LA PERFEZIONISTA

Valutazione
Inconsistente, superficiale
Tematica
Eutanasia
Genere
Drammatico
Regia
Cesare Lanza
Durata
101'
Anno di uscita
2008
Nazionalità
Italia
Distribuzione
Moviemax
Soggetto e Sceneggiatura
Cesare Lanza, Giuliano Caputi Cesare Lanza
Musiche
Stefano Caprioli
Montaggio
Andrea Spinella

Orig.: Italia (2007) - Sogg.: Cesare Lanza - Scenegg.: Cesare Lanza, Giuliano Caputi - Fotogr.(Panoramica/a colori): Fabrizio Bracci - Mus.: Stefano Caprioli - Montagg.: Andrea Spinella - Dur.: 101' - Produz.: Luce 2007 srl.

Interpreti e ruoli

Aurora Mascheretti (Giselda), Rinaldo Rocco (Angelo), Luigi Grilli (avvocato), Stefania Spugnini (dottoressa), Federico Pacifici (regista porno), Alessandra Ventimiglia (Roberta), Roberta Costantini (infermiera), Amina Syed (commessa), Italo Florio (professore), Sergio Rubino (libraio), Giada Di Miceli (ragazza di Anagni), Emanuela Tittocchia (donna snob alla festa), Francesca D'Auria (invitata alla festa), Dennis Bicacku (barista), Irina e Tatiana Sourmatch . (gemelle della rissa)

Soggetto

Giselda lavora in un studio legale, segretaria prediletta dell'avvocato. Giselda vive con Angelo, un musicista dal carattere silenzioso e riservato conosciuto da un fioraio. Un giorno Angelo, che da tempo aveva sintomi di affaticamento, scopre di avere un tumore al cervello e deve essere operato. Purtroppo l'operazione non ha l'esito sperato. Giselda, non sopportando che il suo innamorato si spenga nella sofferenza, accoglie la richiesta di lui e lo aiuta a morire. A questo punto la vita della ragazza è a tal punto sconvolta da indurla al suicidio.

Valutazione Pastorale

All'interno di un raccontino fin troppo gracile, ripetitivo e approssimativo, spuntano temi grossi come l'eutanasia e il suicidio. La storia è percorsa da arie di pessimismo esistenziale tanto diffuso quanto immotivato: monologhi improvvisi sull'impossibilità di vivere l'amore autentico; sull'inutilità della coppia; sul nervosismo che causa in una donna il sentirsi chiamare mamma. Un certo tono didascalico e saccente prosegue anche nella incongrua sfuriata della dottoressa contraria alle convivenze, all'aborto e altro. La misura dei dialoghi non è quasi mai azzeccata, e qualunque freccia arriva spuntata e priva di mordente. Ne deriva un prodotto veramente modesto, che non merita attenzione più di tanto, anche se impone di ribadire la contrarietà all'eutanasia e al suicidio. Dal punto di vista pastorale, il film é da valutare come inconsistente, e del tutto superficiale.

Utilizzazione

Può essere trascurata, sia in programmazione ordinaria che in altre occasioni, per i motivi sopra indicati. Attenzione é da tenere per i più piccoli in vista di passaggi televisivi o di uso di VHS e DVD.

Le altre valutazioni

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