Italia 70. 10 anni di piombo

Valutazione
Consigliabile, Problematico, Adatto per dibattiti
Tematica
Giustizia, Politica-Società, Storia, Terrorismo
Genere
Documentario
Regia
Omar Pesenti
Durata
70'
Anno di uscita
2020
Nazionalità
Italia
Soggetto e Sceneggiatura
Michele Danesi, Omar Pesenti, Massimo Vavassori
Fotografia
Marco Malizia
Montaggio
Luca Salmaso
Produzione
Nicola Salvi, Elisabetta Sola

Interpreti e ruoli

Claudio Morandi (Aldo Moro), Maurizio Calati (Uomo della scorta), Emanuele Politi (Secondo uomo della scorta), Davide Sorrentino (Terzo uomo della scorta), Franco Bonisoli, Ezio Mauro, Fortunato Zilli, Manlio Milani

Soggetto

Il documentario si concentra sugli anni di piombo in Italia, dalla strage di piazza Fontana a Milano nel 1969 all’omicidio dell’On. Aldo Moro nel 1978; un decennio segnato da stragi e minacce serrate. Anni ripercorsi con l’obiettivo di far conoscere la storia anche nella sua parte finale, quella della “resa” e del “fallimento” del terrorismo.

Valutazione Pastorale

La struttura della narrazione di “Italia 70. 10 anni di piombo” è agile e compatta, seppur stratificata: si riscontrano momenti di docufiction, interviste a testimoni e storici, così come pagine audiovisive dell’epoca grazie alla collaborazione con Rai Teche e Istituto-Luce Cinecittà. “Dietro questo film – ha sottolineato la sceneggiatrice-produttrice Elisabetta Sola – c’è il piacere e la difficoltà di realizzare dei documentari per i giovani. Ci impegniamo ogni volta a trovare il linguaggio più adatto per i ragazzi di oggi, con uno stile visivo-narrativo fresco, dinamico e attuale. Certamente, senza perdere di vista il processo di documentazione e il lavoro sulle fonti”. A colpire del documentario è il grande il lavoro fatto tanto nella documentazione storica quanto nella forma del racconto, con riprese e montaggio pensato per un pubblico vasto, principalmente giovane. I principali snodi della storia del terrorismo del decennio ’70, oltre a rivivere attraverso le immagini della Rai e dell’Istituto Luce, riaffiorano dalle testimonianze in primis dei sopravvissuti, ad esempio Fortunato Zinni e Manlio Milani, così come dai cronisti del tempo tra cui Ezio Mauro per la “Gazzetta del Popolo di Torino”, nonché da chi prese parte a quelle funeste azioni armate, come Franco Bonisoli, membro del commando di via Fani e poi dissociatosi dalla lotta armata. Pagine storiche tutte puntellate dalle annotazioni critiche degli studiosi Alberto Guasco e Aldo Giannuli, cui si aggiunge la supervisione scientifica del progetto di Marco Roncalli. La cifra stilistico-narrativa è originale e convincente, con l’uso di soluzioni visive tra grafiche e riprese belle e indovinate, così vicine all’immaginario dei giovani di oggi, cresciuti con YouTube e la cultura videoludica. A ciò si somma un uso della musica attento e brillante. Non siamo di fronte a un’operazione di semplificazione della storia a favore di modalità accattivanti, bensì si tratta di una narrazione accurata, chiara e visivamente coinvolgente. Un prodotto di alta divulgazione, che centra perfettamente l’obiettivo educational. Un modo di ritornare sui passi della storia, oggigiorno sempre più snobbata e dimenticata, in maniera intelligente e pronta al confronto con lo sguardo dei giovani. Dal punto di vista pastorale, il documentario è da valutare come consigliabile, problematico, adatto per dibattiti e approfondimenti educativi.

Utilizzazione

Il film è da utilizzare in programmazione ordinaria e in particolare in contesti didattico - educativi per approfondire un periodo particolarmente travagliato della la storia recente del nostro Paese.

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