Il vizio della speranza

Valutazione
Complesso, Problematico, Adatto per dibattiti
Tematica
Denaro, Donna, Famiglia, Male
Genere
Drammatico
Regia
Edoardo De Angelis
Durata
90'
Anno di uscita
2018
Nazionalità
Italia
Titolo Originale
Id.
Distribuzione
Medusa Film
Soggetto e Sceneggiatura
Soggetto: Edoardo De Angelis. Sceneggiatura: Edoardo De Angelis, Umberto Contarello.
Fotografia
Ferran Paredes Rubio
Musiche
Enzo Avitabile
Montaggio
Chiara Griziotti

Prod.: Tramp Limited in collaborazione con Medusa Film

Interpreti e ruoli

Pina Turco (Maria), Massimiliano Rossi (Carlo Pengue), Marina Confalone (Zi' Mari), Cristina Donadio (Alba), Odette Gomis (Fatimah)

Soggetto

Campania, lungo il fiume Volturno. In una terra abbandonata, dove dominano degrado e desolazione, la trentenne Maria è chiamata a gestire il traffico di prostitute e neonati su commissione gestito dalla malavita locale, rappresentata dalla cinica Zi’ Maria. Una situazione che appare senza via d’uscita, fino a quando Maria non si scopre incinta…

Valutazione Pastorale

Napoletano, classe 1978, reduce dal successo di “Indivisibili” presentato nel 2016 alla Mostra di Venezia, De Angelis torna a frequentare una terra che ben conosce e che tuttavia ha ancora materia per parlarci e proporci forti interrogativi. Per Maria, al pari delle altre donne sfruttate, l’arrivo di un bambino sembra da prendere come un ennesimo problema. Dentro di lei sembrava non esserci posto per la speranza. Invece l’arrivo di una creatura la spinge a cambiare, a guardare il presente con occhi nuovi, a immaginare un futuro fatto di speranza e valori. Nel degradato inferno in cui si volge la vicenda il regista si muove con piglio forte e robusto, mettendo in luce il contrasto stridente e drammatico tra la realtà e il sogno. A poco a poco emergono molti temi: la sfruttamento della donna, la maternità, la disperata condizioni delle periferie. Sono argomenti che De Angelis non controlla sempre con misura, in qualche caso lasciandosi andare a qualche tono didascalico eccessivo, e tuttavia sempre tenendo alta la luce della poesia e della rinascita che illumina la mente e il cuore delle persone. Dal punto di vista pastorale, il film è da valutare come complesso, problematico e adatto per dibattiti.

Utilizzazione

Il film è da utilizzare in programmazione ordinaria e in quelle situazioni nelle quali si da spazio ad una ampia riflessione sulle zone abbandonate del nostro Paese, dove sembrano prevalere abbandono e rifiuto, e dove invece può accendersi la luce del riscatto.

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