IL SEGRETO

Valutazione
Discutibile, scabrosità
Tematica
Donna, Sessualità
Genere
Drammatico
Regia
Francesco Maselli
Durata
110'
Anno di uscita
1990
Nazionalità
Italia
Titolo Originale
IL SEGRETO
Distribuzione
Penta Distribuzione
Musiche
Giovanna Marini
Montaggio
Carla Simoncelli

Orig.: Italia (1990) - Sogg. e scenegg.: Francesco Maselli - Fotogr.(Panoramica/a colori): Pierluigi Santi - Mus.: Giovanna Marini - Montagg.: Carla Simoncelli - Dur.: 110' - Produz.: C.G. Group Tiger, Cinelife, Reteitalia.

Interpreti e ruoli

Nastassja Kinski (Lucia), Franco Citti (Franco), Stefano Dionisi (Carlo), Chiara Caselli, Alessandra Marson, Maria Giovanna Delfino, Franca Scagnetti, Raffaella Davì, Enzo Saturni, Antonio De Giorgi.

Soggetto

Dopo un tentativo di suicidio, Lucia lascia un ospedale romano. All'incirca venticinquenne, cameriera in un fast-food, ha conosciuto Carlo (un pony-express), giovanissimo figlio di una ricoverata. I due simpatizzano subito e Lucia porta l'amico in un borghetto all'estrema periferia, dove possiede una casuccia fra le altre di alcuni abusivi. Malgrado l'attrazione reciproca, i problemi nascono presto: Carlo non riesce ad avere altri rapporti, se non quelli della tenerezza e dell'affetto, la ragazza non è in buona salute fisica e umorale, è piena di allusioni misteriose e reticenze, per una sua indecifrabile storia personale. Un giorno Carlo scopre in soffitta un diario, una pagella scolastica ed alcune foto di Lucia, in cui essa figura appena adolescente con il padre (da tempo morto ed a cui essa sembra essere stata molto legata) ed un amico di costui. Davanti alla abitazione vive un certo Franco, che si arrabatta nel trasporto di residuati ferrosi e, a tempo perso, fa il pescatore ed il costruttore di bizzarri totem, utilizzando candele d'auto, molle e altri rottami. Incuriosito da quell'uomo sempre solo, Carlo lo insegue una sera, ma il giorno dopo si ritrova in coma all'ospedale, avendo subìto una aggressione da qualcuno che, vicino ad un laghetto che è zona di drogati, lo ha probabilmente scambiato per un ladro. Rimessosi, Carlo ascolta finalmente dalle labbra della ragazza qualche brandello della sua penosa storia; in sintesi, dieci anni prima, il padre aveva trovato lei nelle braccia dell'amico che l'aveva violentata. Dopo di che, la fine del buon rapporto con il padre (poi defunto), diventato manesco e pieno di odio verso la figlia, la gelosia e perfino la interdizione, da parte del violentatore, di ogni relazione fra la ragazza-vittima e qualsiasi coetano. Intanto, Franco esercita uno strano fascino su Carlo: lo porta a pesca e in trattoria; gli fa ammirare i suoi tentativi artistici tanto che, una sera in cui il ragazzo per l'assenza di Lucia va a casa della di lei amica Lilly, riesce finalmente a concludere qualcosa sul piano sessuale. Carlo chiede consiglio a Franco sul da farsi nei confronti di Lucia, che egli ama sinceramente. Franco gli suggerisce di confessarle la scappata, di confermarle il proprio amore ma di precisarle che è stato lui ad additargli una tale linea di condotta. A questo punto, la ragazza rivela che colui che le ha rovinato la vita è stato proprio il loro dirimpettaio (molto meno buono di quel che il candido ragazzo sembra credere) essa si concede a Carlo (spalancando la finestra, perché l'altro veda). Questa volta il rapporto tra i due è totale. Lei non cessa però di sbirciare la finestra di Franco, che non è là a spiare, come molte volte è accaduto, dietro i vetri ma presto arriva e furente butta giù la porta. Scaraventato brutalmente sul pavimento, il ragazzo sbigottito e umiliato vede la donna amata nelle braccia del suo maturo ex-amico, mentre lei felice sussurra a quest'ultimo "ci sono riuscita".

Valutazione Pastorale

Una cronaca di non facilissima lettura, con angosce, allusioni e reticenze disseminate qua e là a far baluginare ipotesi varie su di un passato oscuro e un futuro possibile. Troppi sono tra le pulsioni descritte - i buchi narrativi, le cose appena accennate, la presenza di personaggi assolutamente inutili (vedasi la sorellina di Lucia), nonché alcune autentiche inverosimiglianze. Di valido c'è il gusto del regista per le luci discrete, il suo diletto nel proporre un misterioso puzzle, il piacere di fare cronaca raccontando in maniera quieta. C'è, in più, il nitore della fotografia, spesso per atmosfere anche cupe e paesaggi extraurbani duri e allucinanti, nonché la pregevole asciuttezza di dialoghi brevi, in cui i sentimenti si fanno strada poco a poco. Francesco Maselli in questo "Segreto" licenzia un'opera confusa e di molte pretese. Un intero decennio nei ricordi della sfortunata donna - tra il trauma subìto a suo tempo e la realtà dell'oggi, un decennio di sofferenze e di silenzio con quell'altro, che vive addirittura nella casuccia dirimpettaia - appare francamente implausibile. Il segreto, disvelato al troppo candido Carlo, e sia pure dopo che tanti elementi dei puzzle sono andati a posto, si rivela una delusione. I personaggi sono, comunque, seguiti dalla regia con attenzione. Vittima designata nel gioco il giovane, smarrito per quanto apprende e constata "de visu", tuttavia troppo piatto ed esangue e non molto credibile (anche per il suo exploit sessuale con la ragazza amica di colei che ama e con cui penosamente fallisce a più riprese). Migliore e più vivido il solitario Franco - il misterioso amico di papà - in decennale attesa che i rancori reciproci si trasformino in amore (e Franco Citti corrisponde bene, per maturità e misura di gesto e di parola, nonché per corposità, a ciò che il copione esigeva). Al centro la complessa figura di Lucia, affidata ad una Nastassja Kinski volutamente pallida e sciupacchiata; assillata e lacerata da tristi memorie, senz'altro una isterica, che qui parla con voce propria (non sempre gradevole), la quale con la frase che conclude il film dissuggella il famigerato segreto, rivelando anche il lato ipocrita, ambiguo e perverso del proprio animo.

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