LA MASCHERA DI FERRO

Valutazione
Accettabile-riserve, Brillante***
Tematica
Letteratura, Storia
Genere
Avventuroso
Regia
Randall Wallace
Durata
128'
Anno di uscita
1998
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
THE MAN IN THE IRON MASK
Distribuzione
U.I.P.
Soggetto e Sceneggiatura
Randall Wallace Ispirato al romanzo di Alexander Dumas
Musiche
Nick Glennie
Montaggio
William Hoy

Sogg.: Ispirato al romanzo di Alexander Dumas - Scenegg.: Randall Wallace - Fotogr.: (Normale/a colori) Peter Suschitzky - Mus.: Nick Glennie-Smith - Montagg.: William Hoy - Dur.: 128' - Produz.: Randall Wallace, Russel Smith

Interpreti e ruoli

Jeremy Irons (Aramis), John Malkovich (Athos), Gerard Depar- dieu (Porthos), Gabriel Byrne (D'Artagnan), Leonardo Di Caprio (re Luigi XIV/ Filippo), Anne Parillaud (regina Anna), Judith Godreche (Christine), Peter Sarsgaard, Edward Atterton, Hugh Laurie, David Lowe, Brigitte Bou- cher, Matthew Jocelyn, Karine Belly, Brigitte Auber.

Soggetto

Athos conduce una tranquilla esistenza con il figlio Raoul. Porthos, appesantito, fa vita godereccia. Aramis ha seguito la sua fede ed è diventato sacerdote. Solo D'Artagnan è ancora al servizio del Re come Capitano dei moschettieri. Siamo nel 1662 e sul trono di Francia siede il crudele e arrogante Luigi XIV, che sta riducendo il Paese alla fame. Intanto, da quasi dieci anni, un misterioso individuo vive segregato nella Bastiglia, col viso coperto da una maschera di ferro. I quattro Moschettieri, decisi a salvare la Nazione, tornano insieme e si propongono di liberare il prigioniero e riportare sul trono una persona degna. Luigi XIV teme il potere dei Gesuiti e ordina ad Aramis di eliminarne il generale, che, in incognito, è Aramis stesso. L'operazione che i Moschettieri vogliono condurre si muove così tra pericoli e rischi, finché il prigioniero, che è il gemello del Re tenuto nascosto, viene liberato e messo sul trono. L'inesperienza però lo tradisce, viene scoperto, torna in carcere, di nuovo i quattro si uniscono per salvarlo e nello scontro decisivo con le guardie del Re, D'Artagnan muore accoltellato da Luigi, che poi era suo figlio avuto segretamente dalla regina madre di cui è sempre stato innamorato. Filippo sale sul trono, e, sulla tomba di D'Artagnan i tre rimasti giurano di nuovo fedeltà.

Valutazione Pastorale

Alla base del soggetto c'è, ancora una volta, il famoso romanzo ottocentesco di Alexandre Dumas e le vicende dei quattro moschettieri, con il contorno di Luigi XIV, di Filippo e dei vari intrighi di corte, rappresentano uno degli spunti maggiormente utilizzati in questi cento anni di cinema (con versioni nel cinema muto, e poi tante altre nei vari decenni successivi). Questo adattamento anni Novanta tiene benissimo testa ad altri illustri predecessori, ed anzi si pone come uno dei più fervidi e vivaci, benissimo realizzato nell'ambientazione, nei costumi, nella musica, interpretato da quattro grandi attori ma soprattutto diretto con vigore, senso del ritmo e del racconto. Fatti e personaggi storici da un lato, finzione dall'altro si amalgamano senza stridore e le immagini conservano quel senso di epica che è il risultato di realtà e fantasia. Qualche leggerezza nel disegno della figura di Aramis e qualche sequenza fuori misura fa segnalare delle riserve ma, nel complesso, dal punto di vista pastorale, il film ha toni brillanti e connotazioni positive. Utilizzazione: il film è da utilizzare in programmazione ordinaria, con attenzione per i minori. Da proporre per confronti e riflessioni con altri titoli sullo stesso argomento realizzati negli anni passati.

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