IL GRANDE SOGNO

Valutazione
Consigliabile, Problematico, Adatto per dibattiti
Tematica
Famiglia - genitori figli, Giovani, Politica-Società, Storia
Genere
Drammatico
Regia
Michele Placido
Durata
101'
Anno di uscita
2009
Nazionalità
Francia, Italia
Distribuzione
Medusa Film
Musiche
Nicola Piovani
Montaggio
Consuelo Catucci

Orig.: Italia/Francia (2009) - Sogg. e scenegg.: Doriana Leondeff, Angelo Pasquini, Michele Placido - Fotogr.(Scope/a colori): Arnaldo Catinari - Mus.: Nicola Piovani - Montagg.: Consuelo Catucci - Dur.: 101' - Produz.: Pietro Valsecchi, Camilla Nesbitt in collaborazione con Medusa Film.

Interpreti e ruoli

Riccardo Scamarcio (Nicola), Jasmine Trinca (Laura), Luca Argentero (Libero), Massimo Popolizio (Domenico), Alessandra Acciai (Francesca), Dajana Roncione (Isabella), Federica Vincenti (Rosa), Marco Brenno (Giulio), Marco Iermanò (Andrea), Silvio Orlando (commissario di polizia), Laura Morante (Maddalena)

Soggetto

Roma, 1968. Arrivato dalla Puglia, Nicola sogna di fare l'attore ma intanto è poliziotto, comandato come infiltrato nel mondo studentesco in forte fermento. All'università occupata, Nicola conosce Laura, figlia di famiglia borghese, e Libero, studente operaio leader del 'Movimento'. Tra i tre nascono forti passioni, e Laura, avendo rapporti con entrambi, li mette l'uno contro l'altro. Anche Giulio e Andrea, fratelli minori di Laura, partecipano convinti alla contestazione. Quando il padre di lei sta per morire, Libero, che è ricercato, la accompagna a casa avendo avuto garanzie da Nicola. La polizia invece lo arresta. Da quel momento i tre si perdono di vista.

Valutazione Pastorale

Va detto che fare un film sul delicato periodo del '68 e dintorni é tutt'altro che facile. Michele Placido ci prova, e questo è importante. La butta però sull'autobiografico (Nicola è infatti lui stesso, arrivato dalla Puglia, prima poliziotto e poi passato dall'altra parte), e questo limita e condiziona. Perché, dopo i primi momenti, il copione si fa solo illustrativo, perde di vista una linea narrativa, casca nella trappola di dare spazi eccessivi a passaggi emotivi turgidi o a situazioni un po' fuori misura (i braccianti, il rapporto tra Nicola e la 'matura' insegnante di teatro). La storia d'amore a tre non favorisce la necessaria compattezza drammaturgica, le psicologie restano in superficie. Forse l'ambizione dell'affresco spettacolare ha fatto perdere di vista un tono magari più contenuto ma più efficace. Il film resta comunque utile come testimonianza indirizzata ai più giovani e, dal punto di vista pastorale, é da valutare consigliabile, problematico e adatto per dibattiti.

Utilizzazione

Il film può essere utilizzato in programmazione ordinaria, e forse più opportunamante, proposto in occasioni mirate per avviare riflessioni sull'argomento "1968" nella società italiana.

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