IL PASTO NUDO

Valutazione
Inaccettabile, malsano
Tematica
Droga, Letteratura, Libertà, Metafore del nostro tempo, Psicologia
Genere
Drammatico
Regia
David Cronenberg
Durata
111'
Anno di uscita
1993
Nazionalità
Canada
Titolo Originale
NAKED LUNCH
Distribuzione
D.A.R.C.
Soggetto e Sceneggiatura
David Cronenberg tratto dal romanzo omonimo di William S. Burroughs
Musiche
Howard Shore
Montaggio
Ronald Sanders

Orig.: Canada (1993) - Sogg.: tratto dal romanzo omonimo di William S. Burroughs - Scenegg.: David Cronenberg - Fotogr. (Normale/a colori): Peter Suchitsky - Mus.: Howard Shore - Montagg.: Ronald Sanders - Dur.: 111' - Produz.: Jeremy Thomas - VIETATO AI MINORI DEGLI ANNI 18.

Interpreti e ruoli

Peter Weller (Bill Lee), Judy Davis (Joan Frost/Joan Lee), Ian Holm (Tom Frost), Julian Sands (Yves Cloquet), Monique Mercure (Fadela), Nicholas Campbell (Hank), Michael Zelniker (Martin), Robert A. Silverman, Joseph Scorsiani, Roy Scheider

Soggetto

Bill Lee, ex tossicodipendente, fa il disinfestatore: sua specialità sono gli scarafaggi. La moglie Joan utilizza però la misteriosa polvere destinata a tale uso, per iniettarsela e avere così deliri e visioni. A Lee l'ha sconsigliata il dottor Benway, che offre estratti e millepiedi brasiliani essiccati. Giocando al tiro al bersaglio su Joan, Bill anziché sparare al bicchiere che funga da mela, uccide la consorte. Inquisito dalla polizia e in fuga recando seco una macchina per scrivere scambiata con la pistola, Bill incontra in un bar un alieno (Mugwump, proveniente da Interzone, nei pressi di Tangeri), che gli si impone come capo in una vita diventata di colpo allucinante. Poi alla macchina da scrivere portatile spuntano zampe gigantesche ed elitre verdastre, mentre essa parla da uno sfintere palpitante e repellente. La macchina ora domina Bill, che si vede trasformato in spia internazionale ed obbligato a frequenti "rapporti" dattiloscritti destinati a capi ignoti e potenti. Egli conosce una strana coppia, Joan e Tom Frost (scrittori); frequenta vari omosessuali (Yves Cloquet e Kiki), tutta gente misteriosamente complice; passa da allucinazioni a realtà paurose; una voce gli impone di sedurre la moglie di Tom Frost (che è identica a sua moglie Joan) e poi Bill usa le due portatili di costui (esse pure mutate in enormi scarafaggi straparlanti). Egli continua a far rapporti da agente segreto, anche perché ha conosciuto l'ambigua Fadela, cameriera dei Frost, la quale, con tanto di frusta, sembra la padrona delle bestiacce e viene da lui accusata di presiedere al commercio della "carne nera" (i millepiedi brasiliani). Le vittime umane sono nutrite in un grande capannone-laboratorio, succhiando liquidi dai tubicini che spuntano dal cranio di mostri immondi. A quanto Lee apprende da una delle macchine da scrivere portatili, egli era stato programmato per uccidere la moglie, il controllore della quale era la stessa Fadela. Infine è proprio costei che Bill riesce ad incontrare: ma la donna altri non è che il dott. Benway, che si libera della sua corazza di carne. Tuttavia Bill riesce a fuggire in auto da Interzone insieme alla moglie di Frost. Alla frontiera con l'ignoto Stato di Annexia, qualificatosi a richiesta delle guardie come scrittore e invitato a fornirne la prova vergando qualche parola con la stilo, Bill non sa più come scrivere: le portatili parlanti e schifose lo hanno plagiato e ridotto ad uno strumento inerte. Reso ormai inutile, non resta all'ex-disinfestatore ed ex-spia che sparare alla donna e rinunciare a vivere lui stesso.

Valutazione Pastorale

Ardua impresa quella del regista canadese David Cronenberg ("La mosca" e gli "Inseparabili" i suoi film più noti) di tradurre in film l'impressionante romanzo di William S. Burroughs. Sotto il profilo puramente cinematografico Cronenberg c'è riuscito, oltrepassando e di molto le finzioni e la spettacolarità di un semplice film dell'orrore, per scendere invece agli inferi e scavare negli abissi inesplorati delle ossessioni maniacali e delle allucinazioni perverse. Il film è di per sé complesso e folle. Vi si può trovare di tutto (praticamente poco o nulla viene risparmiato): dalle pulsioni della omosessualità, alle macchine per scrivere erotizzanti, alle farneticanti visioni (ci pensano i millepiedi ridotti in carne nera o in polverina a trasformarsi in droghe esplosive). Vi è in più una chiara metafora sul piano intellettuale-politico, richiamante quella specie di zona franca creatasi a Tangeri negli anni '50, ad ospitare artisti e scrittori sgraditi all'America. La droga che intossica e annulla, lo scrittore/esule che si muta in spia, inquinato anche dai veleni delle calunnie e falsità, nonché alla costrizione del controllo ad opera di lontani e gelidi inquirenti: anche questo vi è nel film. In definitiva, è avvertibile il clima del potere poliziesco e oppressivo, mischiato con la forza persuasiva degli allucinogeni, con le tensioni della carne, l'ambivalenza sessuale di alieni misteriosi (dai crani fuoriescono piccoli tubi che secernono filamenti opalescenti) e, infine, le macchine da scrivere portatili che diventano scarafaggi, il cui ventre consiste nel blocco di uno sfintere che straparla. Cronenberg – a parte ovviamente ogni considerazione di ordine etico – padroneggia siffatto catalogo di malsanità, nefandezze ed ossessioni, in un film in cui gli effetti speciali sono – sì – al massimo dell'orrido e del ripugnante, reso tuttavia inquietante da ben altri sottintesi ed errori.

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