montagg.: Luciano Capponi - Dur.: 98' - Produz.: Il Flauto srl; Giacomo Carlucci management.

Interpreti e ruoli

Patrizio Oliva . (Gennaro Esposito), Francesca Ferri (Ninetta), Mister Lei (il cameriere), Totonno Chiappetta (il cuoco), Loredana Trombetta (Jasmine), Sonia Di Pascali (cartomente), Giusppe Franco (Pesa anime), Fausto Saponara (anima 1), Sante Ceci (anima 2), Pietro Daniele Aldrovandi (anima 3), Marina Provenzano (anima 4), Irene Soldano (ragazza 1), Angela Mililli (ragazza 2), Elisa Dina . (ragazza 3)

Soggetto

C'è un luogo in cui le anime attendono, senza memmoria, prima di nascere. Una multinazionale gestita da alieni decide chi e quando deve nascere: il progetto è lo sfruttamento, il controllo e la globalizzazione totale del Pianeta terra. A cambiare le cose arriva Gennaro Esposito, un netturbino che, con semplicità e innocenza, riesce a sovvertire il meccanismo che sottomette le anime, aiutato dall'alieno che lo ha traghetttao in quel luogo indefinit e che tifa per la 'razza umana'.

Valutazione Pastorale

Luciano Capponi ha esordito nel 2010 con "Butterfly zone" (cfr. scheda), primo film di una trilogia sull' "aldilà". "Il Flauto" è il secondo capitolo, il terzo è in cantiere per il 2014. L'autore si muove nei territori del fantasy, e ci si muove bene, con molta gradevolezza, con la voglia di scherzare su temi seri e trattarli inmodo iperrealistico. La storia, di fatto, non esiste, sostituita da un sogno lungo non un giorno (come diceva Francis Coppola) ma un tempo imprecisato, fino aqqundo non si raggiunge il metraggio richiesto. C'è una certa aria naif nel personaggio Esposito, una sospensione nei colori e nei toni che si allarga a tutte le immagini. Ci si perde, (non) si parla, si sogna. Ma lavita non è sogno, e il cinema nemmeno (talvolta). La favola evapora nell'attesa della nuova vita. E del terzo appuntamento. Dal punto di vista pastorale, il film è da valutare come consigliabile, anche se segnato da superficialità.

Utilizzazione

Il film può essere utilizzato in programmazione ordinaria e, meglio, in occasioni mirate, come proposta di prodotto italiano molto particolare e di difficile catalogazione.

Le altre valutazioni

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