L’ AVVOCATO DEL DIAVOLO

Valutazione
ambiguità, Discutibile, dibattiti***
Tematica
Avidità, Denaro, Giustizia, Potere
Genere
Metafora
Regia
Taylor Hackford
Durata
143'
Anno di uscita
1997
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
THE DEVIL’S ADVOCATE
Distribuzione
Warner Bros Italia
Soggetto e Sceneggiatura
Jonathan Lemkin, Tony Gilroy tratto dal romanzo di Andrew Neiderman
Musiche
James Newton Howard
Montaggio
Mark Warner

Sogg.: tratto dal romanzo di Andrew Neiderman - Scenegg.: Jonathan Lemkin, Tony Gilroy - Fotogr.(Scope/a colori): Andrzej Bartkowiak - Mus.: James Newton Howard - Montagg.: Mark Warner - Dur.: 143' - Produz.: Arnon Milchan, Arnold Kopelson, Anne Kopelson.

Interpreti e ruoli

Keanu Reeves (Kevin Lomax), Al Pacino (John Milton), Charlize Theron (Mary Ann Lomax), Jeffrey Jones (Eddie Barzoon), Judith Ivey (signo-ra Lomax), Craig T.Nelson (Alexander Cullen), Connie Nelson (Christabella), Tamara Tunie, Ruben Santiago Hudson, Debra Monk, Vyto Rugins, Laura Harrington, Pamela Gray, George Wyner.

Soggetto

In una piccola località della Florida, Kevin Lomax è diventato un avvocato di grande successo. In tribunale difende un insegnante accusato di pedofilia e, nonostante le prove contrarie, riesce a far scagionare l’imputato. La sera stessa viene avvicinato da un collega di New York, che rappresenta un importante studio legale intenzionato ad offrirgli incarichi di grosso prestigio. Kevin è sconsigliato dalla madre, ma incoraggiato dalla moglie, l’attraente e innamoratissima Mary Ann, cosicchè insieme partono per New York e vengono alloggiati in un lussuosissimo appartamento. Dopo qualche giorno, Kevin incontra John Milton, capo del potente studio legale, che gli prospetta un futuro all’insegna del successo e di grossi guadagni. Kevin si getta nel lavoro, che ben presto diventa una vera e propria ossessione. Accetta di difendere un uomo molto ricco, accusato di tre brutali delitti, e apprende poi della morte violenta di Eddie, socio amministratore dello studio. Intanto Mary Ann, abbandonata a sé stessa, cade in una profonda crisi nervosa e viene ricoverata in ospedale. Arriva a New York la madre di Kevin che deve confessare alcune cose al figlio. Kevin si sente chiuso in un cerchio sempre più stretto e comincia ad aver paura. Finalmente Milton rivela la sua vera natura: è il Diavolo e sta compiendo la sua opera di seduzione e di conquista. Kevin sembra fare a tempo a ribellarsi, anzi riacquista coscienza e si ritrova nel tribunale dell’inizio. Rifiuta allora la difesa del pedofilo, e lascia soddisfatto l’aula. Ma, sulle scale, lo insegue un giornalista che gli chiede una intervista e gli promette grande notorietà. Kevin accetta, e subito dopo il giornalista si trasforma: è Milton/Diavolo.

Valutazione Pastorale

Il piccolo centro, la grande città, la vita tranquilla del primo, le luci e le occasioni della seconda: in mezzo le ambizioni professionali, la voglia di fare carriera, di avere successo, di diventare ricchi e potenti. Sui temi della tentazione, della fama e della seduzione del denaro da raggiungere anche schiacciando persone innocenti e facendo soffrire i propri cari, si muove il film con toni spesso spregiudicati ma sempre in modo intelligente. Gli argomenti certo non sono nuovi e tuttavia merito della vicenda è proprio di saperli proporre allo stesso tempo vecchi e attuali con una scelta narrativa che mette insieme uno sfondo moderno e ambientazioni interne tra il turgido e il barocco con andamento incalzante da tragedia contemporanea. Il diavolo dell’anno Duemila assume maschere irriconoscibili, ora da avvocato ora da giornalista televisivo, e sempre incombe sull’individuo, che ha però la possibilità di difendersi, sia pure a prezzo di grandi sacrifici. Dal punto di vista pastorale, certo il film non propone discorsi sulla Grazia, né viene fuori un vero atteggiamento cristiano, ma l'insieme, pur tra qualche ambiguità e alcune situazioni scabrose, è ben vivo, palpitante, mai gratuito, convincente. UTILIZZAZIONE: film intenso ed emotivamente coinvolgente, da utilizzare anche in programmazione ordinaria, ma certo avendo attenzione di non proporlo per un pubblico di minori o di famiglie. In altri contesti, il film trova giusta collocazione per riflessioni e per dibattiti sulla presenza del Diavolo nella società di fine Millennio.

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