LA 25^ ORA

Valutazione
Discutibile, Problematico, dibattiti
Tematica
Amicizia, Carcere, Droga, Famiglia - genitori figli, Razzismo
Genere
Drammatico
Regia
Spike Lee
Durata
134'
Anno di uscita
2003
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
25th hour
Distribuzione
Buena Vista International Italia
Soggetto e Sceneggiatura
David Benioff tratto dal romanzo omonimo di David Benioff
Musiche
Terence Blanchard
Montaggio
Barry Alexander Brown

Orig.: Stati Uniti (2002) - Sogg.: tratto dal romanzo omonimo di David Benioff - Scenegg.: David Benioff - Fotogr.(Scope/a colori): Rodrigo Prieto - Mus.: Terence Blanchard - Montagg.: Barry Alexander Brown - Dur.: 134' - Produz.: Spike Lee, Jon Kilik, Tobey Maguire, Julia Chasman.

Interpreti e ruoli

Edward Norton (Monty Brogan), Rosario Dawson (Naturelle Riviera), Philip Seymour Hoffman (Jacob Elinsky), Barry Pepper (Francis Xavier Slaughtery), Anna Paquin (Mary D'Annunzio), Brian Cox (James Brogan), Tony Siragusa (Kostya Novotny), Levani (zio Nikolai), Felicia Finley . (Jody)

Soggetto

A New York stanno trascorrendo gli ultimi istanti di libertà per Monty Brogan, spacciatore, arrestato e condannato a sette anni di carcere. Tra 24 ore verrà rinchiuso e dovrà dire addio a Manhattan, alla vita che ha condotto finora, alle persone a lui più care. Nell'arco di quest'ultima giornata Monty, oltre a ricordare nella memoria i momenti principali della propria vita, cerca di recuperare il legame interrotto con il padre James, e di rilassarsi in compagnia dei due suoi più cari amici, Jakob, professore, e Slaughtery, manager finanziario. Con lui c'é anche la sua ragazza Naturelle, conosciuta per caso sulla strada: ad un certo punto, Monty sospetta che sia stata proprio lei a denunciarlo, favorendo l'improvvisa irruzione degli agenti in casa. Tra un ristorante e un locale notturno, Monty si muove irrequieto e nervoso, sempre cercando di fare i conti con gli altri ma in realtà volendoli fare con se stesso. Ad un certo punto confessa agli amici di avere paura perchè, appena entrato in carcere, il suo viso pulito sarà il bersaglio preferito di delinquenti di ogni genere. Chiede allora a Slaughtery di picchiarlo forte così da entrare con il volto tumefatto. Al rifiuto di Slaughtery, deve provocarlo e offenderlo per ottenerne la reazione richiesta. Arriva la mattina. Il padre accompagna Monty in macchina e, durante il percorso verso il carcere, gli dice che se vuole possono cambiare strada, fuggire e che lui potrebbe rifarsi una vita lontano. Un sogno che non si può realizzare. Monty va verso il proprio destino.

Valutazione Pastorale

Ambientato tutto a New York nell'arco di una giornata, il film segna una nuova tappa dell'ininterrotto rapporto di odio-amore tra Spike Lee da un lato, la Grande Mela e l'America dall'altro. Regista da sempre 'arrabbiato', in lotta, lui nero, contro il dominio dei bianchi e contro i fratelli neri che vogliono fare come i bianchi, Lee stavolta si concentra su un solo protagonista, anzi su due: a fianco di Monty c'é la Manhattan devastata del dopo 11 settembre (commossa la sequenza in cui dalla finestra di casa di Slaughtery si vede la zona del 'ground zero'). New York è ferita al pari di Monty. Ma quando si sta per pagare una colpa, ci si chiede il perchè, e se era possibile non arrivare a quel punto. Monty vorrebbe non avere commesso il male, ma non può tornare indietro, e allora se la prende con tutti, immigrati di ogni tipo, feccia umana da rifiutare, salvo poi capire che il vero colpevole é lui solo. Così, sul dilaniato palocoscenico newyorchese, Spike Lee mette in scena una storia di peccato lungo un percorso di espiazione: un cammino irto di difficoltà, fatto di tentazioni, carico di offese e di maleparole, segnato da sentimenti difficili da afferrare. Prototipo del malavitoso "incosciente", Monty scivola verso la fine della libertà, mentre, in un lucido sottofinale, corre il racconto dell'Utopia: quello che poteva accadere ma non accadrà. Energico, incalzante, di grande dinamicità narartiva, il film conferma la capacità di Spike Lee di dichiararsi isolato ma insieme di cercare disperatamente una conciliazione con gli altri. Opera d'autore, certo in alcune parti fuori misura, eccessiva e debordante, il film, dal punto di vista pastorale, è da valutare come discutibile, problematico e adatto per dibattiti. UTILIZZAZIONE: il film può essere utilizzato in programmazione ordinaria, riservandolo ad un pubblico adulto. Da recuperare in occasioni mirate per affrontare i molti argomenti sopra accennati. Attenzione é da tenere per i minori in caso di passaggi televisivi.

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