LA FIGLIA DEL MIO CAPO

Valutazione
Accettabile, brillante
Tematica
Cinema nel cinema, Il comico
Genere
Grottesco
Regia
David Zucher
Durata
90'
Anno di uscita
2004
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
My boss's daughter
Distribuzione
Buena Vista International Italia
Musiche
Teddy Castellucci
Montaggio
Patric Lussier, Sam Gravin

Orig.: Stati Uniti (2003) - Sogg. e scenegg.: David Dorfman - Fotogr.(Normale/a colori): Martin McGrath - Mus.: Teddy Castellucci - Montagg.: Patric Lussier, Sam Gravin - Dur.: 90' - Produz.: Gil Netter, John Jacobs.

Interpreti e ruoli

Ashton Kutcher (Tom Stenfield), Tara Reid (Lisa Taylor), Terence Stamp (Jack Taylor), Michael Madsen (Vasquez), Kenan Thompson (Hans), Jeffrey Tambor, Carmen Electra

Soggetto

A Chicago il giovane Tom non riesce a farsi largo nella casa editrice dove lavora come ricercatore. Quando Jack Taylor, il proprietario, lo convoca nel suo ufficio, Tom é impacciato e non riesce ad esporre le proprie idee. E quando Lisa, la figlia di Jack di cui Tom é innamorato, gli chiede di andare a casa sua il sabato sera, Tom subito accetta. Ma c'é un equivoco: Lisa deve andare ad un party con il fidanzato Hans, e a Tom, in assenza anche del padre, tocca restare a sorvegliare la casa e, sopratutto, OJ, il gufo prediletto del padrone. Cominciata con una delusione, la serata prosegue con presenze non previste e va avanti in modo incontrollabile. Arrivano Audrey la segretaria licenziata da Jack, poi Red, il fratello di Lisa che spaccia droga, Vasquez il mediatore della droga; e poi Hans, e Lisa che torna a casa prima. Quando il gufo scappa, Tom esce per riprenderlo, finisce in una casa accanto e viene scambiato per un certo Albert. Intanto nell'appartamento tutto va in pezzi, Tom viene preso da Lisa per un gay, poi la bacia infine si fa trovare con altre donne. A notte fonda quando Jack torna, le stanze vengono rimesse in ordine, e i vari equivoci si svelano e si ricompongono. Tom si dichiara a Lisa, Jack lo promuove in ufficio. Gli altri assistono contenti.

Valutazione Pastorale

Insieme al fratello e al Jim Abrahams, David Zucker è autore di titoli famosi quali "L'aereo più pazzo del mondo" e "Una pallottola spuntata", ma anche di "Scary Movie 3". Rimasto solo, anche in questa occasione non rinuncia a mettere di nuovo in piedi una storiella come pretesto per disegnare situazioni assurde e disordinate. Il punto centrale della comicità di Zucker é nel non inventarsi cose inesistenti, ma anzi partire dalla realtà e da quel cinema che ne parla 'seriamente' per rovesciare ogni linea narrativa prevedibile. Ne deriva un racconto costruito sull'immediata successione di fasi di calma ad altre del tutto scombinate, con esiti spesso spiazzanti. Il tono è quello delle battute deformanti e scorrette in una sorta di continuo autosberleffo e di reiterato paradosso. Commedia grottesca dunque che prende di mira gli schemi fissi di certo cinema americano e cerca di evidenziare i vuoti di quei prodotti sterili e fatti in serie. Qualche passaggio magari non è ben risolto, qualche altro scade un po' nel grossolano ma prevalente resta il taglio incisivo e felicemente provocatorio. Dal punto di vista pastorale, il film è da valutare come accettabile, e nell'insieme brillante. UTILIZZAZIONE: il film é da utilizzare in programmazione ordinaria, e da recuperare come proposta di passatempo forse a non tutti gradito ma basato anche sul tema del cinema nel cinema. Qualche attenzione per i minori, anche in vista di passaggi televisivi e di utilizzo di VHS e DVD.

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