ISOLE

Valutazione
Consigliabile, poetico, Adatto per dibattiti
Tematica
Emigrazione, Famiglia - fratelli sorelle, Lavoro, Mare, Solidarietà-Amore
Genere
Drammatico
Regia
Stefano Chiantini
Durata
92'
Anno di uscita
2012
Nazionalità
Italia
Distribuzione
Gianluca Arcopinto
Soggetto e Sceneggiatura
Giuliano Miniati, Stefano Chiantini Massimo Gaudioso, Stefano Chiantini
Musiche
Piernicola Di Muro
Montaggio
Luca Benedetti, Cristina Flamini

Orig.: Italia (2011) - Sogg.: Massimo Gaudioso, Stefano Chiantini - Scenegg.: Giuliano Miniati, Stefano Chiantini - Fotogr.(Scope/a colori): Vladan Radovic - Mus.: Piernicola Di Muro - Montagg.: Luca Benedetti, Cristina Flamini - Dur.: 92' - Produz.: Selvaggia Sada e Gianluca Arcopinto per Obraz Film con il contributo di Apulia Film Commission.

Interpreti e ruoli

Asia Argento (Martina), Giorgio Colangeli (don Enzo), Ivan Franek (Ivan), Anna Ferruzzo (Wilma), Pascal Zullino (Rocco), Paolo Briguglia (Alessandro), Alessandro Tiberi (don Paolo), Philippe Guastella . (padre di Ivan)

Soggetto

Immigrato clandestino arrivato in Italia insieme al padre, Ivan approda in una frazione delle isole Tremiti in cerca di lavoro. Osteggiato però e picchiato dai locali, impossibilitato a comprarsi il biglietto di ritorno, viene soccorso da Martina, una giovane donna che da anni vive nella casa canonica di don Enzo, il vecchio parroco ora a riposo e reduce da una operazione alle gambe. Accudito in maniera fin troppo ossessiva dalla sorella, don Enzo fa da tutore a Martina, che da quando ha perso la figlia si è chiusa nel mutismo, e ora decide di accogliere anche Ivan, dandogli lavoro e compenso. Con la vicinanza di Ivan, Martina a poco a poco sente sciogliersi il senso di chiusura nel quale era caduta. Quando l'uomo è costretto a ripartire, lei lo raggiunge al momento di imbarcarsi e lo rimprovera, per non averla avvertita. Martina è riuscita a interrompere il silenzio. Forse anche il futuro dei due può cambiare.

Valutazione Pastorale

"Isole" è un'elegia dolente, la cronaca di un microcosmo fatto di ritrosia e pudori, dove la solitudine impone pochi gesti e poche parole. Il mare e la natura tutt'intorno plasmano i caratteri e delineano i confini di un terreno esistenziale dalle dimensioni grandi, capaci di incutere paura. Si parla poco, e forse poco bisogna aggiungere (ossia 'spiegare') rispetto ad un film che ha nelle immagini e nel flusso dei sapori ambientali l'afflato poetico per trasmettere scorie affettive e disagio sociale. Frenato da qualche momento di stasi, il racconto con tocchi leggeri dice l'orgoglio di uomini e donne forse 'isolati' (ossia lontani dal flusso della quotidianità) ma a pieno titolo cittadini dl mondo. Un film che non cede ai compromessi narrativi che appannano tanto cinema italiano e, dal punto di vista pastorale, è da valutare come consigliabile, poetico e adatto per dibattiti.

Utilizzazione

Il film è da utilizzare in programmazione ordinaria e da proporre in situazioni mirate, per avviare riflessioni sui molti argomenti che suggerisce (famiglia, lavoro, mare, emigrazione...).

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