IL MATRIMONIO DEL MIO MIGLIORE AMICO

Valutazione
Accettabile-riserve, brillante
Tematica
Matrimonio - coppia
Genere
Commedia
Regia
P.J.Hogan
Durata
105'
Anno di uscita
1997
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
MY BEST FRIEND’S WEDDING
Distribuzione
Columbia Tristar Films Italia
Musiche
James Newton Howard
Montaggio
Garth Craven, Lisa Fruchtman

Sogg e scenegg.: Ronald Bass - Fotogr. (Scope/a colori): Laszlo Kovacs - Mus.: James Newton Howard - Montagg.: Garth Craven, Lisa Fruchtman - Dur.: 105' - Produz.: Jerry Zucker, Ronald Bass.

Interpreti e ruoli

Julia Roberts (Julianne Potter), Dermot Mulroney (Michael O’Neal), Cameron Diaz (Kimmy Wallace), Rupert Everett (George Downes), Philip Bosco (Walter Wallace), M.Emmet Walsh (Joe O’Neal), Rachel Griffiths (Samantha Newhouse), Carrie Preston (Amanda Newhouse), Susan Sullivan, Chris Masterson.

Soggetto

Nove anni prima, Julianne e Michael avevano deciso, da amanti, di rimanere semplicemente amici, facendo però un patto: se, compiuti ventotto anni, non avessero trovato l’anima gemella, si sarebbero rimessi insieme e sposati. Il momento è arrivato e, una notte in albergo, Julianne riceve una telefonata di Michael: lui però la chiama per dirle che ha conosciuto una ragazza e che la domenica successiva si sposeranno. Julianne rimane senza fiato e solo in quel momento si accorge di quanto sia ancora legata a Michael. Chiama George, suo editore, omosessuale e unica persona alla quale confidare la sua rabbia. Parte poi per Chicago, sapendo di avere davanti quattro giorni per impedire quel matrimonio. Rivede Michael, insieme vanno all’aeroporto ad accogliere la promessa sposa Kimmy, che subito dice a Julianne di voler diventare sua amica e di sceglierla come prima damigella. Julianne tuttavia rimane ferma nel proprio proposito. Così cerca di mettere in cattiva luce prima Kimmy agli occhi di Michael e poi Michael agli occhi di Kimmy: e qui sembra quasi riuscirci, perché Michael fa il giornalista sportivo, e il padre di Kimmy è un magnate dei mass-media. Ma equivoci e incompresioni non sono sufficienti. Alla fine il matrimonio si fa, gli sposi partono per la luna di miele, e Julianne rimane sola e triste alla festa. A consolarla arriva George, che le fa riacquistare il sorriso e la fiducia nel futuro.

Valutazione Pastorale

Il film recupera la tradizione della grande commedia brillante americana anni Cinquanta-Sessanta: schermaglie sentimentali, problemi di cuore, ritmo spigliato, dialoghi spumeggianti, siparietti musicali, lieto fine. Romantico e divertente, consolatorio senza esagerare, politicamente corretto nella figura dell’omosessuale (ma l’interpretazione di Rupert Everett è di quelle che lasciano il segno), il film ammanta di un sorriso le asperità della vita quotidiana. Un invito che, anche dal punto di vista pastorale, va accolto positivamente, fatte salve alcune riserve per qualche momento meno controllato e superfluo. Utilizzazione: il film è da utilizzare in programmazione ordinaria e anche in altre occasioni, in cui si voglia offrire un prodotto leggero ma non fatuo, un intrattenimento scorrevole, che sembra materia sempre più rara nel cinema del Duemila.

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