LA LEGGENDA DEL RE PESCATORE **

Valutazione
Accettabile-riserve, Complesso, Dibattiti
Tematica
Amicizia, Male, Metafore del nostro tempo
Genere
Apologo
Regia
Terry Gilliam
Durata
135'
Anno di uscita
1991
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
THE FISHER KING
Distribuzione
Columbia Tri Star Films
Soggetto e Sceneggiatura
Richard La Gravenese tratto dal romanzo di Richard La Gravenese
Musiche
George Fenton

Sogg.: tratto dal romanzo di Richard La Gravenese - Scenegg.: Richard La Gravenese - Fotogr.: (panoramica/a colori) Roger Pratt - Mus.: George Fenton - Mont.: Lesley Walker - Dur.: 135' - Produz.: Debra Will, Lynda Dest

Interpreti e ruoli

Robin Williams (Parry), Jeff Bridges (Jack Lucas), Amanda Plummer (Lydia), Mercedes Ruehl (Anne Napolitano), Lisa Blades, Christian Clemenson, Michael Jeter, David Pierce, Harry Shearer, Melinda Culea

Soggetto

a New York, Jack Lucas, esagitato conduttore di una rubrica radiofonica, tratta le persone che si rivolgono a lui con fredda disinvoltura e con finta partecipazione umana tipiche del mondo dei media. Un suo commento negativo circa la clientela "yuppie" che frequenta un ristorante alla moda scatena la follia di un suo ascoltatore, uno psicopatico, che imbracciando un fucile fa una strage nel locale. Perso il posto per il conseguente contraccolpo psicologico e d'immagine, Jack ora convive con Anne Napolitano, proprietaria di un video shop, ed è ossessionato dal senso di colpa. Trasandato e ubriaco si aggira per le strade finché due teppisti tentano di dargli fuoco. Ma lo salva Parry, un ex professore di storia medievale che ha trasformato nella sua follia New York in un luogo incantato con gnomi, cavalieri e principesse. Egli è convinto che in un palazzetto del centro, la copia hollywoodiana di un maniero medievale, sia custodito il Santo Graal, che è in realtà una coppa sportiva vinta dal proprietario, il magnate Lennock Charmichael, in un lontano giorno di Natale. Parry vede in Jack l'eletto, colui che potrà finalmente conquistare la coppa e sconfiggere il Cavaliere Rosso, simbolo del male, che lo terrorizza periodicamente e gli impedisce l'accesso al castello. Jack scopre con angoscia che Parry ha perso la moglie nella tragica sparatoria da lui involontariamente provocata, ed è stato un anno senza parlare. Si sente quindi in dovere di fare qualcosa per Parry che è invaghito, nel più duro stile trovadorico, di una scialba impiegata, Lydia, spiandone da lontano le mosse con trepida adorazione. Con l'aiuto di Anne, Lucas combina un incontro ed una cena tra i due, che, dopo l'iniziale impaccio si intendono a meraviglia. Ma il ricordo della moglie trucidata precipita Parry in una crisi gravissima: per sfuggire all'immaginario Cavaliere Rosso che lo bracca incappa in due teppisti che lo pestano a morte. Finisce per essere ricoverato nello stesso istituto che ebbe cura di lui dopo la prima tragedia, dove giace in coma. Jack finisce per disinteressarsi di lui e torna all'antico lavoro, dopo aver lasciato Anne, che è invece sinceramente innamorata ed ha sopportato con pazienza le sue continue crisi. Ma un giorno mentre discute di un film sui senza tetto con un produttore è come folgorato dal ricordo di Parry. Va a trovarlo, e vede che Lydia ha continuato ad essergli vicino. Finalmente qualcosa si smuove in lui a livello profondo: promette all'immobile Parry che ruberà il Graal agognato, anche se la considera una pazzia, lo farà solo per lui. Jack scala le mura del palazzo, penetra nella biblioteca, ruba la coppa e si accorge che Carmichael siede come fulminato sulla poltrona. Fuggendo attiva l'allarme, e questo salverà la vita all'uomo che aveva invece tentato il suicidio con i sonniferi. Mettendo tra le mani dell'amico in coma la coppa, Jack si assopisce. Improvvisamente Parry si risveglia, e quando Lydia giunge per la consueta visita ha la gioia di abbracciarlo, guarito e pronto ad iniziare una nuova esistenza, mentre Jack tornerà da Anne che ha continuato ad amarlo.

Valutazione Pastorale

fiaba moderna sul degrado spirituale e materiale della moderna metropoli e parabola sui valori perenni dell'amore e dell'amicizia, il film, ben diretto ed ottimamente interpretato, si avvale sagacemente della scenografia naturale di New York, grottesca nel finto palazzotto medievale, idillica con il prato, le piante e le rocce di Central Park, allucinata e malsana nei miserabili ghetti ove trovano rifugio insicuro i diseredati ed i reietti della gigantesca ed ammalata metropoli. Jack rappresenta tutti coloro che non credono nei valori; vivono una vita fittizia, fatta di falsi sentimenti e di false gioie; incapace di dare; convinto di essere il centro del mondo, non si accorge che senza "gli altri" tutto ciò che può fare non vale nulla, anzi, la sua "sufficienza" nel giudicarli può scatenare una tragedia. Non serve un rimorso sterile che si traduce nel degrado personale, nel ritorcersi su se stesso a commiserarsi, in una sorta di autoincensazione capovolta. Per "guarire", dovrà farsi "altro", dovrà per una notte calarsi nei panni dell'amico, vivere i misteriosi ritmi della sua visionaria follia per ritrovare, attraverso il dono personale elargito senza speranza di compenso, quella sintonia con il mondo circostante la cui perdita costituisce oggi il male più diffuso e difficile da esorcizzare della nostra epoca. Parry è colui che il dolore ha reso folle e puro come Parsifal, e che brandelli dell'antica attività di docente di storia medievale aiutano a disegnare, nella grigia e frenetica megalopoli che lo avvolge, come Don Chisciotte nella Spagna di Cervantes, una mappa incantata dove tutto ha un sapore speciale: ma dove soprattutto il bene ed il male mostrano, senza ambiguità, i loro contorni di luce e d'ombra, e dove una scialba donna sgraziata, impacciata e miope diviene la "jolie dame" cui offrire, con la spontaneità di un adolescente incorrotto, una delle più belle dichiarazioni d'amore. È il rapporto dialettico tra i due protagonisti, con il fondamentale contrappunto delle due figure femminili, a creare le condizioni perché la magica coppa dell'amicizia e del perdono venga ritrovata e possa risanare il "Re ammalato", e restituirgli intatta la lancia (la forza e la volontà di vivere e di amare) che si era spezzata.

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