LA RABBIA DI PASOLINI

Valutazione
Accettabile, Problematico, Adatto per dibattiti
Tematica
Cinema nel cinema, Politica-Società, Storia
Genere
Documentario
Regia
Giuseppe Bertolucci (realizzazione)
Durata
83'
Anno di uscita
2008
Nazionalità
Italia
Distribuzione
Istituto Luce
Montaggio
Fabio Bianchini

Orig.: Italia (2008) - Sogg. e scenegg.: da un'idea di Tatti Sanguinetti, realizzazione di Giuseppe Bertolucci - Montagg.: Fabio Bianchini - Dur.: 83' - Produz.: Istituto Luce, Minerva RaroVideo, Cineteca di Bologna.

Soggetto

Nell'autunno del 1962 il produttore Gastone Ferranti commissiona a Pier Paolo Pasolini un film di montaggio da tarsi dalla collezione dei Cinegiornali "Mondo libero", di cui lo stesso Ferranti é proprietario. Mentre il regista è al lavoro in moviola, Ferranti ha uno scrupolo e decide di affiancare a quello di Pasolini un altro film nell'ottica del 'visto da destra visto da sinistra'. Questo secondo intervento è affidato a Giovanni Guareschi. Composto di due parti, il film "La rabbia" esce nelle sale nell'aprile del 1963 con pochissimo successo. Ben presto scompare e quasi nessuno se ne ricorda più.

Valutazione Pastorale

La decisione di inserire un altro autore costrinse Pasolini a eliminare dal suo montaggio definitivo tanto materiale già scelto e selezionato. Giuseppe Bertolucci, lavorando su un'idea di Tatti Sanguineti, ha recuperato questi materiali e li propone ora a se stanti. Si ha così modo di verificare l'esatta cornice delle intenzioni pasoliniane. Si capisce ora l'impalcatura dell'intervento del regista di Mamma Roma: il montaggio é accompagnato dalle voci di Giorgio Bassani (poesia) e di Renato Guttuso (prosa). Semplicità di immagini, testo insieme poetico, molto letterario, con acute capacità di analisi e intuizione. Il campanello d'allarme sulle zone d'ombra giacenti dietro i lustrini del boom economico era stato lanciato e ben poco raccolto. Un lavoro dunque di forte interesse, al termine del quale magari viene la voglia di vedere anche il segmento diretto da Guareschi: per capire meglio l'operazione nella sua interezza. Dal punto di vista pastorale, questo metà-film è da valutare come accettabile, problematico, e adatto per dibattiti.

Utilizzazione

Il film è da utilizzare in programmazione ordinaria, meglio se in occasioni nelle quali sia possibile introdurre il lavoro, e commentarlo alla fine con adeguati interventi sotto il profilo storico, cinematografico, sociale.

Le altre valutazioni

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