IN GOOD COMPANY

Valutazione
Accettabile-riserve, realistico
Tematica
Famiglia - genitori figli, Lavoro, Matrimonio - coppia
Genere
Commedia
Regia
Paul Weitz
Durata
109'
Anno di uscita
2005
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
In good company
Distribuzione
Bim Distribuzione
Musiche
Stephen Trask
Montaggio
Myron I. Kerstein

Orig.: Stati Uniti (2004) - Sogg. e scenegg.: Paul Weitz - Fotogr.(Panoramica/a colori): Remi Adefarasin - Mus.: Stephen Trask - Montagg.: Myron I. Kerstein - Dur.: 109' - Produz.: Chris e Paul Weitz.

Interpreti e ruoli

Dennis Quaid (Dan Foreman), Topher Grace (Carter Dureya), Scarlett Johansson (Alex Foreman), Marg Helgenberger (Ann Foreman), David Paymer (Morty), Clark Gregg (Steckle), Philip Baker Hall (Eugene Kalb), Selma Blair (Kimberly), Amy Aquino (Alicia), Kevin Chapman (Lou), Malcom McDowell (Teddy K.), (non accreditato)

Soggetto

Dan Foreman, 51 anni, sposato con Ann e padre di Alex e Jana, è il direttore vendite spazi pubblicitari dell'importante rivista "Sports America". Quando il magazine viene acquistato dalla Globecom, il nuovo proprietario Teddi K. provvede a rimpiazzare Dan con il giovane Carter Dureya, 26 anni. Questi, intenzionato a rifondare il reparto con tagli al personale, fa retrocedere Dan, che rischia il licenziamento e teme di non poter provvedere alla moglie Ann, in attesa del terzo figlio, e alla figlia Alex che vuole iscriversi alla costosa New York University. Carter si innamora di Alex e quando Dan scopre la loro relazione si infuria con i due. Alex allora lascia Carter per concentrarsi sullo studio e intanto Dan sta veramente rischiando di perdere il lavoro. Succede però che la Globecom vende la rivista ad un'altra società. Dan così può tornare al proprio ruolo ed ora è lui ad offrire una possibilità a Carter. Ma il giovane è in piena crisi esistenziale e decide di prendersi un periodo di riflessione. Mentre corre sulla spiaggia, riceve una telefonata di Dan: Ann ha avuto una terza bambina.

Valutazione Pastorale

Nel solco dei migliori esempi del 'genere', la commedia scorre sul doppio binario, mescolato con misura, del realismo e del suo piegarsi alle esigenze del racconto. Si parla di realismo perchè i temi sono concreti e reali: quello del lavoro, o meglio della perdita del posto di lavoro, è il primo da cui discendono gli altri, gli affanni della famiglia, l'insicurezza dei figli, la paura del futuro. Poi la spregiudicatezza degli affari, l'arrivismo, la perdita di equilibrio personale per la carriera. Tutto é detto con quel tono ironico che filtra certa denuncia e fa scorrere bene il racconto, con spazi per passaggi più divertiti e dialoghi non banali. In modo fine e delicato sono dette cose importanti e offerti suggerimenti nell'ambito dei difficili rapporti genitori/figli. A stonare, in un contesto che traccia una esemplare sinergia tra equilibrio professionale e familiare, restano gli atteggiamenti affidati alla ragazza, sopra le righe e del tutto superflui. Dal punto di vista pastorale dunque il film è da valutare come accettabile, con riserve per questi passaggi sopra indicati, e nell'insieme soprattutto realistico. UTILIZZAZIONE: il film è da utilizzare in programmazione ordinaria, e da recuperare come prodotto ben confezionato che affronta i temi attuali del lavoro, della carriera, della famiglia. Qualche attenzione per i minori in vista di passaggi televisivi o di uso di VHS e DVD.

Le altre valutazioni

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