LA DESTINAZIONE

Valutazione
Ambiguità, Discutibile, dibattiti
Tematica
Famiglia, Giustizia, Male
Genere
Drammatico
Regia
Piero Sanna
Durata
124'
Anno di uscita
2003
Nazionalità
Italia
Titolo Originale
/////
Distribuzione
Mikado Film
Musiche
Mauro Palmas
Montaggio
Piero Sanna

Orig.: Italia (2002) - Sogg. e scenegg.: Piero Sanna, Franco Fraternale, Ezio Alberione - Fotogr.(Panoramica/a colori): Emilio Della Chiesa - Mus.: Mauro Palmas - Montagg.: Piero Sanna - Dur.: 124' - Produz.: I.C. Sire in collaborazione con RAI Cinema.

Interpreti e ruoli

Roberto Magnani (Emilio), Elisabetta Balia (Giacomina), Salvatore Mele (Efisio), Toto Mele (Costantino), Sebastiano Brotzu (Cortes), Vanni Fois (brigadiere Fontana), Raffaele Ballore (maresciallo Ledda), Cristiane Grecu (sorella di Efisio), Lia Careddu (madre di Cortes), Cosimino Gungui . (carabiniere De Martis)

Soggetto

Emilio, giovane romagnolo, decide di arruolarsi nell'Arma dei Carabinieri. Dopo il periodo di formazione a Roma, Emilio viene destinato in Sardegna, in una paesino della Barbagia. Tra i suoi primi compiti da carabiniere, il giovane riceve l'ordine di condurre insieme ad altri colleghi le indagini relative all'omicidio di un pastore, ucciso sotto gli occhi del figlioletto che, nascosto in un cespuglio, ha riconosciuto l'assassino. Dopo qualche tempo, Emilio conosce Giacomina, una ragazza del paese, di cui si innamora. I due però si trovano di fronte alla diffidenza della gente del posto verso i 'continentali', peggio ancora se carabinieri. Si vedono allora di nascosto e riescono a trascorrere qualche giornata felice. Ben presto però la situazione precipita. In aula, durante il processo, la testimonianza di Efisio, il bambino che la madre aveva convinto a parlare contro l'assassino del padre, non viene ritenuta attendibile e l'uomo è scarcerato. In seguito Emilio, sorpreso in macchina con Giacomina, viene brutalmente picchiato. Quando in paese passa la processione per la Passione, Efisio a casa si impicca. Ora Emilio chiede il trasferimento. Lo ottiene e lascia la Sardegna per una nuova destinazione.

Valutazione Pastorale

Piero Sanna é nato a Benetutti in provincia di Sassari nel 1943. Arruolato nell'Arma dei Carabinieri nel 1962, é ad oggi (2003) in servizio presso il Nucleo Operativo del Comando Provinciale di Milano. Appassionato di cinema, si è diplomato nel 1975 alla Scuola Civica di cinema di Milano, e dal 1976 ha seguito il 'laboratorio' di Ermanno Olmi con cui ha collaborato in alcune occasioni. Sono notizie in questo caso indispensabili per capire come è maturato questo 'esordio' di un regista sessantenne, che è riuscito a condensare in una storia di 'fiction' le esperienze e le suggestioni personali di tanti anni. Precisa Sanna: "Lungi da una prospettiva consolatoria, trionfalistica o celebrativa, il film vuole essere un appello, rivolto in particolare ai giovani, affinché comprendano la necessità di farsi carico del bisogno di giustizia e verità che troppe volte nella storia italiana é rimasto senza risposte". All'opposto esatto del tono consolatorio, va detto invece che il film si apre a poco a poco su una realtà angosciante, ne denuncia tutti i limiti e le chiusure, e se ne allontana, lasciando la terribile sensazione che non ci sia più niente da fare. In quel contesto (forse non in tutta la Sardegna) é impossibile pensare di rompere le barriere: dominano riserbo, paura, silenzio, l'istituzione è sentita come estranea e chi non è nato sul posto a lungo andare non resiste e deve andare via. Volendo dare credito alle buone intenzioni del neoregista, si potrebbe dire che forse ha voluto mettere a fuoco troppa materia: oltre due ore di un racconto che si muove tra tragedia epica, documento etnologico, sguardo antropologico alla Olmi (appunto), restando tuttavia invischiato in una drammaturgia troppo spesso a senso unico con ripetizioni e smagliature. Fatalismo e pessimismo sembrano uscire vincitori e rappresentano i limiti di un film che, dal punto di vista pastorale, è da valutare come discutibile, caratterizzato da ambiguità e comunque adatto a dibattiti. UTILIZZAZIONE: più che per la programmazione ordinaria, il film (parlato a lungo in sardo stretto con i sottotitoli) si segnala per proiezioni mirate, per riflettere su argomenti certo non secondari, anzi molto importanti nell'Italia del terzo millennio. Attenzione per i minori in caso di passaggi televisivi.

Le altre valutazioni

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