LA PROSSIMA VITTIMA * * *

Valutazione
Ambiguità, Discutibile, Dibattiti
Tematica
Genere
Drammatico
Regia
John Schlesinger
Durata
97'
Anno di uscita
1996
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
EYE FOR AN EYE
Distribuzione
U.I.P.
Soggetto e Sceneggiatura
Amanda Silver, Rick Jaffa tratto dal romanzo omonimo di Erika Holzer
Musiche
James Newton Howard
Montaggio
Peter Honess

Sogg.: tratto dal romanzo omonimo di Erika Holzer - Scenegg.: Amanda Silver, Rick Jaffa - Fotogr.: (normale/a colori) Amir Mokri - Mus.: James Newton Howard - Montagg.: Peter Honess - Dur.: 97' - Produz.: Michael I. Levy

Interpreti e ruoli

Sally Field (Karen Mc Cann), Ed Harris (Mack Mc Cann), Kie-fer Sutherland (Robert Doob), Joe Mantegna (Joe Denillo), Alexandra Kyle (Megan Mc Cann), Beverly D'Angelo, Charlayne Woodard

Soggetto

Karen Mc Cann vive in un tranquillo rione di Los Angeles, in una villetta confortevole, col marito Mack e le due figlie (Julie di diciassette anni e Megan di cinque), una vita serena di moglie, madre e lavoratrice in un cen-tro televisivo. Julie, il giorno del quinto compleanno di Megan, rientrata a casa in anticipo dal liceo per i preparativi della festa della sorellina, viene aggredita, violentata e accoltellata selvaggiamente da uno sconosciuto. Subi-to sulle tracce dell'assassino, il detective Joe Denillo lo individua in Robert Doob, un noto criminale, scarcerato da appena qualche giorno. Tutte le prove sono inequivocabilmente contro Doob, ma a motivo di cavilli giuridici viene rimesso in libertà. Karen, straziata per la perdita dell'amata Julie non riesce a dormire per gli incubi, perde l'armonia con il marito, si disamora dello stesso lavoro. Gli incontri terapeutici con i familiari di altre vittime della violenza non le recano alcun sollievo. Impulsivamente si mette a cercare di persona l'assassino; lo pedina; avverte la polizia di certe frequentazioni sospette del losco individuo, ma viene dissuasa dall'occuparsi di quel lavoro rischioso di inesperta detective. Contatta, pertanto, un'organizzazione che si occupa di preparare in proprio azioni punitive nei confronti di malavitosi rimasti impuniti: le viene fornita una pistola e impartite tutte le istruzioni per colpire l'as-sassino di sua figlia, che nel frattempo ha compiuto un altro assassinio con stupro. Per di più si rende conto che Doob ha cominciato a circuire anche la piccola Megan, nei momenti di ricreazione nei giardini della scuola. Proprio quando Karen è decisa a disdire gli accordi presi con l'organizzazione puniti-va che le ha preparato il colpo contro l'odioso Doob, un incontro intimidato-rio e beffardo con lui, che si ritiene imprendibile, scatena in Karen quel furo-re omicida nei confronti del cinico individuo che le dà il folle impulso teme-rario di provocarlo e di preparargli l'agguato mortale che mette fine in modo drammatico alle insidie del "mostro".

Valutazione Pastorale

Il film prende ed emoziona nonostante le cadute di ritmo, gli indugi e le fastidiose dilatazioni in uso nella cinematografia ameri-cana e tocca problemi scottanti, riguardanti purtroppo non solo la cultura americana, ma anche quella di tutta la società anni '90: violenza sui minori, abusi d'ogni genere, assurdità giuridiche e burocratiche che inducono il citta-dino esasperato a prendere iniziative di giustizia sommaria. La recitazione concitata e convulsa di Sally Field nel ruolo di Karen, disorientata e infuriata per quanto le è accaduto, rende credibile la trasformazione della protagonista da creatura inoffensiva in una donna furente ed omicida. Il film affronta il problema della violenza che porta violenza ma non è un'istigazione a farsi giustizia da sé, vista l'inefficienza e la paralisi della giustizia ufficiale. Richiede però cautele da un punto di vista pastorale e un conveniente dibatti-to.

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