LA STORIA DI QIU JU ***

Valutazione
Accettabile, Realistico
Tematica
Donna, Politica-Società
Genere
Drammatico
Regia
Zhang Yi Mou
Durata
110'
Anno di uscita
1992
Nazionalità
Cina
Titolo Originale
QIU JU DE GU SHI
Distribuzione
Columbia Tristar Films Italia
Soggetto e Sceneggiatura
Liu Heng dal romanzo di Chen Yuan Bin
Musiche
Zaho Ji Ping
Montaggio
Du Tuan

Sogg.: dal romanzo di Chen Yuan Bin - Scenegg.: Liu Heng - Fotogr.: (panoramica/a colori) Zhang Yi Mou - Mus.: Zaho Ji Ping - Montagg.: Du Tuan - Dur.: 110' - Produz.: Ma Fung Kwok

Interpreti e ruoli

Gong Li (Qiu Ju), Lei Lao Sheng (Quing Lai), Ge Zhi Jun, Liu Pei Qi, Yang Lu Chiun

Soggetto

in una comunità contadina sulle montagne cinesi dello Shangi, il marito della bella Qiu Ju si è preso dal capo-villaggio un calcio fra le gambe. Alla donna, preoccupata per le possibili conseguenze, non interessa il denaro del risarcimento e di qualche medicinale, quanto piuttosto che il marito riceva le scuse dal rozzo funzionario (il quale non ci pensa neppure). Essa mette così in moto il meccanismo, inevitabilmente complicato e lungo, per fare ricorso contro il gesto violento. E, poiché è incinta, si addossa il peso di andare a presentare nel villaggio, fra neve e strade disagevoli, il primo reclamo. Ad esso seguono quello presso le autorità del distretto e poi l'appello nella grande città. Ma Qiu Ju è tenace, sfida la fatica, presenta istanze e moduli e infine la partita è vinta. A lei e alla dignità sua e della famigliola bastano la condanna a quelle scuse e non vi è odio verso il colpevole, tanto che, trovandosi la donna sotto parto, costui si mobilita, cerca dei portatori volontari, e giù per la montagna in barella, Qiu Ju viene condotta al lontano ospedale. Nato un maschietto, alla festa viene invitato anche il capo-villaggio (padre, con sua grande delusione, di ben quattro femmine). Ma nell'allegria generale dei villici risuona sinistramente la sirena della polizia, spedita a prelevare l'offensore: la sentenza dei magistrati cittadini deve essere eseguita e con essa sono stati comminati 15 giorni di prigioni. Troppi anche per Qiu Ju, donna cocciuta ma senza fiele, che voleva giustizia e non vendetta ed ora si vede amareggiata la festa.

Valutazione Pastorale

il film che appare incentrato su temi e registri completamente differenti da quelli pure interessanti e splendidi, proposti da Yimou in altri lavori, è godibilissimo, non difetta di riflessi e venature perfino comiche, è intelligente e arioso, mentre offre un invidiabile caleidoscopio di figurine coloratissime (scrivani, faccendieri, conducenti pubblici, locatori e funzionari). Un vivido mosaico. Lontano e astratto, il Potere centrale; rigoroso, un po' cavilloso e defatigante (come in tutti i Paesi del mondo) l'itinerario giudiziario; frastornante il chiasso e la confusione che gli appelli sempre impongono alla ricorrente, di contro alla quiete ed ai costumi di villaggi semisperduti, in cui ben poco o quasi appare ancora oggi mutato. Magnificamente reso il personaggio di Qiu Ju, mai intimidita dagli ostacoli, tenace, soprattutto fedele a valori antichissimi, ben colti dal regista: quelli della Giustizia, della dignità personale cui ogni essere umano ha diritto e un terzo di cui in Cina il senso è vivissimo per la convivenza di salvare la faccia l'uno di fronte all'altro. Si aggiunga la mancanza pacifica di ogni e qualsiasi rancore, il persistere della solidarietà comunitaria, il significato umano del perdono. Zhang Yi Mou ha creato un film di per sé semplice, che è testimonianza saporosa e metafora al tempo stesso, utilizzando con grande perizia una realtà in ebollizione, girando spesso il tutto con la macchina da presa occultata, a maggiore autenticità dei risultati, validi in ogni caso. La sua Qiu Ju è un simbolo. È la donna nuova, non più fonte di delusione alla sua nascita: è quella che esige risposte giuste, esatte e dignitose e non illusioni o l'ambiguità del silenzio. Una sfida coraggiosa in un impero in rapida evoluzione.

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