La scuola cattolica

Valutazione
Complesso, Problematico, Adatto per dibattiti
Tematica
Bullismo, Cronaca, Delinquenza minorile, Donna, Educazione, Famiglia, Famiglia - fratelli sorelle, Famiglia - genitori figli, Giovani, Letteratura, Male, Morte, Politica-Società, Scuola, Storia, Violenza
Genere
Drammatico, Storico
Regia
Stefano Mordini
Durata
106'
Anno di uscita
2021
Nazionalità
Italia
Titolo Originale
Id.
Distribuzione
Warner Bros Pictures
Soggetto e Sceneggiatura
Dal romanzo Premio Strega di Edoardo Albinati, la sceneggiatura è firmata da Massimo Gaudioso, Luca Infascelli, Stefano Mordini
Fotografia
Luigi Martinucci
Musiche
Andrea Guerra
Montaggio
Massimo Fiocchi, Michelangelo Garrone
Produzione
Roberto Sessa, Maria Teresa Favia, Chiara Grassi. Casa di produzione: Warner Bros. Entertainment Italia, Picomedia

Presentato fuori concorso alla 78a Mostra del Cinema della Biennale di Venezia

Interpreti e ruoli

Benedetta Porcaroli (Donatella), Federica Torchetti (Rosaria), Emanuele Maria Di Stefano (Edoardo Albinati), Giulio Pranno (Andrea Ghira), Francesco Cavallo (Gianni Guido), Luca Vergoni (Angelo Izzo), Giulio Fochetti (Arbus), Alessandro Cantalini (Picchiatello), Andrea Lintozzi (Gioacchino Rummo), Guido Quaglione (Stefano Jervi), Angelica Elli (Leda Arbus), Gianluca Guidi (Ludovico Arbus), Corrado Invernizzi (Preside), Fabrizio Gifuni (Golgota), Fausto Russo Alesi (Davide Rummo), Valentina Cervi (Eleonora Rummo), Valeria Golino (Ilaria Arbus), Riccardo Scamarcio (Raffaele Guido), Jasmine Trinca (Coralla Martirolo)

Soggetto

Tra il 29 e il 30 settembre del 1975 in una villa al Circeo, sul lungomare laziale, due giovani ragazze vengono aggredite brutalmente e ripetutamente da un gruppo di studenti della Roma bene, iscritti in un noto liceo cattolico della Capitale...

Valutazione Pastorale

Presentato fuori concorso alla 78a Mostra del Cinema della Biennale di Venezia, “La scuola cattolica” di Stefano Mordini esce ora nelle sale italiane. Il film mette a tema il massacro del Circeo avvenuto tra il 29 e il 30 settembre del 1975, nel quale perse la vita Rosaria Lopez e ritrovata quasi esanime Donatella Colasanti. Il film è l’adattamento dell’omonimo romanzo di Edoardo Albinati, vincitore del Premio Strega nel 2016. Al di là della complessità di ridurre in sceneggiatura un romanzo corposo che va oltre le mille pagine, la vera difficoltà dell’operazione riguarda il confronto con una delle vicende più sofferte e buie dell’Italia anni ’70. Voce narrante del film è lo scrittore Albinati, compagno di scuola in un noto istituto cattolico della Capitale dei colpevoli delle violenze. Attraverso il suo sguardo entriamo pertanto nelle vite di quei ragazzi e delle loro famiglie alcune settimane prima della tragedia. Assieme al futuro scrittore si esplorano il tessuto relazionale di quei giovani, le paure, le angosce e i desideri, come pure il contesto educativo tra casa e scuola. La pellicola cerca di mettere a tema una frattura del nostro passato, con l’intento sia di fare memoria dell’orrore sia di rintracciare la genesi del Male, le falle del sistema che hanno permesso che ciò accadesse. Ma è proprio su quest’ultimo punto, probabilmente, che risiede anche una delle debolezze più insidiose dell’opera di Mordini. Sul banco degli imputati, infatti, insieme ai carnefici, finiscono tanto i padri biologici, ritratti come i grandi assenti (e in generale le famiglie poco solide), quanto i padri-educatori, i docenti religiosi che guidano il percorso formativo dei ragazzi. Il carico di colpe viene pertanto ripartito tra i figli “predatori” e l’orizzonte educativo tutto. E questo purtroppo senza appello. Sorge però la domanda su dove siano nel film la cornice politica e sociale di quegli anni, così fortemente instabili e tumultuosi. Si riconoscono all’opera di Mordini non pochi punti di pregio, tra cui la messa in scena accurata e la convincente prova del cast tutto – tra cui Valeria Golino, Fabrizio Gifuni e Benedetta Porcaroli –, come pure l’intenzione di fare memoria oggi di un avvenimento che ha segnato la storia del Paese. A ben vedere, però, il film “La scuola cattolica” si muove in maniera non del tutto compatta, efficace; in particolare, si denota un certa discontinuità tra una lunga anticamera della tragedia e il frettoloso passaggio chiave finale. Sia chiaro, non perché bisognava stare in maniera insistita sul male (anzi!), ma perché sembrano mancare dei collegamenti narrativi con il deflagrare del crimine. Non tutto pertanto risulta a fuoco, e così il film sembra perdere in compattezza e completezza. “La scuola cattolica” è da valutare come complesso, problematico e per dibattiti. Si segnala che il film esce nei cinema con il divieto ai minori di 18 anni su indicazione della Commissione ministeriale (Direzione generale Cinema e audiovisivo - MiC).

Utilizzazione

Il film ripercorre il delitto del Circeo con l'intento di fare memoria sociale dell'avvenimento. Per tali motivi è indicato per dibattiti. Si segnala però che il film esce nei cinema con il divieto ai minori di 18 anni su indicazione della Commissione ministeriale (Direzione generale Cinema e audiovisivo - MiC).

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