LA MACHINE – UN CORPO IN PRESTITO

Valutazione
Inaccettabile, Farneticante
Tematica
Genere
Fantastico
Regia
François Dupeyron
Durata
92'
Anno di uscita
1995
Nazionalità
Francia
Titolo Originale
LA MACHINE
Distribuzione
I.I.F.
Soggetto e Sceneggiatura
François Dupeyron ispirato al romanzo "La machine" di Rene Belletto
Musiche
Michel Portal
Montaggio
Noelle Boisson

Sogg.: ispirato al romanzo "La machine" di Rene Belletto - Scenegg.: François Dupeyron - Fotogr.: (panoramica/a colori) Dietrich Lohmann - Mus.: Michel Portal - Montagg.: Noelle Boisson - Dur.: 92' - Coproduz.: Hachette Premiere et Cie, DD Production, Prima M6 Film, France 2 Cinema, Paris - Studio Babelsberg, Berlin - Vietato ai minori degli anni quattordici

Interpreti e ruoli

Gerard Depardieu (Marc Lacroix), Nathalie Baye (Marie), Didier Bourdon (Michel Zyto), Natalia Woerner (Marianne), Erwan Baynaud, Marc Andreoni, Alain Azerot, Wilfred Benaiche, Christian Bujeau, Julie Depardieu, Patty Hannock, Pascal Ternisien, Aude Thirion

Soggetto

lo psichiatra Marc Lacroix è in crisi con la moglie Marie, che tradisce con un'amica di costei, Marianne. Il figlioletto Léonard soffre naturalmente della situazione di tensione tra i genitori. Marc è inoltre morbosamente attirato dalla personalità schizoide di un paziente appena arrivato nel suo istituto, il killer Michel Zyto, che ha ucciso a coltellate diverse donne. Affascinato dalla complessità della psiche di un "mostro", ed avendo costruito una “macchina” che consente di penetrare nella psiche altrui, convince l'uomo a sottoporsi all'esperimento, che però travalica i confini previsti. La “macchina” scambia alla pari le due personalità. Zyto e Lacroix, tornando in città sul fuoristrada del medico hanno un incidente, e Michel procura a Marc una commozione cerebrale, facendolo ricoverare nell'istituto. Il killer ha ovviamente comprensibili difficoltà a recitare la parte del padre, del marito (essendo tra l'altro sessuofobo) e del medico, e le sue angosce crescono quando lo psichiatra ripresosi dalla commozione cerebrale, lo informa che ha un tumore all'orecchio che lo ucciderà. Ciò non gli impedisce però di copulare con la consorte dell'altro, e di fare, sia pure maldestramente, da padre a Léonard. Invano lo psichiatra tenta di avvisare la moglie del pericolo presentandosi all'amante Marianne nel nuovo corpo, e dandole le prove di essere Marc. La donna, che era al corrente della “macchina”, gli crede e avvicina Marie in un supermarket per avvisarla del pericolo, ma costei non le crede e la sbugiarda davanti al "finto marito", che naturalmente va ad ucciderla. Quindi sequestra lo psichiatra e lo chiude in cantina, per poi prendere Léonard, e scambiare alla “macchina” il cervello col ragazzo, che in un raptus uccide la madre. Dopodiché lo psichiatra uccide il pericoloso killer e rinchiuso come paziente nel suo istituto, dubita che il figlio si sia veramenrte liberato del tutto dalla nefasta personalità del criminale.

Valutazione Pastorale

concepire una trama farneticante come questa, diretta dal regista François Dupeyron e interpretata da un sempre più debordante e stralunato Gerard Depardieu, sembra amaro segno dei tempi odierni. I temi che emergono sono talmente aberranti che suscitano oltre al sogghigno un senso di istintivo disgusto. Innanzitutto ipotizzare che una personalità, anche prescindendo da un senso di trascendenza, possa trasferirsi come una scheda di computer da un corpo all'altro, oltre ad essere al di là di qualsiasi possibilità fisiologica e scientifica, costituisce ipotesi aberrante. La morbosità malsana dei rapporti tra il criminale con la moglie dello psichiatra; il ragazzo strumentalizzato per uccidere la madre; la relazione adulterina del medico con l'amica della moglie rendono inaccettabile il film.

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