IL MIO CANE SKIP

Valutazione
Accettabile, semplicistico
Tematica
Amicizia, Bambini, Famiglia - genitori figli, Film per ragazzi
Genere
Commedia
Regia
Jay Russell
Durata
95'
Anno di uscita
2000
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
My dog Skip
Distribuzione
Warner Bros Italia
Soggetto e Sceneggiatura
Gail Gilchriest tratto dal romanzo autobiografico di William Morris
Musiche
William Ross
Montaggio
Harvey Rosenstock, Gary Winter

Orig.: Stati Uniti (1999) - Sogg.: tratto dal romanzo autobiografico di William Morris - Scenegg.: Gail Gilchriest - Fotogr.(Normale/a colori): James L. Carter - Mus.: William Ross - Montagg.: Harvey Rosenstock, Gary Winter - Dur.: 95' - Produz: Broderick Johnson, Andrew Kosove, Jay Russell e Marty Ewing.

Interpreti e ruoli

Frankie Muniz (Willie), Kevin Bacon (Jack), Diane Lane (Helen), Luke Wilson (Dink)

Soggetto

In una cittadina del Mississippi, estate 1942. Quando compie nove anni, Willie riceve tanti regali ma l'ultimo é quello più gradito, un cagnolino che lui chiama Skip. Il padre Jack però pensa che sia ancora troppo presto e porta via l'animale. Willie cade in una profonda tristezza, dalla quale si risolleva solo quando la madre Helen riesce ad imporsi e a restituirglielo. Willie e Skip crescono da quel momento insieme, e la presenza del cane va di pari passo con i momenti importanti dell'adolescenza del ragazzo. Willie attribuisce a Skip il merito di riuscire ad avvicinare la ragazzina più carina del quartiere. Poi va a giocare nella squadra di baseball, ma qui le cose vanno peggio. Innervositosi, Willie picchia Skip, che scappa e resta chiuso in un magazzino. Viene ritrovato più tardi gravemente ferito,allora Willie va a trovarlo in ospedale e mentre gli parla, Skip dà segnali di risveglio. Gli anni passano ancora, Willie va ad Oxford a studiare. Skip invecchia nella casa del Mississippi.

Valutazione Pastorale

Il romanzo autobiografico scritto da Willie Morris e ambientato nel 1942 serve da base alla storia che si sviluppa sui binari della vicenda di 'crescita e di formazione'. Tutto però é a livelli molto facili e immediatamente recepibili. Il racconto è debole sul piano narrativo, la linea portante è quella della commozione di un uomo adulto che, a ritroso, rivede la propria infanzia. Si succedono emozioni infantili che addolciscono il cuore. Sembra strano che il regista sia di estrazione pubblicitaria, perché lo stile è antico, un po' sdolcinato, denso di sapori retrò. Con enfasi un po' eccessiva, si insiste sul rapporto tra il bambino e il cane, come puro pretesto per disegnare sentimenti e qualche lacrima. Il film tuttavia è a suo modo coraggios, ponendosi tutto e incondizionatamente dalla parte dei bambini. Dal punto di vista pastorale, anche se la confezione tecnica non è impeccabile, l'operazione é da accogliere positivamente, il film é accettabile e semplicistico. UTILIZZAZIONE: il film é da utilizzare in programmazione ordinaria, e in altre circostanze (festive, di intrattenimento, educative) come proposta per bambini e adolescenti.

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