INVICTUS – L’INVINCIBILE

Valutazione
Consigliabile, Semplice
Tematica
Politica-Società, Potere, Razzismo, Sport
Genere
Drammatico
Regia
Clint Eastwood
Durata
133'
Anno di uscita
2010
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
Invictus
Distribuzione
Warner Bros Pictures Italia
Soggetto e Sceneggiatura
Anthony Peckham tratto dal libro "Ama il tuo nemico" di John Carlin
Musiche
Kyle Eastwood, Michael Stevens
Montaggio
Joel Cox, Gary Roach

Orig:: Stati Uniti (2009) - Sogg.: tratto dal libro "Ama il tuo nemico" di John Carlin - Scenegg.: Anthony Peckham - Fotogr.(Scope/a colori): Tom Stern - Mus.: Kyle Eastwood, Michael Stevens - Montagg.: Joel Cox, Gary Roach - Dur.: 133' - Produz.: Clint Eastwood, Lori McCreary, Robert Lorenz, Mace Neufeld.

Interpreti e ruoli

Morgan Freeman (Nelson Mandela), Matt Damon (Francois Pienaar), Tony Kgoroge (Jason Tshabalala), Patrick Mofokeng (Linga Moonsamy), Matt Stern (Hendrick Booyens), Julian Lewis Jones (Etienne Feyder), Sibongile Nojila . (Eunice)

Soggetto

Nelson Mandela, Presidente dopo le prime libere elezioni, intuisce che lo svolgimento dei campionati mondiali di rugby, assegnato per il 1995 proprio al Sudafrica, può rappresentare una grande occasione per completare quel processo di pacificazione tra negri e bianchi, da lui avviato dopo i bui anni dell'apartheid. Si impegna allora in prima persona a sostenere gli Springboks, la squadra nazionale, partecipando alle gare con esntusiasmo sempre maggiore. Il successo che alla fine arride ai padroni di casa nella finale contro la Nuova Zelanda, corona un momento di felice attaccamento di tutti alla maglia e alla bandiera.

Valutazione Pastorale

Stavolta Clint Eastwood, solo regista, si lancia nella Storia e nella cronaca.Quelle vere, perché Mandela è ancora felicemente vivo a testimoniare gli eventi, e resoconti e telecronache sono lì a dirci che fu una partita combattuta finita con un punteggio di misura. Se dai fatti autentici il copione non poteva quindi prescindere, Eastwood di suo (prendendo le mosse da un romanzo) ci ha messo il ritmo da ballata popolare, una realtà che diventa quasi favola ma al vero ritorna in alcuni momenti toccanti e coinvolgenti (la visita della squadra alla cella del leader). Così un tema molto caro al regista, quello del perdono, torna in primo piano e si pone come vero punto di riferimento del racconto. Serve il perdono per riconciliare un popolo e fargli riacquistare una identità comune smarrita. Serve lo sport come terreno di una competizione giusta che esalta e entusiasma, meglio se infine vincente. Esemplare in questo sguardo compassionevole, la regia risulta meno attenta laddove costruisce un Mandela troppo bravo, saggio e perfetto, quasi una figura già collocata nell'agiografia. Dal punto di vista pastorale, il film é da valutare come consigliabile e semplice nello svolgimento.

Utilizzazione

Il film é da utilizzare in programmazione ordinaria e in seguito come proposta di prodotto spettacolare tra denuncia e storia.

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