LA POLVERIERA

Valutazione
crudezze, Discutibile, dibattiti
Tematica
Conflitti etnici, Guerra, Libertà, Male, Potere, Rapporto tra culture
Genere
Drammatico
Regia
Goran Paskaljevic
Durata
Anno di uscita
1999
Nazionalità
Croazia, Serbia
Titolo Originale
Bure Baruta
Distribuzione
Medusa Film

Orig. : Serbia/ Croazia (1998) - Sogg. : tratto dall' opera teatrale "Bure Baruta" di Dejan Dukovski - Scenegg. : Dejan Dukovski, Goran Paskaljevic con la collaborazione di Filip David e Zoran Andric - Fotogr. (Panoramica/ a colori) : Milan Spasic - Mus. : Zoran Simjanovic - Montagg. : Petar Putnikovic - Dur. : 100' - Produz. : MACT (Francia), Tickets Productions (Francia), Stefi S.A. (Grecia), Gradski Kina (Macedonia), Mine Films (Turchia), Vans (Yugoslavia).

Interpreti e ruoli

Nicola Ristanovski (Boris), Nebojsa Glogovac ( l'artista esoterico del cabaret), Miki Manojlovic (il tassista che fuma troppo), Marko Urosevic (Mané), Bogdan Diklic ( l'uomo che torna al paese), Dragan Nikolic (Alex), Mira Banjac ( il giovane automobilista da strapazzo), Danil Bata Stojkovic (Jean), Velimir Bata Zivojinovic ( l'autista del maggiolino), Nebojsa Milovanovic (il pugile amico di Jean), Aleksandar Bercek (la madre della famiglia serbo-bosniaca), Lazar Ristovski (Viktor), Vojislav Brajovic ( il padre di Alex), Ana Sofrenovic (il padre della famiglia serbo-bosniaca), Mirjana Jokovic ( autista dell'autobus), Ivan Bekjarev (il figlio della famiglia serbo-bosniaca), Milena Dravic (Dimitri), Sergej Trifunovic ( l'ex poliziotto invalido), Ljuba Taudic (il pugile che prende il treno), Toni Mihajlovski (Topi), Mirjana Karanovic, Dragan Jovanovic.

Soggetto

A Belgrado, oggi, durante la notte. Nebojsa, un tassista che fuma troppo, accompagna Mané, un uomo che ritorna dopo un lungo periodo passato all' estero ma non ha una meta precisa. Alex, giovane automobilista, guidando a velocità elevata, urta la macchina di Jean e poi, all'arrivo della polizia, scappa. Ma Jean lo raggiunge a casa e qui comincia ad alzare la voce, a rompere oggetti, a minacciare i genitori. In una palestra, due pugili si scambiano confidenze sui rapporti avuti con la moglie dell 'altro. Sembrano scherzarci sopra ma finisce che uno uccide l'altro. Dimitri, un ex poliziotto ormai invalido, al tavolo di un bar viene avvicinato dal tassista che, in un crescendo di accuse reciproche, gli rivela che é stato lui a farlo arrestare e a rovinargli la carriera. Su un autobus fermo al capolinea mentre il conducente sta bevendo un caffé, un giovane spazientito decide che é il momento di reagire, prende di mira i passeggeri, in particolare la giovane Ana, poi si mette alla guida e parte. Dietro una curva la corsa si infrange contro un palo. Intanto Mané, dopo essere stato in chiesa ad accendere un cero per i propri morti, va da Natalia, la sua ex fidanzata, nel tentativo di tornare con lei. Ma Natalia, troppe volte ingannata, non ne vuole sapere. Kosta, l'uomo con cui vive ora, sembra tenersi in disparte ma, quando capisce che Mané può avere qualche successo, lo colpisce a morte con un remo. Ana, scesa dall'autobus, racconta tutto al fidanzato George, che non ci crede e si arrabbia. Mentre camminano, vengono presi in ostaggio dalla banda di Topi, spietato trafficante clandestino. Il giovane che aveva preso l'autobus in ostaggio muore incidentalmente all'arrivo del conducente. Mentre Topi violenta Ana, George strappa la pistola al ragazzino della banda e uccide Topi. Il giovane scappa, arriva in un parcheggio dove altri stanno rubando benzina. Al trambusto, questi fuggono, il giovane li segue, il tassista pensa che sia il ladro e dà l'allarme. Gli abitanti del condominio scendono in strada e cominciano ad inseguirlo. Arrivato ad un cancellata,il giovane vi sale e diventa il bersaglio degli inseguitori. Dietro, il tassista si accende una sigaretta, getta il cerino in terra, la benzina caduta prende fuoco,esplodono le macchine e, di seguito, tutti palazzi vicini.

Valutazione Pastorale

All'origine del film c'é un testo teatrale scritto da Dejean Dukovski, giovane autore macedone. Il regista, Goran Paskaljevic, é nato a Belgrado nel 1947 e da cinque anni vive a Parigi. "Ho letto la piece di Dejean -dice Paskaljevic- e mi ha colpito la sua forza. Sentivo il bisogno di affrontare un discorso sulla follia balcanica, sulla mia terra, sullo stato d'animo di gente tagliata fuori dal mondo, prigioniera del regime totalitario e dell'embargo. In queste condizioni chiunque può trasformarsi in una polveriera. E così é nato questo film, girato a Belgrado tra marzo e maggio 1998, per raccontare, in un sola notte simbolica, il labirinto in cui si é chiuso il mio Paese: un tunnel senza fine, senza speranza di luce". Il film diventa così tragicamente profetico: dalle parole dei personaggi, dall'espressione tesa, cattiva, ostile dei loro volti, dalla loro rinuncia a qualunque tentativo di conciliazione sono nate le premesse che hanno portato alla nuova, attuale guerra che si combatte nella tormentata ex-Jugoslavia. Nel buio di una notte uomini e donne, giovani e anziani si incontrano e si scontrano, prigionieri tutti di una rabbia, di un disagio, di una carica vendicativa pronte ad esplodere alla più piccola occasione. Una violenza fredda, lucida, ferina si insinua nei rapporti tra queste persone, come una follia nata dall'incapacità di capire il presente e dalla impossibilità di progettare il futuro. E' una violenza che sembra non dovere più chiedere giustificazioni, se non quella di far arrivare un senso di disagio difronte alla compattezza del male dilagante. E tuttavia il film certamente non si compiace di questo scenario cupo. Dal baratro della follia, dal sacrificio degli inconsapevoli possono e devono nascere un dolore e una pietà in grado di far accendere una luce alla fine della notte. Dal punto di vista pastorale, sottolineate le molte crudezze che le immagini trasmettono quasi 'a fior di pelle', il film é da valutare come discutibile, per la sua autenticità di fondo, che aiuta a capire molte cose su quello che sta succedendo nella 'polveriera' dei Balcani. UTILIZZAZIONE: in programmazione ordinaria, il film é da utilizzare con attenzione, e comunque con esclusione dei minori. Più giusta e opportuna é la collocazione in occasioni mirate, come testimonianza utile per dibattere su argomenti d' attualità che coinvolgono da vicino l'Italia.

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