LA DONNA LUPO

Valutazione
Inaccettabile, squallido
Tematica
Donna, Sessualità
Genere
Drammatico-erotico
Regia
Aurelio Grimaldi
Durata
71'
Anno di uscita
1999
Nazionalità
Italia
Distribuzione
Làntia Cinema & Audiovisivi
Musiche
Maria Soldatini
Montaggio
Patrizio Marone e Cesar Meneghetti

Orig.: Italia (1999) - Sogg. e scenegg.: Aurelio Grimaldi - Fotogr.(Panoramica/a colori): Massimo Intoppa - Mus.: Maria Soldatini - Montagg.: Patrizio Marone e Cesar Meneghetti - Dur.: 71' - Produz.: Arancia Cinema - VIETATO AI MINORI DI 18 ANNI.

Interpreti e ruoli

Loredana Cannata (la donna lupo), Arturo Paglia, Pascal Persiano, Francesco Di Leva, Gianluca Cuomo, Loredana Solfizi

Soggetto

Un giorno si chiama Giuliana, un altro Viviana, un altro ancora Alessandra. Con grande indifferenza cambia nomi, perché l'aspetto che veramente le interessa mantenere é quello della donna lupo. In questi panni, la ragazza riesce a lasciarsi alle spalle le angosce e le inibizioni del passato per dare seguito ai propri desideri. Eccola durante il giorno impegnata nella rispettabile attività di assistente sociale: fa interviste, indagini, analisi. Ma quando arriva la notte si trasforma e sceglie le prede che possono essere indifferentemente studenti universitari, professionisti affermati, soldati di leva. Non rivela mai il proprio nome agli uomini che cattura ai quali chiede solo un rapporto fisico. Soprattutto i più giovani rimangono disorientati, non sanno come comportarsi, cercano altri diversisvi. A Valerio capita di innamorarsi perdutamente della misteriosa ragazza e quando lei sparisce lui la cerca con insistenza. La trova, si sfoga con lei, le rinfaccia cose inesistenti. Per un momento lei sembra arrendersi. Ma, subito dopo, Valerio viene subito liquidato. E la donna lupo va verso altre vittime.

Valutazione Pastorale

Siamo di fronte al solito scenario già mille volte utilizzato e per identici fini. la liberazione della donna, la perdita della paura, delle inibizioni, la rivincita sul maschio: tutti pretesti per confezionare il consueto spettacolo di prestazioni sessuali all'insegna di un erotismo che, per invogliare, si annuncia sempre più spinto. A questo si aggiunge poi la pretesa, veramente sfacciata, di fare un film d' autore per la ricercatezza delle immagini e la forma del racconto. Che é invece di una noia senza limiti, perché la storia non esiste e si va avanti per sequenze staccate insulse e mal costruite. La regia di Grimaldi, peraltro reduce dal precedente "Il macellaio", mostra la corda di un estetismo fine a se stesso senza alcuno sbocco narrativo. Dal punto di vista pastorale, il film diventa la rappresentazione di uno squallore compiaciuto e insistito, ed é da valutare come inaccettabile. UTILIZZAZIONE: il film é da escludere sia dalla programmazione ordinaria sia da altri tipi di proposte.

Le altre valutazioni

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