LA NOBILDONNA E IL DUCA

Valutazione
Complesso, Raccomandabile, dibattiti**
Tematica
Donna, Politica-Società, Potere, Storia
Genere
Storico
Regia
Eric Rohmer
Durata
125'
Anno di uscita
2001
Nazionalità
Francia
Titolo Originale
L'Anglaise e le Duc
Distribuzione
Bim Distribuzione
Soggetto e Sceneggiatura
Eric Rohmer tratto dal libro di memorie di Grace Elliott "Journal of my life during the French Revolution"
Musiche
brani composti e arrangiati da musicisti negli anni della rivoluzione francese
Montaggio
Mary Stephen

Orig.: Francia (2000) - Sogg.: tratto dal libro di memorie di Grace Elliott "Journal of my life during the French Revolution" - Scenegg.: Eric Rohmer - Fotogr.(Panoramica/a colori): Diane Baratier - Mus.: brani composti e arrangiati da musicisti negli anni della rivoluzione francese - Montagg.: Mary Stephen - Dur.: 125' - Produz.: Francoise Etchegaray.

Interpreti e ruoli

Lucy Russell (Grace Elliott), Jean-Claude Dreyfus (il duca d'Orleans), Francois Marthouret (Dumourier), Léonard Cobiant (Champcenetz), Carolin Morin (Nanon), Alain Libolt (duca di Biron), Héléna Dubiel (madame Meyler), Francois Marie Banier . (Robespierre)

Soggetto

Nobildonna di antica famiglia scozzese, lady Grace Elliott é a Parigi negli anni bui della rivoluzione. Arrivata in Francia nel 1786 come amante del principe Filippo, duca d'Orleans, all'inizio delle sommosse Grace ha ormai chiuso questa relazione ma, nonostante divergenti opinioni politiche, i due sono rimasti legati da amicizia. Nell'agosto 1792, il giorno dell'assalto alle Tuileries da parte del popolo, Grace riesce a lasciare la città e a raggiungere la casa di campagna a Meudon. Nel settembre, ditero insistenza di un'amica, Grace torna a Parigi per aiutare un fuggitivo. Si tratta di Champcenetz, governatore proprio delle Tuileries. Questi é acerrimo nemico del duca d'Orleans, Grace stessa non lo stima, eppure insiste nel nasconderlo a casa sua, anche a rischio della vita. Nel gennaio 1793 Grace non riesce ad impedire che il duca d'Orleans voti a favore della morte del ReLo scontro tra i die sembra consumato. Una riconciliazione arriva solo nel mese seguente, quando Filippo cerca invano di procurare un passaporto di uscita per Grace. Nell'aprile 1793, in seguito al tradimento del generale Dumouriez, la famiglia d'Orleans viene bandita. Ricevuta a casa la visita della guardia nazionale, Grace viene arrestata. La sua permanenza in prigione dura poco, fin quando una lettera e un intervento di Robespierre arrivano a scagionarla. Le teste continuano a cadere, ma lei sopravvive.

Valutazione Pastorale

Il personaggio principale è, come si sa, autentico. Nata in Inghilterra intorno al 1760 e morta nel 1823, Grace Elliott ha scritto un libro di memorie dal titolo "Journal of my life during the French revolution". Dice Rohmer di aver scoperto per caso una decina d'anni prima in una rivista di storia un riassunto di queste memorie e di esserne rimasto colpito, soprattutto in ordine alla possibilità di ripercorrere luoghi di Parigi in forte contrasto tra loro, alcuni tranquilli altri in pieno caos rivoluzionario. Aggiunge: "Dovevo riuscire a trovare un mezzo adatto per rappresenrare Parigi...Qui io mostro la Rivoluzione come la vedevano quelli che l'hanno vissuta. E cerco di rendere i personaggi più vicini alla realtà pittorica. Il film comincia con dei quadri, e mi piace pensare che lo spettaore ignaro immagini che si tratti di documenti d'epoca...". Passati gli 80 anni, Rohmer, grande vecchio, non smette di stupire per la sua capacità di reinventare un cinema ogni volta plasmato sulla capacità di comporre ritratti forti tra ricerca di umanità e voglia di comprendere. Il passato dunque è il tempo del romanzo, le immagini oleografiche di una Parigi testimone non silenzioso dei fatti in corso; il presente è il tempo del cinema, che ricrea lontani avvenimenti ed è in grado di portarci là in mezzo, di renderli vivi e palpitanti. E di poterne ribaltare la prospettiva. Accusato di revisionismo storico per aver dato risalto alla brutalità dei rivoluzionari, Rohmer non pensa a difendersi. In effetti non c'è visione di parte. Mettendo in scena la teatralità assassina della plebe che gestisce la rivoluzione, Rohmer compone un film di saggezza e di bella presa emotiva, un racconto/resoconto storicamente attendibile e corretto anche sotto il profilo ecclesiale. Denunciare l'assenza di pietà non può essere ritenuta una colpa. Film di molta sostanza dunque, che, dal punto di vista pastorale, è da valutare come raccomandabile, certamente complesso perchè di non facilissimo approccio e molto adatto a dibattiti. UTILIZZAZIONE: il film può essere utilizzato in programmazione ordinaria. Da recuperare in molte occasioni successive, nell'ambito generale dei rapporti cinema/storia, con tanti, possibili sottotemi. Anche in funzione didattica, con la presenza di supporti e opportune presentazioni.

Le altre valutazioni

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