IL GIARDINO DEI RICORDI

Valutazione
Inaccettabile, negativo
Tematica
Famiglia - fratelli sorelle, Famiglia - genitori figli, Matrimonio - coppia, Omosessualità
Genere
Drammatico
Regia
Thom Fitzgerald
Durata
91'
Anno di uscita
1999
Nazionalità
Canada
Titolo Originale
The hanging garden
Distribuzione
Mikado Film
Musiche
John Roby
Montaggio
Susan Shanks

Orig.: Canada (1997) - Sogg. e scenegg.: Thom Fitzgerald - Fotogr.(Panoramica/a colori): Daniel Jobin - Mus.: John Roby - Montagg.: Susan Shanks - Dur.: 91' - Produz.: Louise Garfield, Arnie Gelbart, Thom Fitzgerald. - VIETATO AI MINORI DI 14 ANNI.

Interpreti e ruoli

Chris Leavin (William Sweet), Kerry Fox (Rosemary Sweet), Seanna McKenna, Troy Veinotte, Peter Macneill

Soggetto

In occasione del matrimonio di sua sorella Rosemary, William Sweet torna dopo dieci anni di assenza nella casa di famiglia situata nelle campagne della Nova Scotia. Quando era andato via, era giovinetto, grosso e pieno di problemi: oggi é un ragazzo magro, agile e dichiaratamente omosessuale. La sua famiglia invece é rimasta la stessa: c'é la madre che, come sempre, minaccia di andare via; il padre, perennemente alcolizzato; la nonna vecchia e bisognosa di assistenza. William vorrebbe in qualche modo mostrarsi al di fuori, ma a poco a poco l'atmosfera della casa lo afferra di nuovo e lo riporta dentro tutte le problematiche familiari nel frattempo diventate più gravi e profonde. William torna con la memoria a quando suo padre lo picchiava e sua madre,scoperte le tendenze omosessuali, tentò di cambiarle, facendolo incontrare con una donna del luogo. In casa c'é infatti un'altra persona, una bambina, che si dice la figlia piccola: é in realtà nata dal rapporto occasionale di William con questa donna. In preda al peso dei ricordi e all'inquietudine del presente, William si impicca. O forse no. Perché il giorno dopo, egli vede nel giardino il proprio cadavere e comincia a parlarci. Poi la mamma scompare e nessuno riesce a trovarla. Allora William seppellisce il sé stesso grasso di una volta, quindi decide di andare di nuovo via. Porta con sé Violet, la piccola, e le dice che andrà a vivere con lui e un altro uomo per formare una nuova famiglia.

Valutazione Pastorale

Si tratta di una vicenda resa drammatica da un accumulo insistito e pervicace di situazioni tanto brutte, scostanti e volgari quanto fasulle, costruite a bella posta per supportare la tesi dell'assoluta schizofrenia del nucleo familiare e di ogni suo singolo componente. Niente e nessuno si salva, anzi la storia sembra divertirsi a distribuire quanto più possibile motivi di scontro, di contrasto, di prevaricazione. Non si può serenamente affrontare l'argomento dei problemi in famiglia con una storia come questa, in cui tutti i valori di umanità sono stravolti e si finisce con l'irridere per il gusto di farlo a tanti aspetti che meriterebbero maggior rispetto (anche il sentimento del sacro nella figura della vecchia nonna). In conclusione il film, dal punto di vista pastorale, si propone in modo sempre distruttivo, senza la volontà di costruire qualche discorso con un po' di serietà: negativo, quindi, e del tutto inaccettabile. UTILIZZAZIONE: l'utilizzazione del film é da evitare sia in programmazione ordinaria sia in altre circostanze.

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