IO E ZIO BUCK

Valutazione
Discutibile, Grossolanità
Tematica
Genere
Commedia
Regia
John Hughes
Durata
90'
Anno di uscita
1991
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
UNCLE BUCK
Distribuzione
U.I.P.
Soggetto e Sceneggiatura
John Hughes
Musiche
Ira Newborn
Montaggio
Lou Lombardo, Tony Lombardo, Peck Prior

Sogg. e Scenegg.: John Hughes - Fotogr.: (normale/a colori) Ralf Bode - Mus.: Ira Newborn - Montagg.: Lou Lombardo, Tony Lombardo, Peck Prior - Dur.: 90' - Produz.: John Hughes, Tom Jacobson

Interpreti e ruoli

John Candy (Buck Russell), Amy Madigan (Chanice Kobolowski), Jean Kelly (Tia Russell), Macalulay Culkin (Miles Russell), Gaby Hoffman (Maizy Russell), Jay Underwood (Bug), Elaine Bromka (Cindy Russell), Carrett M. Brown (Bob Russell), Laurie Metcalf, Brian Tarantina, Mike Staff

Soggetto

costretti ad allontanarsi da Chicago, i coniugi Cindy e Bob Russell non hanno altra soluzione che far venire a casa loro Buck, fratello del capo famiglia, per accudire i tre figli: Maizy di sei anni, una bambina che ama la gente e possiede una percezione che va oltre la sua età; Miles di otto anni, un fanciullo ribelle sempre con i vestiti sciatti e le mani sporche; Tia, una ragazza quindicenne molto attiva ma con un carattere chiuso ed una personalità difficile. Il bizzarro "zio Buck", pingue e pigro scapolo impenitente da moltissimi anni fidanzato con l'insoddisfatta Chanice Kobolowski, si trova, suo malgrado, non solo costretto a destreggiarsi con i numerosissimi elettrodomestici della modernissima cucina ma anche con i suoi insopportabili nipoti ed in particolare con Tia, in permanenza arrogante ed antipatica. Con un pò di fortuna e tanto amore, Buck riuscirà a sorprendere tutti, persino se stesso, risolvendo, con la sua ingegnosa abilità, le faccende di casa. Ritornati Cindy e Bob, lo "zio Buck" va via: i tre nipoti lo ricorderanno con ammirazione ed affetto.

Valutazione Pastorale

consueto quadretto di vita familiare americana in cui però questa volta, forzatamente assenti i genitori, campeggia uno zio corpulento e clownesco, un tipo bizzarro, niente affatto sciocco. I bambini lo adorano, la ragazza da prima lo trova indigeribile, poi, al momento in cui l'altro se ne va, capisce che fra gli adulti spesso strani, ci sono anche coloro che le cose storte o pericolose sanno fiutarle da lontano e finalmente gli sorride. La storia è scritta in modo elementare, con qualche melensaggine, scarso approfondimento sul piano morale e molte intenzioni vagamente monitorie (verso i genitori in genere, anche qui della classe media, e verso la stizzosa adolescente). Lo zio ciccione (che è un buon attore: John Candy) è di larga stazza e non gli fa difetto una paziente bontà. Nel dialogo, a volte fitto, affiorano alcune parole grossolane messe sulle labbra dei bambini (e quel che è peggio facendoli ammiccare da furbetti). Il film ne esce con ciò penalizzato.

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