LA MIA ADORABILE NEMICA

Valutazione
Accettabile, realistico
Tematica
Adolescenza, Donna, Famiglia - genitori figli, Lavoro
Genere
Commedia
Regia
Wayne Wang
Durata
114'
Anno di uscita
2000
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
Anywhere but here
Distribuzione
20th Century Fox Italia
Soggetto e Sceneggiatura
Alvin Sargent basato sul romanzo "Anywhere but here" di Mona Simpson
Musiche
Danny Elfman
Montaggio
Nicholas C.Smith

Orig.: Stati Uniti (1999) - Sogg.: basato sul romanzo "Anywhere but here" di Mona Simpson - Scenegg.: Alvin Sargent - Fotogr.(Scope/a colori): Roger Deakins - Mus.: Danny Elfman - Montagg.: Nicholas C.Smith - Dur.: 114' - Produz.: Laurence Mark.

Interpreti e ruoli

Susan Sarandon (Adele August), Natalie Portman (Ann August), Eileen Ryan (Lilian), Bonnie Bedelia (Carol), Shawn Hatosy (Benny), Hart Bochner (Josh Spritzer), Ray Baker (Ted), John Diehl (Jimmy), Caroline Aaron (Gail Letterfine), Faran Tahir (Hisham)

Soggetto

Estate 1995. A bordo di una Mercedes vecchio modello ci sono Adele August e sua figlia Ann, quattordici anni. Controvoglia, Ann sta seguendo la madre che, non sopportando più la monotona vita di provincia a Bay City nel Wisconsin, ha deciso di trasferirsi in California a Beverly Hills, dove vuole cominciare una nuova esistenza. Ann è furiosa per aver dovuto lasciare amici, parenti e tante piacevoli abitudini per qualcosa di assolutamente incerto. Scartati hotel di lusso, le due donne prendono alloggio in un anonimo motel. Adele trova lavoro in una scuola come logopedista, Ann comincia ad andare a scuola, ma le difficoltà crescono ogni giorno e aumenta anche la tensione tra madre e figlia. Nei due anni successivi, si verificano molti cambiamenti di casa,e Adele conosce il dott. Spitzer, un odontoiatra, con cui esce qualche sera. Tristi notizie provenienti da Bay City le riconducono a casa, ma qui Adele litiga con i parenti, e decide di ripartire subito. Tornate in California, Adele, che non ha più un lavoro fisso, iscrive la figlia ad un provino di attrice. Va ad assistere e vede con stupore Ann che fa un imitazione in ridicolo dei suoi atteggiamenti materni. In cerca di conforto, Ann telefona al padre che vive a Reno, ma lui si mostra indifferente. Adele trova lavoro in una casa per anziani; Ann, che ha 17 anni, riceve la lettera di ammissione al college ma la madre dice che ci vogliono troppi soldi. Ann allora grida che comunque comincerà a vivere da sola. Di nascosto Adele vende la sua amatissima Mercedes, con quei soldi Ann può partire pe il college a Rhode Island. Adele la accompagna all'aeroporto.

Valutazione Pastorale

All'origine c'é il romanzo scritto da Mona Simpson, autrice pluripremiata e di grande successo in America. Susan Sarandon rivela scherzando di aver accettato di interpretare Adele perché: "Ho una figlia che stava per compiere 14 anni e volevo allenarmi sullo schermo ad essere la madre di una figlia adolescente prima che la situazione degenerasse. Adele in fondo fa delle cose sbagliate per delle ragioni giuste". Queste brevi frasi sono utili, perché racchiudono la sostanza del film. Che è quella di mettere al centro il sogno americano della fuga dal paesino, di una vita vivace e brillante, dell'affermazione individuale e di dovere confrontare tutto questo con il ruolo di madre, con una figlia che cresce, con i problemi pratici di ogni giorno. Così Adele é ottimista ad ogni costo, vive di fantasie ed utopie e finisce per essere egoista; Ann deve per forza essere concreta e badare all'essenziale. Scambio di ruoli,dunque,con tutto ciò che segue: ripicche, rivalità, gelosie, ma alla fine l'affetto prevale. La commedia tende al melodramma e in qualche passaggio é prevedibile e un po' ripetitiva. I due personaggi centrali però convincono, perché mantengono viva una giusta dose di realismo, di aderenza al vero, a problemi seri che riguardano molti da vicino. In questa prospettiva del rapporto madre-figlia anni Novanta, il film, dal punto di vista pastorale, é da ritenere dignitoso, sincero, interessante, da valutare come accettabile e sostanzialmente realistico. UTILIZZAZIONE: il film é da utilizzare in programmazione ordinaria, e da proporre appunto come possibile invito alla riflessione sui rapporti madre/figlia adolescente nel panorama degli anni Novanta.

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