IL MIO WEST

Valutazione
Accettabile, semplice*
Tematica
Genere
Western
Regia
Giovanni Veronesi
Durata
Anno di uscita
1998
Nazionalità
Italia
Distribuzione
Cecchi Gori Distribuzione
Musiche
Pino Donaggio

Orig.: Italia(1998)-Sogg.:Giovanni Veronesi- Scenegg.:Giovanni Veronesi, Leonardo Pieraccioni- Fotog.: (Scope/a colori)Josè Luis Alcaine; Mus.: Pino Donaggio- Mont.:Cecilia Zanuso - Dur.:105'- Prod.: Vittorio e Rita Cecchi Gori per C.G.G. Tiger Cinematografica

Interpreti e ruoli

Leonardo Pieraccioni (Doc), Harvey Keitel (Johnny Lowen), David Bowie (Jack Sicora), Sandrine Holt (Perla), Alessia Marcuzzi (Mary), Jim Van Der Woude (Joshua), Yudii Mercredi (Geremia), Kwame Kwei Armah, Stephen Jenn, Rosalind Knight, Jimmy Gardner, Valentina Carnelutti, Cristina Moglia

Soggetto

Nel 1890, ai confini col Canada, sorge Basin Field, piccolo villaggio situato alle pendici delle grandi montagne. La voce f.c. del piccolo Geremia fa conoscere questo tipico villaggio del Far West: le strade infangate, l'ufficio postale, la scuola, il saloon gestito dalla bellissima Mary, la casa dove lui, Geremia, vive con i genitori, la madre Perla, figlia di indiani, e il padre Doc, il dottore del villaggio. Doc ha un gran da fare tutto il giorno e, tra l'altro, interviene anche a dirimere contese tra gli abitanti, facendoli rinunciare al ricorso alle armi. Doc fuma malvolentieri il calumet dei parenti indiani, non va a caccia ed è assolutamente impreparato quando in paese, dopo vent'anni di assenza, si presenta suo padre, Johnny Lowen, pistolero di grande fama. Johnny dice di volersi riposare ma la tranquillità finisce, perché qualche tempo dopo arriva anche Jack Sicora, killer sanguinario che da anni sta inseguendo Johnny. Jack e i suoi si sistemano in paese, seminando il panico. Mary, che cerca di opporsi, viene uccisa. Johnny, che per riacquistare la stima del figlio voleva rinunciare alle armi, capisce che deve prendere una decisione. Jack lo aspetta per il duello ma è Joshua, il matto del paese, a fare fuoco e ad uccidere il killer. La tranquillità ritorna a Basin Field.

Valutazione Pastorale

Non si può non ricordare la frase che compare come didascalia iniziale:"Il west è là dove ogni bambino ha giocato a cow-boy". Anche il racconto della vicenda,affidato come voce narrante al piccolo Geremia, conferma che il film va preso soprattutto sotto l'aspetto della favola: una piccola,equilibrata,tranquilla favola molto rispettosa,sul piano logistico e ambientale,dei più tipici panorami del cinema western (accurata la ricostruzione del paese,degli interni, dei costumi)e sviluppata su alcuni motivi prevedibili(il ritorno del padre,il difficile rapporto con il figlio,il killer che cerca vendetta,il duello...)adattati a tendenze contemporanee(no al fumo,alla caccia, alle armi). Non c'è dubbio sul fatto che nessuno di questi aspetti viene proposto nella sua importanza intrinseca. Il tono,appunto,è quello favolistico,molto disteso,piano,comprensibile: da vedere forse cercando di recuperare un po' di quella ingenuità infantile richiamata dalla frase d'apertura. Dal punto di vista pastorale il film,misurato nelle parole e nelle immagini,è complessivamente da accettare nella sua sostanziale semplicità. UTILIZZAZIONE: il film è da utilizzare in programmazione ordinaria, e da proporre anche in altre circostanze, come racconto scorrevole in grado di restituire le atmosfere del western, luogo di immaginazione,di avventura, di fantasia.

Le altre valutazioni

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