LA FINE È NOTA *

Valutazione
Accettabile-riserve, Realistico
Tematica
Genere
Giallo
Regia
Cristina Comencini
Durata
97'
Anno di uscita
1993
Nazionalità
Italia
Titolo Originale
LA FINE È NOTA
Distribuzione
Artisti Associati
Soggetto e Sceneggiatura
Suso Cecchi D'Amico liberamente ispirato al romanzo omonimo di Geoffrey Holiday Hall
Musiche
Alessio Vlad, Claudio Capponi
Montaggio
Nino Baragli

Sogg.: liberamente ispirato al romanzo omonimo di Geoffrey Holiday Hall - Scenegg.: Suso Cecchi D'Amico - Fotogr.: (panoramica/a colori) Dante Spinotti - Mus.: Alessio Vlad, Claudio Capponi - Montagg.: Nino Baragli - Dur.: 97' - Coproduz.: Cineritmo Roma - Les Films Alain Sarde, Paris

Interpreti e ruoli

Fabrizio Bentivoglio (Bernardo Manni), Valérie Kaprisky (Maria), Corso Salani (Rosario Cantini), Valeria Moriconi (Elvira Delogu), Carlo Cecchi, Mariangela Melato, Massimo Wertmuller, Daria Nicolodi, Valeria Milillo, Stefano Viali

Soggetto

l'avvocato Bernardo Manni, rientrando a casa, vede precipitare un uomo dalla finestra del suo appartamento. La moglie Maria, sconvolta, gli rivela che questi si è gettato nel vuoto dopo essere entrato nell'appartamento volendo avere un colloquio con l'avvocato. Il morto è Rosario Cantini, ex terrorista da tempo evaso dal carcere: pertanto l'avvocato ritiene che sia il vero responsabile dell'assassinio del commissario Zanzotto del quale è stato invece accusato il terrorista Bosi, suo cliente. Dopo aver sollecitato la moglie a partire per la montagna in occasione delle vacanze pasquali, Bernardo si mette ad indagare rivaleggiando con il magistrato inquirente nella speranza di trovare le prove che attestino la colpevolezza di Cantini scagionando così il suo cliente. Per ricostruire il passato del terrorista Cantini l'avvocato Manni fa visita ad un ex compagno di galera di questi; poi si reca da Elvira Delogu, la zia di Rosario, che gli aveva dato ospitalità, dopo la sua evasione, in un paese della Sardegna. Qui scopre che Cantini era sposato e che probabilmente si è ucciso per il fallimento del suo matrimonio e che, pertanto, non è lui il responsabile dell'assassinio del commissario Zanzotto. Tuttavia, Manni è intenzionato a conoscere il motivo che ha spinto Cantini a recarsi a casa da lui: pertanto va alla ricerca della misteriosa moglie di Rosario che dovrebbe vivere a Parigi insieme a molti latitanti italiani. Non la trova ma scopre che la donna è una profuga jugoslava che ha sposato Cantini solo per poter restare in Italia e che lo ha abbandonato dopo il suo arresto. All'aeroporto Manni trova nell'edicola una rivista di moda simile a quella che Cantini, prima di morire, aveva gettato con ira nel fuoco a casa della zia. Sfogliando la rivista vede le fotografie della propria consorte Maria nella loro bella casa: desume, pertanto, che lei è la moglie di Cantini. Giunto a casa trova Maria rientrata dalle vacanze e ottiene la sua confessione: Rosario era andato da lei per parlarle e lei, temendo il peggio, l'aveva ucciso. Mentre Bernardo è colpito da infarto, la moglie Maria viene arrestata dal magistrato inquirente che aveva, nel frattempo, subodorato la colpevolezza di Maria.

Valutazione Pastorale

un giallo non privo di difetti in cui si comprende subito e chiaramente che Maria, così affezionata a Bernardo, nasconde qualcosa, probabilmente una vita nascosta. Qui emerge l'intento della regista di affiancare la sconfitta di una donna profuga, in cerca di un riscatto sociale, alla sconfitta dei terroristi. La conclusione incongrua, la freddezza dei personaggi e l'assenza di ritmo nella narrazione sono manchevolezze che l'atmosfera cupa del racconto accentua visibilmente. Alcune situazioni realistiche motivano le riserve.

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