IVO IL TARDIVO **

Valutazione
Accettabile, Realistico
Tematica
Handicap, Malattia
Genere
Apologo
Regia
Alessandro Benvenuti
Durata
107'
Anno di uscita
1995
Nazionalità
Italia
Titolo Originale
IVO IL TARDIVO
Distribuzione
U.I.P.
Soggetto e Sceneggiatura
Alessandro Benvenuti, Ugo Chiti, Nicola Zavagli Alessandro Benvenuti, Ugo Chiti
Musiche
Patrizio Fariselli
Montaggio
Carla Simoncelli

Sogg.: Alessandro Benvenuti, Ugo Chiti - Scenegg.: Alessandro Benvenuti, Ugo Chiti, Nicola Zavagli - Fotogr.: (panoramica/a colori) Blasco Giurato - Mus.: Patrizio Fariselli - Montagg.: Carla Simoncelli - Dur.: 107' - Produz.: Union P.N.

Interpreti e ruoli

Alessandro Benvenuti (Ivo), Francesca Neri (Sara), Francesco Casale (Andrea), Davide Bechini (Fabio), Antonino Ivorio (Antonino), Sandro Lombardi (Aldo), Luca Fagioli (Carlino), Stefano Bicocchi detto Vito (Silvano), Daniele Trambusti, Sonia Grassi, Guido Cerniglia, Maria Pelini, Lucia Ragni

Soggetto

uscito dal manicomio, il quarantenne Ivo torna nel paese natìo di Cavriglia, sulle colline toscane, e si adatta alla solitudine della casa abbandonata. Dotato di talento per la pittura e per i rebus, egli annota tutto sul fedele diario illustrato in bianco e nero come le mura del paese che riempie di "murales" enigmistici. Passato l'inverno, si imbatte in un'automobile con due fidanzatini che tentano di suicidarsi con i gas di scarico. Per attirare l'attenzione di Sara, un medico analista che sta sopraggiungendo in automobile, viene quasi investito: la spaventa; viene picchiato da due operai che credono infastidisca la donna; finisce in galera da cui Fabio, l'avvocato fratello gemello di Sara, impietosito, lo tira fuori e lo invita al mare: il week-end è assai stimolante per Ivo, che però disturba tutta la famiglia poiché straparla. Innamoratosi di Sara, pur di vederla ogni tanto accetta di trasferirsi in una comunità, composta da Aldo, un silenzioso attore; Silvano, iperdinamico ex rappresentante; Antonino, capace di sedere per ore sulla sua poltrona "strategica" e il nano Carlino, che vive nel bunker della sua stanza e suona la batteria. Trovato lavoro come cartellonista Ivo decide di festeggiare il suo compleanno con una festa, durante la quale l'orologio Rolex di Andrea, fidanzato con Sara, sparisce, e il fatto che Ivo conservi un cassetto chiuso scatena negli altri il sospetto che lo abbia trafugato lui. Dopo aver domato un incendio causato da Aldo, e dopo una lite con Silvano, che lo accusa del furto, se ne torna al paese, mentre Sara affronta il ladro che scopre essere il fratello cleptomane. Lasciato Andrea, Sara va a scusarsi con Ivo che non solo continua a lavorare, ma riceve addirittura scolaresche in visita ai suoi bellissimi "murales".

Valutazione Pastorale

si tratta del film più riuscito di Alessandro Benvenuti, che affronta il problema della malattia mentale con molta intelligenza, mantenendosi sempre in bilico, con una sceneggiatura e una recitazione assai abili, tra tenerezza, dramma, ironia e garbata polemica sociale. Ivo è un po' come una cartina di tornasole umana, che con il suo candore, la sua cortesia, la sua gentilezza non solo commuove i cosiddetti "normali", ma ne mette a nudo limiti e difetti; coinvolge positivamente gli altri membri della comunità in cui va a vivere, facendo fermare l'ipercinetico, ed uscire di casa il sofferente di agorafobia. Un cenno merita poi la positiva immagine del volontariato e di quanti vi si dedicano con dedizione. Il filo di ironia che alleggerisce il film è sempre, a parte qualche scivolata (nel linguaggio, nelle situazioni, e in qualche battutina irriverente alla toscana) un ottimo catalizzatore per far reagire bene il pubblico senza spaventarlo o tediarlo col solito lacrimoso film sull'handicap. Certo alcuni atteggiamenti dei personaggi ed alcuni exploit di Ivo sono un po' troppo ad hoc per dimostrare la tesi del regista: la solidarietà paga molto di più che il disprezzo o il disinteresse.

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