Il materiale emotivo

Valutazione
Consigliabile, Problematico, Adatto per dibattiti
Tematica
Amore-Sentimenti, cinema/teatro, Dolore, Donna, Famiglia, Famiglia - genitori figli, Letteratura, Malattia, Matrimonio - coppia, Metafore del nostro tempo, Solidarietà, Teatro
Genere
Commedia favolistica, Sentimentale
Regia
Sergio Castellitto
Durata
89'
Anno di uscita
2021
Nazionalità
Francia, Italia
Titolo Originale
Id.
Distribuzione
01 Distribution
Soggetto e Sceneggiatura
Da un'idea-sceneggiatura di Ettore Scola ("Un drago a forma di nuvola"). Un film scritto da Margaret Mazzantini.
Fotografia
Italo Petriccione
Musiche
Arturo Annecchino
Montaggio
Chiara Vullo
Produzione
Francesca Di Donna, Dominique Besnehard, André Djaoui, Clarice Cartier. Casa di produzione: Rodeo Drive, Rai Cinema, Mon Voisin Productions, Tikkun Productions.

Presentato in anteprima internazionale al Bifest - Bari International Film Festival

Interpreti e ruoli

Sergio Castellitto (Vincenzo), Berenice Bejo (Yolande), Matilda De Angelis (Albertine), Clementino (Clemente), Sandra Milo (Madame Milo), Alex Lutz (Gérard), Marie Philomène Nga (Colombe), Nassim Lyes Si Ahmed (Alain), Bruno Gouery (Cleptomane), Alessio Montagnani (Hector), Julie Ciccarelli (Fioraia)

Soggetto

Parigi oggi, in un quartiere caratteristico si trova la libreria di Vincenzo, italiano da anni residente Oltralpe. Al primo piano dell’edificio c’è il suo negozio, uno spazio accogliente dal gusto rétro; al piano superiore l’abitazione, dove dimora anche la figlia ventenne Albertine, colpita da paralisi agli arti inferiori dopo un incidente. La vita di Vincenzo è chiusa in una routine tra i due piani: non c’è posto per altro, solo libri e Albertine…

Valutazione Pastorale

Con “Il materiale emotivo” Sergio Castellitto firma la sua settima regia. Il popolare e pluripremiato attore romano da oltre vent’anni alterna interpretazioni di successo con riusciti lavori di regia, il più delle volte su copioni scritti dalla moglie Margaret Mazzantini, Premio Strega per “Non ti muovere”. Questa volta la coppia rielabora un’idea originale di Ettore Scola, una sceneggiatura scritta dal grande maestro e mai realizzata al cinema, "Un drago a forma di nuvola". La storia. Parigi oggi, in un quartiere caratteristico si trova la libreria di Vincenzo (S. Castellitto), italiano da anni residente Oltralpe. Al primo piano dell’edificio c’è il suo negozio, uno spazio accogliente dal gusto rétro; al piano superiore l’abitazione, dove dimora anche la figlia ventenne Albertine (Matilda De Angelis), colpita da paralisi agli arti inferiori dopo un incidente. La vita di Vincenzo è chiusa in una routine tra i due piani: non c’è posto per altro, solo libri e Albertine… Un giorno fa irruzione nel negozio Yolande (Bérénice Bejo), attrice teatrale spumeggiante e impulsiva che lo costringerà a uscire dal suo guscio... Castellitto sin dal principio stabilisce il perimetro del racconto, affidando a un sipario rosso l’immagine di apertura del film; questo ci permette di capire che la storia si snoda in una Parigi che sconfina dalla realtà al sogno, come una pièce teatrale. Nel “Materiale emotivo” la carica di drammaticità e realismo è infatti tenuta a freno, spingendo il racconto sui sentieri della favola esistenziale. Assistiamo così alle giornate ripetitive del libraio parigino che trova serenità unicamente tra pagine dei suoi libri, negli spazi vellutati della sua casa-negozio e accanto ad Albertine, figlia fragile e tanto amata. Vincenzo dedica tutta la sua esistenza a lei, abdicando a socialità e domani. L’arrivo della stravagante Yolande, che mette a soqquadro il suo negozio e il suo animo, lo risveglia dal torpore: si accorge che la sua esistenza non funziona, è decadente, e a ben vedere che non compie neanche il bene di sua faglia. Albertine, infatti, ha scelto di non parlare da quando è rimasta paralizzata e, al pari di suo padre, ha fermato il tempo della sua esistenza scegliendo la non-vita, la rassegnazione. Seguendo il tracciato della commedia romantica-esistenziale, il film di Castellitto mette a tema il riconciliarsi con se stessi e con la vita, il darsi una seconda opportunità, individuale e come padre-figlia. La sua regia è indubbiamente avvolgente ed elegante, dipingendo (con un poco di furbizia dal sapore gentile) una Parigi da cartolina, uno spazio dove le note dolenti virano sui toni luminosi del colore. Le interpretazioni, poi, dello stesso Castellitto, della Bejo e della De Angelis contribuiscono a dare slancio all’opera, seguendo la rotta del sentimento e del sogno. “Il materiale emotivo” si conferma una suggestione che fonde romanticismo e poesia, un atto d’amore verso cinema, teatro e letteratura, che rendono il nostro vivere migliore. Dal punto di vista pastorale il film è consigliabile, problematico e per dibattiti.

Utilizzazione

Il film è da utilizzare in programmazione ordinaria e in successive occasioni di dibattito.

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