JUHA

Valutazione
Accettabile-riserve, problematico*
Tematica
Mass-media, Matrimonio - coppia
Genere
Melodramma
Regia
Aki Kaurismäki
Durata
78'
Anno di uscita
1999
Nazionalità
Finlandia
Titolo Originale
Juha
Distribuzione
Key Films
Soggetto e Sceneggiatura
Aki Kaurismaki
Musiche
Anssi Tikanmaki
Montaggio
Aki Kaurismaki

Orig.: Finlandia (1998) - Sogg.:tratto dal romanzo omonimo di Juhani Aho - Scenegg.: Aki Kaurismaki - Fotogr. (Panoramico/b&n): Timo Salminen - Mus.: Anssi Tikanmaki - Montagg.: Aki Kaurismaki - Dur.: 78' - Produz.: Aki Kaurismaki, Sputnik Oy, Pandora Film.

Interpreti e ruoli

Sakari Kuosmanen (Juha), Kati Outinen (Marja), Shemeikka (André Wilms), Esko Nikkari, Elina Salo, Markku Peltola, Ona Kamu.

Soggetto

Juha e sua moglie Marja vivono tranquilli in una fattoria. Di giorno vanno al mercato, dove passano giornate di lavoro e di divertimento. La sera Marja dà da mangiare alle pecore, prepara la cena, poi insieme a letto si abbracciano felici. Un giorno arriva improvvisamente Shemeikka, un uomo proveniente dalla città: ha bisogno di aiuto perché gli si é rotta l'auto. Mentre Juha cerca di ripararla, Shemeikka é attratto da Marja,rimasta orfana da bambina e tirata su da Juha. L'uomo cerca di convincerla a lasciare il marito e a scappare con lui. Marja resiste ma, dopo la partenza dell'ospite, comincia a passare del tempo a truccarsi e in cucina ad usare il più rapido microonde, invece degli abituali fornelli. Inaspettatamente Shemeikka ritorna, e questa volta Marja non resiste e fugge con lui. Dopo averla sedotta, Shemeikka porta la ragazza in città e subito dopo la sistema in un bordello. Marja cerca di ribellarsi, ma ogni tentativo é inutile. Nel frattempo al villaggio Juha, oggetto di scherno da parte dei compaesani, decide di vendicarsi. Armatosi di una scure affilata, fa irruzione nel bordello, dove c'é Marja che da poco ha avuto un bambino. Juha colpisce a morte Shemeikka, che ha però fatto a tempo a sparargli al petto. Marja riesce a fuggire col bambino, e anche Juha si allontana, preferendo andare a morire di nascosto in una grande discarica.

Valutazione Pastorale

Alla scelta, già usata di frequente in altri titoli precedenti, di fare ricorso al "bianco & nero", questa volta il finlandese Aki Kaurismaki aggiunge la particolarità della rinucia al dialogo: il film é costruito in modo da non far parlare le persone, aggiungendo i cartelli delle didascalie, una colonna sonora e qualche rumore di ambiente. Si é calati insomma nelle atmosfere del 'muto', e a quel periodo rimanda anche il taglio della storia, tutto esteriore e di sapore melodrammatico. Regista bizzarro e imprevedibile, legato per formazione culturale e provenienza geografica ad un'idea aspra e fredda dell'esistenza riscattata da piccoli, profondi gesti di sacrificio, Kaurismaki riprende un romanzo tradizionale della letteratura finnica. Ne trae un atto d'amore verso il cinema 'povero', proprio quando sembra inarrestabile il trionfo degli effetti speciali: il cinema delle origini, di appendice, dove tutto gioca sulle immagini e sull'emozione dei gesti. L'operazione forse é un po' cerebrale, ci sono qualche calligrafismo e qualche manierismo di troppo, la scarsa abitudine rischia di ingenerare nello spettatore distrazione e disattenzione. Ma ci sono anche passaggi commoventi, e scompensi che una materia trattata in modo esagitato non può non prevedere(la via della perdizione, la vendetta, il senso di colpa finale...). Dal punto di vista pastorale, va accolta positivamente, sia pure con qualche riserva, la sincerità dell'operazione, che offre comunque anche aspetti problematici. UTILIZZAZIONE: più che in programmazione ordinaria, il film é da utilizzare in contesti di rassegne e proposte d'essai, come occasione per parlare di cinema muto, del cinema come svago popolare, dei rapporti cinema-letteratura, del cinema del nord-Europa.

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