IO SONO CON TE

Valutazione
Consigliabile, Problematico, Adatto per dibattiti
Tematica
Adolescenza, Donna, Famiglia - genitori figli, Gesù, Tematiche religiose
Genere
Drammatico
Regia
Guido Chiesa
Durata
102'
Anno di uscita
2010
Nazionalità
Italia
Distribuzione
Bolero Film
Soggetto e Sceneggiatura
Nicoletta Micheli, Guido Chiesa, Filippo Kalomenidis Nicoletta Micheli
Musiche
Nicola Tescari
Montaggio
Luca Gasparini, Alberto Masi

Orig.: Italia (2010) - Sogg.: Nicoletta Micheli - Scenegg.: Nicoletta Micheli, Guido Chiesa, Filippo Kalomenidis - Fotogr.(Scope/a colori): Gherardo Gossi - Mus.: Nicola Tescari - Montagg.: Luca Gasparini, Alberto Masi - Dur.: 102' - Produz.: Silvia Innocenzi, Giovanni Saulini, Maurizio Totti.

Interpreti e ruoli

Nadia Khlifi (Maria), Rabeb Srairi (Maria adulta), Mustapha Benstiti (Giuseppe), Ahmed Hafiene (Mardocheo), Mohamed Idoudi (Gesù), Fadila Belkebla (Elisabetta), Djemel Barek (Zaccaria), Carlo Cecchi (Erode), Giorgio Colangeli (sapiente), Fabrizio Gifuni (sapiente), Denis Lavant (sapiente), Robinson Stevenin (sapiente), Jerzt Stuhr . (sapiente)

Soggetto

La giovane Maria, figlia di pastori, é promessa in sposa a Giuseppe, un vedovo con due figli, abitante nel vicino villaggio di Nazareth, nella Galilea di Duemila anni fa. Lasciata la propria casa, Maria ben presto ravvisa le storture del mondo patriarcale che la circonda, a partire dalla famiglia del marito dove detta legge Mardocheo, fratello più anziano di Giuseppe. L'atteggiamento determinato della ragazza, protettivo nei confronti dei bambini, provoca l'indignazione del capofamiglia e di quanti sono convinti della necessità di impartire loro punizioni e disciplina. Dando alla luce suo figlio Gesù, Maria si trova ad affrontare scelte decisive, destinate a creare stupore e scandalo.

Valutazione Pastorale

Spiega Guido Chiesa: " 'Io sono con te' é prima di tutto il racconto di una maternità: quella di Maria di Nazareth, dal concepimento fino all'adolescenza di suo figlio Gesù. Il ritratto di una madre e della relazione con il proprio figlio, sostenuta dalla presenza discreta di Giuseppe, il patriarca 'che si fa da parte', rinunciando al primato maschile. Una storia universale perché legata a passaggi fondamentali delle nostre vite e radicati dentro ciascuno di noi...in una prospettiva squisitamente femminile.(...)". Queste frasi aiutano ad entrare con maggiore puntualità e aderenza nella costruzione stilistica ed emotiva realizzata dal regista. Affidandosi ad una architettura narrativa solo in apparenza di facile sintassi, Chiesa opera una ardita, sottile sintesi tra l'intenzione di scavalcare l'iconografia fino ad oggi acquisita e la scelta di non operare alcun snaturamento sostanziale. Da qui lo scenario tutto in esterni (una Tunisia riarsa) con costumi, oggetti e lingua coerenti (oltre alla versione doppiata, c'è quella parlata nella lingua contemporanea), dentro il quale si affacciano frasi, comportamenti, domande che è facile definire più pertinenti ad epoche successive. Ma la scommessa di Guido (e di Nicoletta Micheli, cosceneggiatrice e sua moglie) é proprio qui: creare le premesse non per una 'modernità' forse banale ma per una attualità fuori dal tempo e dalla storia. Indicare in quella madre che genera il Salvatore la donna che si muove nella prerogativa della 'grazia', e mette al servizio del progetto la propria natura femminile.Il riferimento ai testi resta di sfondo (in particolare il Vangelo di Luca) e tuttavia rispettoso. "Personalmente - aggiunge Chiesa- non ho il dono spontaneo della Fede, sono sempre stato problematico, il mio é un percorso intellettuale faticoso, tutt'altro che concluso, ma mi ha portato a cominciare a capire certe cose. Maria vive le emozioni, il cuore, tutto ciò che sfugge alla razionalità". Ecco allora che il volto rugoso della Vergine anziana (che apre e chiude il copione) diventa la soglia sulla quale si apre il confronto con il Mistero. Le domande, la voglia di capire, di confrontarsi con ciò che non si vede: lo sguardo del regista compone una scrittura filmica rigida e appassionata, fatta di panoramiche serene e di dettagli inquietanti. Ci viene chiesto, attraverso Maria, non di essere uomini e donne del nostro tempo ma di quel Tempo unico nel quale l'essere umano é al centro di tutto, e un bambino scalda la nostra anima per sempre. Film di notevole interesse, che, dal punto di vista pastorale, é da valutare come consigliabile,problematico e adatto pe dibattiti.

Utilizzazione

Il film é da utilizzare in programmazione ordinaria e in seguito in molte circostanze per avviare riflessioni sui temi che affronta.

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