IL SOLE

Valutazione
Accettabile, Problematico, dibattiti**
Tematica
Famiglia, Guerra, Politica-Società, Potere, Psicologia, Storia
Genere
Drammatico
Regia
Aleksandr Sokurov
Durata
107'
Anno di uscita
2005
Nazionalità
Francia, Italia, Russia, Svizzera
Titolo Originale
Solntse
Distribuzione
Istituto Luce
Soggetto e Sceneggiatura
Yuri Arabov Aleksandr Sokurov
Musiche
Andrei Sigle
Montaggio
Sergei Ivanov

Orig.: Francia/Italia/Russia/Svizzera (2005) - Sogg.: Aleksandr Sokurov - Scenegg.: Yuri Arabov - Fotogr.(Panoramica/a colori): Aleksandr Sokurov - Mus.: Andrei Sigle - Montagg.: Sergei Ivanov (per la versione italiana: Gabriella Brunamonti) - Dur.: 107' - Produz.: Igor Kalenov, Marco Muller, Andrei Sigle.

Interpreti e ruoli

Issey Ogata (Imperatore Hirohito), Robert Dawson (generale MacArthur), Kaori Momoi (imperatrice), Shiro Sano (ciambellano), Shinmei Tsuji (vecchio servo), Taijiro Tamura (direttore istituto artico), Hiroka Morita (primo ministro Suzuki), Toshiaki Nishizawa . (Monai), ( ministro della marina)

Soggetto

Tokyo, 1945. Con gli americani sempre più vicini alla capitale, le speranze di vittoria nella guerra mondiale sono ormai svanite. L'imperatore Hirohito, dopo un ultimo incontro con i vertici militari, si ritira nel proprio studio, scrive una poesia e una lettera al figlio sulle cause di 'questa terribile disfatta'. Quando arrivano i soldati, decide di consegnarsi al generale MacArthur e accetta di farsi fotografare dai militari. Quindi si rivolge al suo pololo, per annunciare che rinuncia "alla natura divina della mia persona nel nome della pace e della propsperità". La moglie dell'imperatore torna a casa e insieme si allontanano.

Valutazione Pastorale

Dopo "Moloch" (1999) incentrato su Hitler, "Taurus" (2001) con protagonista Lenin, è ora la volta di Hirohito, imperatore del Giappone, figura divina e quindi definito "Il sole". "Penso -chiarisce Sokurov- sia importante esplorare la vita di questi grandi uomini e coglierli nel momento in cui prendono decisioni difficili:... quello in cui forse stanno per commettere un errore fatale...Io credo che il cinema, come fa Shakespeare nei suoi drammi, debba riflettere sull'essenza umana di questi personaggi". E' proprio al fondo di questa essenza umana che ancora una volta si propone di calarsi Sokurov. Ancora una volta riuscendo, facendo leva su uno stile antispettacolare ma non povero, a comporre il mosaico di una personalità complessa e combattuta, a descrivere come su un penragramma le note altalenanti dell'ascesa e della caduta che si fa essere umano come tutti gli altri e con dignità accetta l'inevitabile declino. Soprattutto il dilemma tra la necessita del Potere da esercitatre comunque e la consapevolezza della sua caducità percorre le pagine del diario di Sokuorv, lucide, appassionate, cariche di pietà e di conforto. Un nuova, robusta prova del regista russo, grande erede di Tarkovskij, ancora capace di un cinema puro, piegato a scavare nell'uomo e nel suo peregrinare nelle pieghe della Storia. Dal punto di vista pastorale, il film é da valutare cone accettabile, problematico e adatto per dibattiti. UTILIZZAZIONE: il film é da utilizzare in programmazione ordinaria e da proporre in molte occasioni sui temi del rapporto cinema/storia, cinema/potere e simili.

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