IL PIACERE PRINCIPALE

Valutazione
Inaccettabile, Immorale
Tematica
Genere
Commedia
Regia
David Cohen
Durata
99'
Anno di uscita
1993
Nazionalità
Gran Bretagna
Titolo Originale
THE PLEASURE PRINCIPLE
Distribuzione
Artimm
Soggetto e Sceneggiatura
David Cohen
Musiche
Sonny Southon
Montaggio
Joe Mc Allister

Sogg. e Scenegg.: David Cohen - Fotogr.: (panoramica/a colori) Andrew Speller - Mus.: Sonny Southon - Montagg.: Joe Mc Allister - Dur.: 99' - Produz.: David Cohen

Interpreti e ruoli

Peter Firth (Dick), Lynsey Baxter (Sammy), Haydn Gwynne (Judith), Lysette Anthony (Charlotte), Sara Mair Thomas (Anne), Chris Knowles (Peter), Ian Hogg (Malcolm), Patrick Tidmarsh, Lian Mac Dermott

Soggetto

Dick, un giornalista inglese, ha una relazione con Judith, chirurgo, donna disinibita quanto basta per tenerlo sempre sotto controllo. L'ex moglie di Dick, Anne, lo ha lasciato, ma il rapporto tra i due tiene ancora sul piano dell'amicizia, anche se Dick, a causa della burrascosa vita sentimentale, e di contrattempi vari, non riesce a dedicare ai figli molto tempo. Frattanto Dick conosce Sammy, anch'essa separata, andando a riprendere (in ritardo) i due pargoli ospiti da lei per una festicciola. Tra i due nasce una relazione, e Dick si barcamena, con trovate ed episodi da "pochade", a far convivere le due storie, finché Judith, non lo pedina e lo fotografa. Dopo un ultimo incontro, Judith lascia Dick, che viene a sapere da Jane, amica di costei, che quest'ultima sta per sposarsi. Al matrimonio di Judith, dove questa gli lascia intravedere la possibilità di riprendere, sia pur saltuariamente, la relazione, Dick comincia a corteggiare Jane e finisce naturalmente per conquistarla. Ma l'ulteriore bigamia indispettisce Judith, che evidentemente è ancora gelosa di Dick, e lo sbugiarda, facendo sorprendere Sammy e Dick da Jane. Le donne, inviperite, lasciano Dick, che però, dopo qualche giorno di riflessione, tenta il recupero di Sammy, che tutto sommato sembra interessarlo più delle altre.

Valutazione Pastorale

il titolo originale, che significa "il principio del piacere", si adatta forse meglio al clima permissivo e licenzioso di questa pellicola pretensiosa quanto noiosa. L'assoluta mancanza di principi morali di tutti i personaggi deriva chiaramente da una visione edonistica della vita, che si riduce per il protagonista, ed evidentemente anche per il regista, ad una continua ricerca di sensazioni del tutto epidermiche barattate per esperienze sentimentali. Lo spessore "umano" dei protagonisti emerge dai dialoghi, dove la banalità, pur con il trucco del risvolto psicologico e comportamentale, domina incontrastata, mentre qua e là si insinua il solito turpiloquio gratuito e le consuete espressioni "forti", nonché le solite scenette erotiche. Il soggettista e regista Cohen non sembra poi nemmeno sfiorato dall'idea che al di fuori di questo piccolo zoo di egoisti immaturi ed immorali possa esistere qualcosa di diverso, o almeno farci intravvedere un'alternativa, se non una via d'uscita. È evidente anzi che egli si compiaccia della situazione, anche per il tono sovente farsesco (come la serie di disavventure in cui incappa Dick impedendogli di essere puntuale nel riprendere i figli a casa di Sammy). Ne deriva uno spettacolo che, se non fosse per l'estrema noia che ingenera, potrebbe essere realmente pericoloso, nel suo nichilismo distruttivo di ogni valore umano e morale.

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