INTERVISTA COL VAMPIRO

Valutazione
Inaccettabile, Farneticante
Tematica
Genere
Horror
Regia
Neil Jordan
Durata
122'
Anno di uscita
1994
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
INTERVIEW WITH THE VAMPIRE
Distribuzione
Warner Bros Italia
Soggetto e Sceneggiatura
Anne Rice Tratto dal romanzo "Interview with the vampire" di Anne Rice
Musiche
Elliot Goldenthal
Montaggio
Mick Audsley, Joke Van Wijk

Sogg.: Tratto dal romanzo "Interview with the vampire" di Anne Rice - Scenegg.: Anne Rice - Fotogr.: (panoramica/a colori) Philippe Rousselot - Mus.: Elliot Goldenthal - Montagg.: Mick Audsley, Joke Van Wijk - Dur.: 122' - Produz.: Stephen Woolley , David Geffen

Interpreti e ruoli

Tom Cruise (Lestat), Brad Pitt (Louis De Point Du Lac), Antonio Banderas (Armand), Stephen Rea (Santiago), Christian Slater (Malloy), Kirsten Dunst (Claudia), Thandie Newton (Yvette), Domiziana Giordano, Lyla Hay Owen, Sara Stockbridge, Roger Lloyd Pack, Lee Emery

Soggetto

a San Francisco alle soglie del 2000 il giornalista Malloy viene avvicinato da Louis De Point Du Lac, vampiro dal 1791, quando era un proprietario terriero presso New Orleans. Ridotto alla disperazione per la perdita di moglie e figlioletta viene iniziato alla sua tenebrosa e ferina esistenza da Lestat, collega di origini parigine, che cerca invano di far superare al discepolo l'innata repulsione per l'omicidio. Invano Louis si ciba di sangue di ratti e galline, e fa fuggire i servi incendiando la casa. Ormai Lestat lo domina, e lo coinvolge in efferate uccisioni di innocenti. Una bimba orfana, Claudia, viene "adottata" dai due, e si rivela feroce quant'altri mai. La nascita degli Stati Uniti moderni e l'arrivo di un flusso immigratorio consente al trio di saziare la sua fame di sangue e di avventura. Claudia, che odia Lestat, gli fa bere sangue di morto, e poi i due gettano il vampiro agonizzante nella palude, ma questi risorge cibandosi di un caimano: solo il fuoco sembra fermarlo. Louis e Claudia fuggono in Europa, dove si mettono alla ricerca delle radici della maledizione. Solo nel 1870 vengono avvicinati, a Parigi, da Armand, capo di una setta vampirica che vive nei sotterranei di un teatro dove si celebrano riti vampirici camuffati da commedia noir. I vampiri, sospettando l'uccisione di Lestat da parte dei due, sacrificano la bimba esponendola al sole con la sua nuova amica, una donna vampirizzata sul palcoscenico, e chiudono in una bara sigillata Louis, che viene liberato da Armand. Louis si vendica bruciando la congrega, ma, scosso per la perdita di Claudia, rifiuta l'amore di Armand, che ha architetato tutto per averlo accanto. Tornato in America, Louis ritrova Lestat, ridotto in stato pietoso, ed al giornalista che gli chiede di iniziarlo alla sua tenebrosa esistenza risponde di no. Ma sarà Lestat ad accontentare il cronista sorprendendolo sulla sua automobile.

Valutazione Pastorale

tratto da un best-seller, e sceneggiato dall'autrice di questa morbosa e debordante storia, il film percorre i battuti sentieri della tenebra, della morte, dell'orrore, tentando di mettere lo spettatore dalla parte del mostro: un mostro che soffre per le sue vittime, e questo costituisce la novità psicologica, nel quadro solitamente monocorde del vampiro, killer tanto insaziabile quanto spietato. Il contrasto e l'attrazione tra il feroce ed ambiguo Lestat ed il tormentato Louis, con il contrappunto dell'eterna bambina Claudia, trasforma una storia di vampiri in uno psicodramma a sfondo sessual-familiare. La storia, molto macchinosa, a tratti incongrua (anche nel genere fantastico, date certe regole, occorre rispettarle), mette in un grande calderone il tema dei vampiri, contraddistinto da un materialismo ateo che sconfina volutamente nel blasfemo, lo psicodramma familiare, il tema di amore e morte infarcito con scoperte pulsioni omosessuali, nonché uno "spaccato" della storia degli Stati Uniti dal periodo coloniale ai giorni nostri, con un'ampia escursione nelle radici francesi della creola New Orleans, presa come emblema della trasformazione degli Stati Uniti. Un film sgradevole reso angoscioso dalle sue farneticazioni.

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