LA FINE E’ IL MIO INIZIO

Valutazione
Consigliabile, Semplice
Tematica
Ecologia, Famiglia - genitori figli, Malattia, Morte
Genere
Drammatico
Regia
Jo Baier
Durata
98'
Anno di uscita
2011
Nazionalità
Germania, Italia
Titolo Originale
Das Ende ist mein Anfang
Distribuzione
Fandango
Soggetto e Sceneggiatura
Folco Terzani, Ulrich Limmer tratto dal libro omonimo di Tiziano Terzani
Musiche
Ludovico Einaudi
Montaggio
Claus Wehlisch

Orig.: Germania/Italia (2010) - Sogg.: tratto dal libro omonimo di Tiziano Terzani - Scenegg.: Folco Terzani, Ulrich Limmer - Fotogr.(Scope/a colori): Judith Kaufmann - Mus.: Ludovico Einaudi - Montagg.: Claus Wehlisch - Dur.: 98' - Produz.: Ulrich Limmer in collaborazone con Beta Film e RAI Cinema.

Interpreti e ruoli

Bruno Ganz (Tiziano Terzani), Elio Germano (Folco Terzani), Erika Pluhar (Angela Terzani), Andrea Osvart (Saskia Terzani)

Soggetto

Sentendosi prossimo alla fine a causa del cancro che lo ha colpito da qualche tempo, Tiziano Terzani, viaggiatore, giornalista, scrittore chiama nella villa in Toscana dove si è ritirato con la moglie il figlio Folco, che lavora a New York. A lui racconta la storia della propria vita con l'impegno a pubblicarne un libro dopo la sua morte. Così avviene.

Valutazione Pastorale

Nato nel 1938, Tiziano Terzani è venuto a mancare nel 2004, e le sue ceneri sono sparse lungo i monti toscani. Quello che è stato ed ha rappresentato nel modo di vivere un giornalismo intenso fatto di voglia di conoscenza, incontro tra culture e dialogo sempre aperto è lezione viva e presente per tutti. I rischi insiti nella trasposizione cinematografica del suo libro erano tanti e si sono rivelati in pieno nel risultato finale. Che è quello di un cinema rimasto imbrigliato nella scelta di stare addosso al protagonista e di limitarsi a riprendere le sue parole: una sequela interminabile di riflessioni, sensazioni, ricordi, giudizi sul passato e sul presente, persone, luoghi, economia, politica, filosofia, ecologia, sempre lungo il pericoloso crinale didattico sul quale si affacciano la sentenza, la lezioncina, la morale conclusiva. La regia del tedesco Baier induce a inopportune variazioni di prospettiva: soprattutto nella parte finale, il taglio patinato sembra voler creare le premesse per una facile, dilatata commozione: l'immagine però, inutilmente edulcorata, resta vuota e toglie respiro al protagonista. Personaggio sfaccettato Terzani, il cui vagare nel mondo e nella Storia a viso aperto, non trova adeguato riscontro nei riposanti contrasti della natura toscana, idilliaci e più adatti ad una gita domenicale. Dal punto di vista pastorale, il film è da valutare come consigliabile e nell'insieme semplice.

Utilizzazione

Il film è da utilizzare in programmazione ordinaria e in seguito come occasione per avviare riflessioni sul protagonista, sulla sua vita, la sua opera.

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